Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna - Percorsi e opportunità per le persone disabili e le loro famiglie
Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna
Percorsi e opportunitā per le persone disabili e le loro famiglie

BOLLETTINO MAIL DEL 27 GENNAIO 2004

Disponibili online i numeri 2 e 3 del 2003 di Metropoli, la newsletter trimestrale del CRH (inchieste: Certificato di handicap legge 104, a cosa serve? - Gli ausili: quali si possono ottenere col nomenclatore tariffario degli ausili e protesi, quali con la legge 13/89 sulle barriere nella edilizia residenziale e quali con la legge regionale Emilia-Romagna n.29)

CONVEGNO SUI SERVIZI PER LE PERSONE DISABILI ADULTE
"UN NUOVO WELFARE PER LA DISABILITA'"
BOLOGNA, GIOVEDI' 5 FEBBRAIO, CAPPELLA FARNESE, PALAZZO D'ACCURSIO

Il convegno intende favorire lo studio e l'implementazione di nuovi percorsi di servizi, in sinergia con il privato sociale, partendo dalle buone pratiche esistenti, anche alla luce dell'aumento delle nuove forme di disabilità e della necessità di tutelare i disabili privi di reti familiari e di supporto.
In particolare si prenderanno in considerazione i servizi rivolti alle persone disabili adulte, ponendo particolare attenzione al tema dell’evolversi della domanda nell’attuale contesto sociale, e quindi alle risposta da dare nel prossimo futuro.
Il convegno è stato preceduto da una ricerca sui bisogni e sulla percezione della qualità dei servizi da parte delle famiglie e delle persone disabili seguite dai servizi sociali cittadini, condotto dal Settore Coordinamento Servizi Sociali del Comune di Bologna su un campione rappresentativo di famiglie i cui risultati saranno resi noti all’interno del convegno.
Il convegno avrà inizio alle ore 9 per concludersi alle 17,30.
Per informazioni: M.Grazia Bertagni - tel. 051/204312 - AnnoEuropeoDisabili@comune.bologna.it
Il programma completo è disponibile qui.

SESSUALITÀ E HANDICAP: DOPO L'INTERVENTO DEL PAPA SI RIAPRE IL DIBATTITO
Anche i disabili hanno diritto all'affettività e ad avere una vita sessuale. Un'affermazione importante, espressa dal Papa, che arriva in una società in cui amore e sesso, per i disabili, sono spesso ancora tabù. Perché? Ne parla Maria Cristina Pesci, psicoterapeuta e sessuologa, che fa parte del Cdh (Centro documentazione handicap) di Bologna, da sempre impegnato su questi temi.
Affettività e sessualità come diritti universali, di tutte le persone. Perché è così importante quest'affermazione?
"E' molto difficile sentir parlare di disabilità in rapporto all'affettività e alla sessualità. Da parte di tutti. Si può essere cattolici o no, credenti o non credenti, ma che l'abbia detto il Papa, non è cosa da poco. In passato, senza andare troppo indietro nel tempo, la Chiesa ha proposto al mondo dei disabili di 'sublimare' la sessualità, scegliendo la via della spiritualità e 'offrendo il dolore a Dio'. Affermare, invece, che la sessualità è un diritto di tutti, disabili e non, all'interno poi di un incontro sui disabili mentali, è senza dubbio un grosso passo in avanti".
Perché quest'accento sui disabili mentali?
"Sulle disabilità fisiche, ci sono tanti esempi di persone che hanno una vita assolutamente normale a livello sessuale, affettivo, così come potrebbe essere per chiunque: momenti sì, momenti no, alti e bassi.
Insomma, non sempre tutto rose e fiori come ci viene presentato da certa informazione. Più complesso, invece, è il discorso per chi è disabile a livello mentale: è una situazione più complessa da comprendere".
Lei è impegnata al Cdh di Bologna su questi temi da molto tempo. Com'è la situazione, oggi?
"Purtroppo, spesso si parla di sessualità per i disabili come se tutto ciò fosse legato a una tempesta ormonale, all'istinto, e basta. Via i sentimenti, le emozioni. La sessualità viene concepita come se fosse un problema in più. Invece, chi è a contatto quotidianamente con le persone disabili sa bene che non è così".
Sorge a questo punto un dubbio: ma il problema di chi è? Della persona disabile o piuttosto delle famiglie, degli operatori?
"E' vera la seconda ipotesi. Non si vuole colpevolizzare nessuno, sia chiaro. Ma spesso in questo campo, così delicato, le famiglie fanno resistenza, e purtroppo sono lasciate sole. E gli 'addetti ai lavori', così ferrati su tanti aspetti (dal fisioterapista al neuropsichiatra), quando devono affrontare il discorso della sessualità si sentono
impreparati, senza competenza alcuna. Ci sono ginecologi che fanno difficoltà a visitare una donna disabile".
Perché tanta resistenza da parte delle famiglie?
"La sessualità è un po' quella 'cosa' che esprime il senso del futuro, l'autonomia, la possibilità di farsi una vita da soli, o con un'altra persona. Ed è così temuta non in quanto tale, ma perché porta in sé proprio quest'aspetto di separatezza: si cresce, ci si stacca dai genitori. Le famiglie che hanno un figlio disabile sono in genere molto protettive, e non vengono aiutate a crescere un figlio in una prospettiva di vita futura separata. Così scatta la tentazione di cancellare la sessualità, basta. Certo, molti timori sono più che comprensibili da parte di un padre e di una madre: la paura, ad esempio, che si abusi del figlio, della figlia. Ma bisognerebbe sforzarsi di cambiare atteggiamento. E in questo, ripeto, le famiglie vanno aiutate".
Come può essere sostenuto, in questo senso, chi è disabile dalla nascita?
"I genitori dicono spesso ai propri figli piccoli frasi del tipo 'quando sarai grande, quando andrai all'università, quando ti sposerai': noi abbiamo la forza di diventare grandi e andare avanti perché qualcuno di ha pensato 'adulti'. Bene, anche un bimbo disabile deve potersi pensare, pur fra limiti e difficoltà, 'grande', 'cresciuto'. Deve poter crescere con una speranza. E questo significa, per lui, anche poter condividere con i genitori dubbi del tipo 'non so se succederà?', esattamente come un bambino, diciamo, 'normale'. Tutti i bimbi, disabili e non, hanno pensieri sul proprio futuro; vanno sempre accompagnati, non devono sentirsi soli. Un bimbo disabile non va frenato, non deve trovare un muro alla sua progettualità".
E chi diventa disabile dopo un incidente, o una malattia?
"Per chi si trova, all'improvviso, in una situazione di deficit, il percorso è in parte differente, complicato da un evento che ha cambiato la sua esistenza. Da un lato, c'è la positività di aver fatto precedentemente esperienza come 'persona sessuata'. Il punto cruciale è rimettersi in gioco, in relazione, saper superare il lutto di un cambiamento spesso drammatico. Le persone devono poter parlare liberamente, dire quanto è stato doloroso l'evento, quanto grande la sofferenza. Ma poi, è fondamentale trovare la voglia di andare avanti, verso gli altri: solo così un uomo, una donna, potrà incontrarti, accorgersi di te, mettersi in relazione con te e, se accadrà, innamorarsi"
(Fonte: redattoresociale.it)

APPROVATA IN VIA DEFINITIVA LA LEGGE "STANCA" SULLA ACCESSIBILITA' DEI SITI WEB
Il Parlamento ha definitivamente approvato all'unanimità la "Legge Stanca", che consente ai disabili l'accessibilità alle nuove tecnologie digitali ed informatiche, Internet compreso, superando l'attuale divario digitale. Dopo la Camera anche al Senato, infatti, le forze politiche hanno espresso pieno consenso al provvedimento che pone l'Italia al primo posto in Europa su questo fronte, con la normativa più completa,proprio mentre si sta concludendo "l'Anno Europeo del Disabile".
Il voto è stato espresso questa mattina dalla Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni di palazzo Madama, in sede legislativa. "Quella appena approvata è una legge di grande civiltà e il pieno consenso che si è realizzato su di essa onora il Parlamento - ha affermato Lucio Stanca, ministro per l'Innovazione e le Tecnologie. Lo stesso ministro ha anche sottolineato come questo provvedimento, che riunisce in un disegno di legge governativo diverse proposte di legge parlamentari, "consentirà di abbattere le barriere digitali e creare invece rilevanti opportunità per consentire agli oltre 3 milioni di disabili italiani di poter studiare, lavorare e partecipare attivamente alla vita sociale, senza esclusioni".
A tale proposito, il ministro in particolare ha posto in evidenza a tale proposito che "il non riconoscere questa forte esigenza di totale inclusione può causare tre ordini di deficit: economico, in quanto non impiegare le risorse disponibili comporta una perdita onerosa; sociale, perché non integrare qualsiasi categoria crea emarginazione; democratico, perché non permettere la partecipazione significa negare la piena cittadinanza".
Per informazioni: www.innovazione.gov.it
(Fonte: redattoresociale.it)

DOCUMENTI IN TEMA DI GRAVITA' DELLA DISABILITA'
Sono disponibili in formato elettronico alcuni interessanti documenti in tema di "gravità" della disabilità.
Il primo è stato redatto dall'European Disability Forum, organizzazione internazionale riconosciuta dall'Unione Europea, che ha pubblicato un importante documento sulla tutela dei diritti delle persone con handicap in situazione di particolare gravità.
Il testo, tradotto in italiano dal Prof. Aldo Pacifici, è stato pubblicato a cura del Consiglio nazionale sulla disabilità con il titolo "Persone con disabilità ad alto grado di dipendenza". Il testo può essere richiesto gratuitamente al seguente indirizzo di posta elettronica: info@audiofonologopedia.it o chiamando lo 06/86202449.
Il secondo documento è una relazione Aldo Pacifici, presidente del Consiglio nazionale sulla disabilità, intervenuto al seminario europeo intitolato "Le politiche e le azioni di non discriminazione in Europa per le persone con disabilità", svoltosi a Genova, il 26 e 27 ottobre scorsi. L'intervento si intitola "Politiche e legislazione di lotta alla discriminazione e di inclusione sociale per le persone in situazione di gravità e per le loro famiglie".
Può essere richiesto facendo riferimento a "mail del 14/1 h.16,14"
Il terzo è un documento presaentao al congresso nazionale della FISH del dicembre scorso e redatto da C.Hanau del Dipartimento di statistica dell'Università di Bologna e A.Battisti del Sistema informativo sull'handicap del Ministero del welfare. Il documento, dal titolo "Criteri per la definizione di gravità delle persone con disabilità: un'applicazione ai dati italiani", creca di fare il punto su quali possano essere gli indicatori per definire in situazione di "gravità" una persona disabile, su quante siano in Italia le persone in questa condizione e quali siano i segnali rispetto alle abilità della vita quotidiana che avvertono dell'insorgenza di problematiche di tale tipo.
Può esserci richiesto facendo riferimento a "mail del 23/12, h.10,21".

AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO
Disponibile in formato elettronico il testo della nuova legge sull'amministratore di sostegno.
Richiedere facendo riferimento a "mail del 12/1 h. 14,54".

SOFTWARE PER LA DISABILITA'
Un software per tradurre in linguaggi accessibili, fatti di immagini, i testi dei siti internet. È il progetto "NavigAbile", promosso dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi, in collaborazione con la Fondazione Accenture e la Fondazione Francesca Rava e rivolto a bambini e ragazzi con difficoltà cognitive e di comunicazione.
Ancora in fase sperimentale, il carattere innovativo del progetto sta nel fatto che non
si rivolge a persone con disabilità fisiche, ma a difficoltà che riguardano la sfera relazionale.
"Il progetto a cui lavoriamo punta a offrire modalità nuove per accedere ai contenuti del web da parte di ragazzi che hanno difficoltà di comunicazione e apprendimento. L'idea è trasformare automaticamente il contenuto testuale rendendolo più facilmente comprensibile attraverso l'uso di immagini. L'applicazione potrebbe essere utile a ragazzi con gravi problemi cognitivi e di comunicazione, ma anche per i tanti studenti con difficoltà di apprendimento che avrebbero così la possibilità di accedere a forme di linguaggio più immediate. Per questo uno degli ambiti in cui potrebbe trovare maggiore utilizzo è la scuola.
Per molti ragazzi con problemi di apprendimento tradurre in linguaggi diversi i contenuti didattici potrebbe essere un notevole aiuto", diceRoberto Da Dalt, l'ingegnere della Pro Juventute Don Gnocchi Servizi, la società della Fondazione che si occupa di tecnologia e comunicazione.
Il software sfrutta la tecnica della "comunicazione aumentativa alternata": "Una forma di comunicazione per immagini che consente di rendere meglio intellegibili i contenuti scritti", dice Da Dalt.
Il software non funzionerà automaticamente per qualunque sito web. I linguaggi di ciascun sito o portale, infatti, dovranno essere tradotti in forme più semplici, in modo che il software possa riconoscere le parole e tradurle nella corrispondente immagine. "Ma non è necessario che a ogni parola corrisponda un'immagine. A volte è sufficiente tradurre un concetto per aiutare il ragazzo a orientarsi sul significato di quanto sta leggendo", spiega Roberto Da Dalt. La sperimentazione è già stata fatta su 12 ragazzi ospiti del centro della Fondazione Don Gnocchi Santa Maria Nascente di Milano. "I risultati di questa prima fase sono stati molto incoraggianti. Abbiamo sottoposto ai ragazzi notizie di vario tipo, dal calcio alla guerra, e ad eccezione di un caso, la risposta è stata positiva", dice Da Dalt.
La sperimentazione del software messo a punto grazie alla collaborazione tra le tre fondazioni avrà ora un secondo riscontro su una quindicina di ragazzi di una scuola media di Milano. "In questo caso verificheremo il funzionamento del progetto anche su una classe mista, con ragazzi con problemi e non, e applicando il software a contenuti strettamente didattici", spiega Da Dalt. Per marzo è prevista la fine della sperimentazione e la messa a punto del software che, nelle intenzioni, dovrebbe essere in grado di essere fruibile in situazioni e contesti differenti: "Per ragazzi con problemi di comunicazione questo software potrebbe servire anche a relazionarsi con i propri coetanei, ad esempio in uno spazio virtuale, utilizzando il linguaggio delle immagini al posto delle parole", conclude Da Dalt.
(Fonte: redattoresociale.it)

Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante