
SERVIZIO DI TRASPORTO PER DISABILI. AL VIA IL NUOVO BANDO
Dal 7 al 30 gennaio sarà possibile presentare domanda, o rinnovarla,
per il servizio di trasporto per disabili istituito dal Comune e rivolto
prevalentemente alle persone disabili che lavorano.
A chi è rivolto il servizio:
- alle persone disabili motorie in possesso di certificato di invalidità
o di handicap
- residenti nel Comune di Bologna o aventi nello stesso stabile occupazione
- in età tra i 18 e 65 anni
- che non siano in possesso di patente di guida, di abbonamento ATC o
che usufruiscano di altri servizi di trasporto
Per quali esigenze:
- prioritariamente il lavoro (servizio continuativo), ma anche per necessità
occasionali come visite mediche e tempo libero
Dove e quando presentare domanda:
- La domanda va presentata dal 7 al 31 gennaio
- La domanda, redatta su apposito modulo disponibile nel sito del Comune
di Bologna o presso il CRH, e corredata di fotocopia del documento di
identità, potrà essere portata, spedita via fax, posta,
mail al gestore del servizio:
Coop Società Dolce, via Ferrara 72/a (zona via Arno-E.Levante),
tel. 051.6270798, fax 051-6274557, e-mail trasporto@societadolce.it,
Orari di ufficio: da lunedì a venerdì dalle 9,30 alle 12,30
Altre informazioni:
- a tutte le persone che faranno domanda verrà data risposta scritta
- la graduatoria sarà operativa dal 1 marzo, fino a tale data il
servizio continuerà con le stesse modalità del 2003
- l'accesso al servizio è incompatibile con il "Contributo
alla mobilità - ex buoni taxi"
- le esigenze di trasporto occasionale vanno concordate direttamente con
il gestore del servizio
- è prevista una contribuzione dell'utenza che verrà determinata
dal Comune con successivi atti deliberativi
- nel caso di persone che lavorano a Bologna ma non hanno la residenza
il punto di "raccolta" sarà le stazioni dei treni o delle
autocorriere)
Per ogni informazione:
Servizio trasporto disabili - Coop
società dolce 051.6270798
CRH Comune Bologna 051.204353 051-402255
E' USCITO IL NUMERO DI DICEMBRE 2003 DI METROPOLI, LA
NEWSLETTER DEL CENTRO RISORSE HANDICAP DEL COMUNE DI BOLOGNA
Sei pagine di notizie in breve, la rubrica su corsi e convegni ed un ampio
servizio sul bando regionale che conferisce contributi per ausili che
favoriscano l'autonomia in casa delle persone disabili gravi. L'inchiesta
si occupa in particolare di chiarire quali siano gli ausili finanziabili
tramite la legge 13 sulle barriere architettoniche, quali tramite il bando
regionale (legge 29/97) e quali ottenibili tramite gli uffici protesici
dalla azienda USL e ricompresi nel cosiddetto "nomenclatore tariffario
degli ausili e delle protesi"
Metropoli ha cadenza trimestrale ed è diffusa gratuitamente. Richiedere
a: handybo@comune.bologna.it, oppure 051.204353, 051.402255
I numeri arretrati di Metropoli sono on
line.
IL 16 GENNAIO A BOLOGNA UN CONVEGNO SULLE SOLUZIONI ABITATIVE
PER
LA VITA INDIPENDENTE
Promosso dall'Assessorato alle politiche sociali della regione E.Romagna
si svolgerà venerdì 16 gennaio dalle ore 9 alle ore 13 presso
la Sala polivalente del Consiglio regionale, viale A.Moro 52.
Il convegno affronterà in particolare il tema delle soluzioni per
la vita indipendente e delle strutture residenziali di carattere comunitario
per persone con sufficienti livelli di autonomia.
Verranno presentate esperienze emiliane, lombarde e venete.
Per ogni informazione: Barbara Schiavon, Regione E.Romagna, 051-6397469
Per esigenze di parcheggio con contrassegno: 051-304590 Eikon s.a.s.
APPROVATA IN VIA DEFINITIVA LA LEGGE FINANZIARIA
Vediamo i singoli punti che sono stati oggetti di dibattito nei mesi scorsi
e di nostre altre precedenti notizie:
- Ricorsi amministrativi: prorogati i termini di abrogazione
L’articolo 42 della Legge 326/2003 ha soppresso la possibilità
di presentare ricorsi amministrativi contro i verbali emessi dalle Commissioni
ASL di accertamento di invalidità e di handicap.
I ricorsi potranno essere solo di fronte al giudice ordinario.
Il Decreto Legge 355 del 24 dicembre 2003 ha tuttavia posticipato l’efficacia
di questa disposizione al 31 dicembre 2004.
Pertanto per tutto il 2003 sarà ancora possibile presentare i ricorsi
amministrativi relativi ai verbali di accertamento dell’invalidità
e di handicap.
- Congedi retribuiti
La Legge 53/2000 aveva introdotto l’opportunità, per i genitori
di persone con handicap grave, di ottenere un congedo retribuito, anche
frazionabile, di due anni. Analoga agevolazione, lo ricordiamo, non viene
concessa per altre relazioni di parentela o affinità. Ad esempio
la moglie lavoratrice che assiste il marito non ha diritto a questo congedo
retribuito che spetta, lo ripetiamo, solo nel caso si assista un figlio.
Ma era stato posto anche un altro limite: per poter ottenere il congedo
era necessario che il figlio disabile fosse in possesso del certificato
di handicap grave (art. 3 comma 3 della Legge 104/1992) da almeno 5 anni.
Questa incomprensibile limitazione impediva la fruizione del beneficio
ai genitori di bambini in tenerissima età oppure nei casi di trauma
nell’immediatezza del bisogno.
Questo limite dei cinque anni è stato finalmente abrogato dalla
Legge Finanziaria.
- Trasferimenti
La Legge Finanziaria per il 2004 favorisce i trasferimenti e le “ricongiunzioni
familiari” per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. L’agevolazione
interessa i genitori di bambini fino ai tre anni di età. Il genitore
potrà richiedere il trasferimento nella stessa provincia o regione
dove lavori il coniuge. Il trasferimento, concedibile anche in modo frazionato
e comunque per un periodo non superiore ai tre anni, è subordinato
alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione
retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione.
L’eventuale dissenso deve essere motivato. L’assenso o il
dissenso devono essere comunicati all’interessato entro trenta giorni
dalla domanda.
La nuova disposizione non prevede che l’agevolazione sia estesa
o ampliata nel caso in cui il figlio abbia più di tre anni e sia
disabile.
- Finanziamenti
La già citata Legge 326/2003 aveva previsto un incremento minimo
del Fondo per le Politiche sociali, compensato poi da altre limitazioni.
La dotazione finale del Fondo risulta, a conti fatti, inferiore a quella
prevista per il 2003.
L’incremento viene comunque vincolato dalla Legge Finanziaria a
quattro voci:
a) politiche per la famiglia e in particolare per anziani e disabili,
per un importo pari a 70 milioni di euro;
b) abbattimento delle barriere architettoniche di cui alla legge 9 gennaio
1989, n. 13, per un importo pari a 20 milioni di euro;
c) servizi per l’integrazione scolastica degli alunni portatori
di handicap, per un importo pari a 40 milioni di euro;
d) servizi per la prima infanzia e scuole dell’infanzia, per un
importo pari a 67 milioni di euro.
Non è chiaro che cosa verrà finanziato, con quali modalità
o che tempi rispetto alle politiche per la famiglia e in particolare gli
anziani e i disabili. Sarà, verosimilmente, chiarito da un successivo
decreto, anche se la Legge Finanziaria non lo prevede.
(Fonte: newsletter
handylex.org)
DOPO DI NOI: A BOLOGNA UN CORSO PER TUTORI
Il tutore rappresenta il centro di qualsiasi progetto di vita "dopo
i genitori" per una persona con disabilità intellettiva.
La "Fondazione dopo di noi" intende delineare una nuova figura
di tutore che superi il tradizionale ruolo di amministratore del patrimonio,
per assumere funzioni significative anche sul piano relazionale e della
cura affettiva. Il corso di formazione che inizierà nel mese di
febbraio si rivolge a familiari di disabili ma anche a cittadini interessati
e sensibili al tema. Sono previsti 5 incontri condotti da giuristi e tecnici
dei servizi sociosanitari.
Per ogni informazione: Fondazione
Dopo di noi, via Tiarini 22, Bologna, telefono 051. 5873837.
PERMESSI E CONGEDI PREVISTI DALLA LEGGE 104
Uno dei temi più "ostici" per un servizio Informahandicap,
ma non solo, per le tante interpretazioni e circolari in materia succedutesi
nel tempo.
Un inserto in materia chiaro, dettagliato e aggiornato al 10 ottobre 2003
è contenuto nel numero 8, dicembre 2003 della rivista Sicurezza
sociale edita dall'INCA-CGIL dell'Emilia Romagna (Info 051-294820)
L'inserto prende in esame schematizzandole le competenze dell' INPS rispetto
a: prestazioni per i genitori con figli disabili minori di tre anni; permessi
mensili di tre giorni dal terzo anno di vita del bambino e assistenza
a parenti e affini; agevolazioni per lavoratori disabili; congedi per
gravi e documentati motivi di famiglia.
OPPORTUNITA' E DIRITTI DELLE PERSONE CON SINDROME DI DOWN
E' il titolo del vademecum realizzato dall'associazione "ViviDown"
in collaborazione con il consiglio di zona 1 di Milano. Una guida pratica
a servizi e diritti per le persone con sindrome di down che vivono a Milano
e Lombardia.
Il vademecum offre informazioni (attraverso schede a tema) per soddisfare
principali esigenze delle persone down e delle loro famiglie: dall'accertamento
medico-legale dell'invalidità e della disabilità all'assistenza
economica, dal diritto allo studio e all'integrazione scolastica, alle
agevolazioni sul lavoro anche per i familiari (permessi lavorativi, congedi
straordinari, tutela contro i trasferimenti), fino ai benefici di ordine
fiscale.
Ogni scheda tematica sui diritti è accompagnata da informazioni
molto pratiche: gli uffici a cui rivolgersi, i servizi sul territorio,
numeri di telefono, orari, riferimenti normativi. Inoltre, sono raccolti
alcuni utili moduli fac simile e la relativa spiegazione su come compilarli,
quali documenti allegare, dove inoltrare le domande. Lo scopo è
illustrare i diritti, spesso poco conosciuti, delle persone con disabilità
intellettiva e spiegare come è possibile ottenerli.
In programma c'è la realizzazione di un'altra guida che completi
la panoramica dei diritti delle persone con disabilità intellettive.
La guida verrà distribuita dall'associazione ViviDown agli Enti
Pubblici e alle ASL lombarde e sarà disponibile gratuitamente anche
presso la sede dell'associazione, in via San Maurilio 8, 20123 Milano,
Tel. 02/8056238 - Fax 02/86452083, e-mail info@vividown.org
- www.vividown.org
(Fonte: mailing
list ed-scuola)
COMMENTI SULLE POLITICHE PER L'HANDICAP AL CONVEGNO FISH
DI DICEMBRE.
LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE FISH E DEL SOTTOSEGRETARIO SESTINI
Celebrazione - di qualcosa di già acquisito - o opportunità
da cogliere per gli sviluppi futuri? Intorno a questo interrogativo si
è svolto a Firenze, alla presenza di rappresentanti di Governo
ed enti locali, il Congresso Nazionale della Federazione Italiana Superamento
Handicap (Fish), ultimo appuntamento dell'Anno Europeo per le persone
con disabilità.
"E' difficile dare una risposta - commenta Pietro Barbieri, Presidente
Fish - l'Anno Europeo è servito ad affrontare due temi: la disseminazione
di un nuovo approccio culturale e l'elaborazione di politiche attive che
fossero permanenti".
Sul primo punto per la Fish si può parlare di parziale successo.
"Lo stato italiano ha tradotto la dizione della Commissione"Anno
Europeo della Disabilità" in "Anno Europeo delle persone
con disabilità; questo è un elemento significativo, come
il fatto che molte regioni (pensiamo a Toscana, Veneto, Sardegna), province
e comuni si sono adoperate per organizzare eventi e comunicare: al centro
di quest'anno quindi ci sono le persone, ed è un risultato straordinario".
Ma - continua Barbieri - "c'è ancora molto lavoro da fare
sul piano della comunicazione e dei mass media, per cui i disabili rimangono
fonti di mancanza di ascolto".
Un'altra questione è quella delle politiche attive, e dei punti
di partenza da cui affrontare il nuovo anno. "Solo pochi giorni fa
- in seguito all'incontro con il Ministro del Welfare Maroni - abbiamo
deciso di soprassedere alla manifestazione pubblica del 3 dicembre con
la Fand, che voleva porsi una domanda precisa: come mai sono sfumate le
questioni - accertamento condizioni, Liveas, diritto al lavoro - poste
a Bari all'apertura dell'Anno Europeo?".
La revoca della giornata di protesta è legata all'impegno assunto
dal governo su alcuni punti specifici ."Abbiamo finalmente ottenuto
la garanzia - in relazione all'art. 42 del cosiddetto Decretone - della
reintroduzione della possibilità di ricorso amministrativo nei
confronti delle pratiche di accertamento dell'invalidità civile,
e speriamo che la cosa sia confermata in sede approvazione Finanziaria
nei prossimi 15-16 dicembre. Sarà essenziale riaprire il dibattito
per capire quali sono i problemi dell'accertamento, come eliminare gli
abusi, riformare il sistema complessivo per arrivare ad una vera presa
in carico".
Due gli elementi sostanziali su cui Barbieri punta l'attenzione: "E'
un fatto importante che sia stato rimosso il vincolo dei 5 anni di riconoscimento
dell'handicap per godere dei 2 di congedi retribuiti, e anche che è
quasi vinta la battaglia per l'istituzione dell'amministratore di sostegno,
se la legge come sembra sarà approvata entro fine anno. Per quanto
riguarda l'individuazione dei livelli essenziali di assistenza (Liveas)
"senz'altro c'è anche il problema economico, ma almeno si
garantisca (in base all'art.24/328) la revisione delle previdenze economiche".
Per ottenere alcuni risultati come questi "speravamo di non dover
ricorrere alle piazze e alle manifestazioni, e che le dichiarazioni già
fatte a Bari potessero diventare opzione politica. Così non è
stato". Il motivo - spiega Barberi - "è che per le politiche
complessive del paese le questioni della disabilità sono ancora
marginali, chiuse, piccole". Non bisogna tanto - secondo la Fish
- puntare sul fatto che la persona disabile è una risorsa, cosa
che è allo stesso tempo vera e non vera, ma pensare che la società
cresce se c'è pace sociale e le condizioni perché 3 milioni
di persone vivano la vita appieno. "La questione della disabilità
è trasversale alla politica, non coinvolge solo sanità e
servizi sociali. Bisogna considerare le persone con disabilità
"azionisti" della società, non solo categorie svantaggiate".
Il sottosegretario Sestini: ''Le responsabilità sono di tutti''
"Le responsabilità sono di tutti. Non ci sono avversari ma
interlocutori, e le associazioni devono dialogare serenamente con il Governo
- con il coinvolgimento di tutti i Ministeri - e con le Regioni".
E' il confronto aperto, secondo Grazia Sestini, la chiave per fare passi
avanti nelle politiche a favore delle persone con disabilità. Il
Sottosegretario al Welfare ha toccato tre punti cruciali dell'insieme
dei problemi che hanno caratterizzato in particolare gli ultimi mesi di
questo Anno Europeo. In primo piano la questione dell'accesso al mondo
del lavoro. "Quello che abbiamo fatto (art.14 della Legge Biagi che
porta in primo piano le cooperative sociali consentendo, secondo la Fish,
alle aziende di eludere il collocamento obbligatorio ex l.68/99) bisogna
cercare di accettarlo, pensando che l'intenzione non è certo quella
di creare "un ghetto" per le persone con disabilità,
né dar luogo a lavoratori di serie A e B, ma cercare di offrire
un'opportunità in più a chi incontra difficoltà maggiori
Non si vuole sostituire o vanificare la legge 68 ma darle un apporto ulteriore.
Ribadisco l'impegno al monitoraggio della situazione nei prossimi 6 mesi
e alla revisione in caso di risultati negativi".
Per quanto riguarda la definizione dei Liveas, è prevista per gennaio
la presentazione delle prime ipotesi.
"E'vero che c'è un problema di bilancio, ma anche che tra
un'area e l'altra del paese ci sono livelli e realtà estremamente
diversi e di questo bisogna tenere conto, come del fatto che alcune regioni
sono molto indietro con il recepimento della 328: il provvedimento dovrà
prevedere standard uniformi ma tempi diversi per consentire l'adeguamento
di strutture e di personale". E in relazione all'art 42 e alla garantita
reintroduzione del ricorso amministrativo "il nostro intento voleva
essere quello di colpire i falsi invalidi, mettere in atto tutte le azioni
possibili perché i servizi siano a vantaggio di chi davvero ne
ha bisogno; aspettiamo di lavorare insieme per rivedere i criteri dell'accertamento".
E' vero - ha concluso Sestini - "che in una congiuntura economica
difficile si tende a considerare la spesa sociale solo come spesa, ma
dovremmo noi per primi pensare che l'incremento al Fondo Sociale si può
configurare come un investimento che serve solo a ridurre altre spese".
(Fonte: mailing
list ed-scuola)
AL VIA IL PROGETTO ICF IN ITALIA
Handicap: al via il progetto ICF in Italia - Welfare policy development.
Concluso l'Anno europeo delle persone con disabilità è stato
presentato alla conferenza di chiusura il 5 dicembre il Progetto ICF in
Italia, 'Strategia di sviluppo, formazione ed utilizzo della classificazione
internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute
dell'OMS'. La Classificazione era stata pubblicata dall'OMS nel 1991 e
riconosciuta da 191 paesi. L'ICF, nato da un lavoro di 7 anni in 65 paesi,
sposta l'attenzione dalle cause delle disabilità all'impatto sul
funzionamento della persona ed è strumento universale per misurare
e descrivere salute e disabilità delle popolazioni. Il Ministero
del Welfare con il Progetto ICF in Italia, avvia una azione sperimentale
per introdurre una nuova cultura e filosofia della disabilità e
promuovere adozione e utilizzo della Classificazione ICF nel nostro paese.
Il Progetto in versione italiana e inglese alle nuove
pagine web.
(Fonte: newsletter
Ministero Welfare)
DETENZIONE DOMICILIARE ALLE DONNE CONDANNATE MADRI DI DISABILI
La questione sollevata dal Tribunale di Bari
Potranno beneficiare della detenzione domiciliare le condannate che siano
madri conviventi di figli invalidi al 100%. La Corte con sentenza n. 350/03
ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 47-ter,
comma 1, lettera a), della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento
penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della
libertà), nella parte in cui non prevede la concessione della detenzione
domiciliare anche nei confronti della madre condannata, e, nei casi previsti
dal comma 1, lettera b), del padre condannato, conviventi con un figlio
portatore di handicap totalmente invalidante. La norma, prima dell'intervento
della Corte, prevedeva la detenzione domiciliare soltanto per le condannate
madri conviventi di figli con età inferiore a 10 anni. La disparità
di trattamento era evidente in quanto le madri di figli incapaci perché
minori di anni 10, ma comunque dotati di un minimo di autonomia (quantomeno
sotto l'aspetto fisico), potevano beneficiare della detenzione domiciliari
e le madri di figli disabili incapaci di provvedere alle loro più
elementari esigenze (a prescindere dall'età) non potevano beneficiare
della detenzione domiciliare, sicuramente più consona alle esigenze
del figlio disabile.
Il testo della sentenza è consultabile all'indirizzo web:
http://www.italiapuntodoc.it/leggi.php?id=1000
(Fonte: mailing
list ed-scuola)
Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante
