
Disponibili online i numeri 2 e 3 del 2003 di Metropoli, la newsletter trimestrale del CRH (inchieste: Certificato di handicap legge 104, a cosa serve? - Gli ausili: quali si possono ottenere col nomenclatore tariffario degli ausili e protesi, quali con la legge 13/89 sulle barriere nella edilizia residenziale e quali con la legge regionale Emilia-Romagna n.29)
CONVEGNO SUI SERVIZI PER LE PERSONE DISABILI ADULTE
"UN NUOVO WELFARE PER LA DISABILITA'"
BOLOGNA, GIOVEDI' 5 FEBBRAIO, CAPPELLA FARNESE, PALAZZO D'ACCURSIO
Il convegno intende favorire lo studio e l'implementazione di nuovi percorsi
di servizi, in sinergia con il privato sociale, partendo dalle buone pratiche
esistenti, anche alla luce dell'aumento delle nuove forme di disabilità
e della necessità di tutelare i disabili privi di reti familiari
e di supporto.
In particolare si prenderanno in considerazione i servizi rivolti alle
persone disabili adulte, ponendo particolare attenzione al tema dell’evolversi
della domanda nell’attuale contesto sociale, e quindi alle risposta
da dare nel prossimo futuro.
Il convegno è stato preceduto da una ricerca sui bisogni e sulla
percezione della qualità dei servizi da parte delle famiglie e
delle persone disabili seguite dai servizi sociali cittadini, condotto
dal Settore Coordinamento Servizi Sociali del Comune di Bologna su un
campione rappresentativo di famiglie i cui risultati saranno resi noti
all’interno del convegno.
Il convegno avrà inizio alle ore 9 per concludersi alle 17,30.
Per informazioni: M.Grazia Bertagni - tel. 051/204312 - AnnoEuropeoDisabili@comune.bologna.it
Il programma completo è disponibile qui.
SESSUALITÀ E HANDICAP: DOPO L'INTERVENTO DEL PAPA
SI RIAPRE IL DIBATTITO
Anche i disabili hanno diritto all'affettività e ad avere una vita
sessuale. Un'affermazione importante, espressa dal Papa, che arriva in
una società in cui amore e sesso, per i disabili, sono spesso ancora
tabù. Perché? Ne parla Maria Cristina Pesci, psicoterapeuta
e sessuologa, che fa parte del Cdh (Centro documentazione handicap) di
Bologna, da sempre impegnato su questi temi.
Affettività e sessualità come diritti universali, di tutte
le persone. Perché è così importante quest'affermazione?
"E' molto difficile sentir parlare di disabilità in rapporto
all'affettività e alla sessualità. Da parte di tutti. Si
può essere cattolici o no, credenti o non credenti, ma che l'abbia
detto il Papa, non è cosa da poco. In passato, senza andare troppo
indietro nel tempo, la Chiesa ha proposto al mondo dei disabili di 'sublimare'
la sessualità, scegliendo la via della spiritualità e 'offrendo
il dolore a Dio'. Affermare, invece, che la sessualità è
un diritto di tutti, disabili e non, all'interno poi di un incontro sui
disabili mentali, è senza dubbio un grosso passo in avanti".
Perché quest'accento sui disabili mentali?
"Sulle disabilità fisiche, ci sono tanti esempi di persone
che hanno una vita assolutamente normale a livello sessuale, affettivo,
così come potrebbe essere per chiunque: momenti sì, momenti
no, alti e bassi.
Insomma, non sempre tutto rose e fiori come ci viene presentato da certa
informazione. Più complesso, invece, è il discorso per chi
è disabile a livello mentale: è una situazione più
complessa da comprendere".
Lei è impegnata al Cdh di Bologna su questi temi da molto tempo.
Com'è la situazione, oggi?
"Purtroppo, spesso si parla di sessualità per i disabili come
se tutto ciò fosse legato a una tempesta ormonale, all'istinto,
e basta. Via i sentimenti, le emozioni. La sessualità viene concepita
come se fosse un problema in più. Invece, chi è a contatto
quotidianamente con le persone disabili sa bene che non è così".
Sorge a questo punto un dubbio: ma il problema di chi è? Della
persona disabile o piuttosto delle famiglie, degli operatori?
"E' vera la seconda ipotesi. Non si vuole colpevolizzare nessuno,
sia chiaro. Ma spesso in questo campo, così delicato, le famiglie
fanno resistenza, e purtroppo sono lasciate sole. E gli 'addetti ai lavori',
così ferrati su tanti aspetti (dal fisioterapista al neuropsichiatra),
quando devono affrontare il discorso della sessualità si sentono
impreparati, senza competenza alcuna. Ci sono ginecologi che fanno difficoltà
a visitare una donna disabile".
Perché tanta resistenza da parte delle famiglie?
"La sessualità è un po' quella 'cosa' che esprime il
senso del futuro, l'autonomia, la possibilità di farsi una vita
da soli, o con un'altra persona. Ed è così temuta non in
quanto tale, ma perché porta in sé proprio quest'aspetto
di separatezza: si cresce, ci si stacca dai genitori. Le famiglie che
hanno un figlio disabile sono in genere molto protettive, e non vengono
aiutate a crescere un figlio in una prospettiva di vita futura separata.
Così scatta la tentazione di cancellare la sessualità, basta.
Certo, molti timori sono più che comprensibili da parte di un padre
e di una madre: la paura, ad esempio, che si abusi del figlio, della figlia.
Ma bisognerebbe sforzarsi di cambiare atteggiamento. E in questo, ripeto,
le famiglie vanno aiutate".
Come può essere sostenuto, in questo senso, chi è disabile
dalla nascita?
"I genitori dicono spesso ai propri figli piccoli frasi del tipo
'quando sarai grande, quando andrai all'università, quando ti sposerai':
noi abbiamo la forza di diventare grandi e andare avanti perché
qualcuno di ha pensato 'adulti'. Bene, anche un bimbo disabile deve potersi
pensare, pur fra limiti e difficoltà, 'grande', 'cresciuto'. Deve
poter crescere con una speranza. E questo significa, per lui, anche poter
condividere con i genitori dubbi del tipo 'non so se succederà?',
esattamente come un bambino, diciamo, 'normale'. Tutti i bimbi, disabili
e non, hanno pensieri sul proprio futuro; vanno sempre accompagnati, non
devono sentirsi soli. Un bimbo disabile non va frenato, non deve trovare
un muro alla sua progettualità".
E chi diventa disabile dopo un incidente, o una malattia?
"Per chi si trova, all'improvviso, in una situazione di deficit,
il percorso è in parte differente, complicato da un evento che
ha cambiato la sua esistenza. Da un lato, c'è la positività
di aver fatto precedentemente esperienza come 'persona sessuata'. Il punto
cruciale è rimettersi in gioco, in relazione, saper superare il
lutto di un cambiamento spesso drammatico. Le persone devono poter parlare
liberamente, dire quanto è stato doloroso l'evento, quanto grande
la sofferenza. Ma poi, è fondamentale trovare la voglia di andare
avanti, verso gli altri: solo così un uomo, una donna, potrà
incontrarti, accorgersi di te, mettersi in relazione con te e, se accadrà,
innamorarsi"
(Fonte: redattoresociale.it)
APPROVATA IN VIA DEFINITIVA LA LEGGE "STANCA" SULLA ACCESSIBILITA' DEI SITI WEB
Il Parlamento ha definitivamente approvato all'unanimità la "Legge
Stanca", che consente ai disabili l'accessibilità alle nuove
tecnologie digitali ed informatiche, Internet compreso, superando l'attuale
divario digitale. Dopo la Camera anche al Senato, infatti, le forze politiche
hanno espresso pieno consenso al provvedimento che pone l'Italia al primo
posto in Europa su questo fronte, con la normativa più completa,proprio
mentre si sta concludendo "l'Anno Europeo del Disabile".
Il voto è stato espresso questa mattina dalla Commissione Lavori
Pubblici e Comunicazioni di palazzo Madama, in sede legislativa. "Quella
appena approvata è una legge di grande civiltà e il pieno
consenso che si è realizzato su di essa onora il Parlamento - ha
affermato Lucio Stanca, ministro per l'Innovazione e le Tecnologie. Lo
stesso ministro ha anche sottolineato come questo provvedimento, che riunisce
in un disegno di legge governativo diverse proposte di legge parlamentari,
"consentirà di abbattere le barriere digitali e creare invece
rilevanti opportunità per consentire agli oltre 3 milioni di disabili
italiani di poter studiare, lavorare e partecipare attivamente alla vita
sociale, senza esclusioni".
A tale proposito, il ministro in particolare ha posto in evidenza a tale
proposito che "il non riconoscere questa forte esigenza di totale
inclusione può causare tre ordini di deficit: economico, in quanto
non impiegare le risorse disponibili comporta una perdita onerosa; sociale,
perché non integrare qualsiasi categoria crea emarginazione; democratico,
perché non permettere la partecipazione significa negare la piena
cittadinanza".
Per informazioni: www.innovazione.gov.it
(Fonte: redattoresociale.it)
DOCUMENTI IN TEMA DI GRAVITA' DELLA DISABILITA'
Sono disponibili in formato elettronico alcuni interessanti documenti
in tema di "gravità" della disabilità.
Il primo è stato redatto dall'European Disability Forum, organizzazione
internazionale riconosciuta dall'Unione Europea, che ha pubblicato un
importante documento sulla tutela dei diritti delle persone con handicap
in situazione di particolare gravità.
Il testo, tradotto in italiano dal Prof. Aldo Pacifici, è stato
pubblicato a cura del Consiglio nazionale sulla disabilità con
il titolo "Persone con disabilità ad alto grado di dipendenza".
Il testo può essere richiesto gratuitamente al seguente indirizzo
di posta elettronica: info@audiofonologopedia.it
o chiamando lo 06/86202449.
Il secondo documento è una relazione Aldo Pacifici, presidente
del Consiglio nazionale sulla disabilità, intervenuto al seminario
europeo intitolato "Le politiche e le azioni di non discriminazione
in Europa per le persone con disabilità", svoltosi a Genova,
il 26 e 27 ottobre scorsi. L'intervento si intitola "Politiche e
legislazione di lotta alla discriminazione e di inclusione sociale per
le persone in situazione di gravità e per le loro famiglie".
Può essere richiesto facendo riferimento a "mail del 14/1
h.16,14"
Il terzo è un documento presaentao al congresso nazionale della
FISH del dicembre scorso e redatto da C.Hanau del Dipartimento di statistica
dell'Università di Bologna e A.Battisti del Sistema informativo
sull'handicap del Ministero del welfare. Il documento, dal titolo "Criteri
per la definizione di gravità delle persone con disabilità:
un'applicazione ai dati italiani", creca di fare il punto su quali
possano essere gli indicatori per definire in situazione di "gravità"
una persona disabile, su quante siano in Italia le persone in questa condizione
e quali siano i segnali rispetto alle abilità della vita quotidiana
che avvertono dell'insorgenza di problematiche di tale tipo.
Può esserci richiesto facendo riferimento a "mail del 23/12,
h.10,21".
AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO
Disponibile in formato elettronico il testo della nuova legge sull'amministratore
di sostegno.
Richiedere facendo riferimento a "mail del 12/1 h. 14,54".
SOFTWARE PER LA DISABILITA'
Un software per tradurre in linguaggi accessibili, fatti di immagini,
i testi dei siti internet. È il progetto "NavigAbile",
promosso dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi, in collaborazione con la
Fondazione Accenture e la Fondazione Francesca Rava e rivolto a bambini
e ragazzi con difficoltà cognitive e di comunicazione.
Ancora in fase sperimentale, il carattere innovativo del progetto sta
nel fatto che non
si rivolge a persone con disabilità fisiche, ma a difficoltà
che riguardano la sfera relazionale.
"Il progetto a cui lavoriamo punta a offrire modalità nuove
per accedere ai contenuti del web da parte di ragazzi che hanno difficoltà
di comunicazione e apprendimento. L'idea è trasformare automaticamente
il contenuto testuale rendendolo più facilmente comprensibile attraverso
l'uso di immagini. L'applicazione potrebbe essere utile a ragazzi con
gravi problemi cognitivi e di comunicazione, ma anche per i tanti studenti
con difficoltà di apprendimento che avrebbero così la possibilità
di accedere a forme di linguaggio più immediate. Per questo uno
degli ambiti in cui potrebbe trovare maggiore utilizzo è la scuola.
Per molti ragazzi con problemi di apprendimento tradurre in linguaggi
diversi i contenuti didattici potrebbe essere un notevole aiuto",
diceRoberto Da Dalt, l'ingegnere della Pro Juventute Don Gnocchi Servizi,
la società della Fondazione che si occupa di tecnologia e comunicazione.
Il software sfrutta la tecnica della "comunicazione aumentativa alternata":
"Una forma di comunicazione per immagini che consente di rendere
meglio intellegibili i contenuti scritti", dice Da Dalt.
Il software non funzionerà automaticamente per qualunque sito web.
I linguaggi di ciascun sito o portale, infatti, dovranno essere tradotti
in forme più semplici, in modo che il software possa riconoscere
le parole e tradurle nella corrispondente immagine. "Ma non è
necessario che a ogni parola corrisponda un'immagine. A volte è
sufficiente tradurre un concetto per aiutare il ragazzo a orientarsi sul
significato di quanto sta leggendo", spiega Roberto Da Dalt. La sperimentazione
è già stata fatta su 12 ragazzi ospiti del centro della
Fondazione Don Gnocchi Santa Maria Nascente di Milano. "I risultati
di questa prima fase sono stati molto incoraggianti. Abbiamo sottoposto
ai ragazzi notizie di vario tipo, dal calcio alla guerra, e ad eccezione
di un caso, la risposta è stata positiva", dice Da Dalt.
La sperimentazione del software messo a punto grazie alla collaborazione
tra le tre fondazioni avrà ora un secondo riscontro su una quindicina
di ragazzi di una scuola media di Milano. "In questo caso verificheremo
il funzionamento del progetto anche su una classe mista, con ragazzi con
problemi e non, e applicando il software a contenuti strettamente didattici",
spiega Da Dalt. Per marzo è prevista la fine della sperimentazione
e la messa a punto del software che, nelle intenzioni, dovrebbe essere
in grado di essere fruibile in situazioni e contesti differenti: "Per
ragazzi con problemi di comunicazione questo software potrebbe servire
anche a relazionarsi con i propri coetanei, ad esempio in uno spazio virtuale,
utilizzando il linguaggio delle immagini al posto delle parole",
conclude Da Dalt.
(Fonte: redattoresociale.it)
Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante
