Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna - Percorsi e opportunità per le persone disabili e le loro famiglie
Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna
Percorsi e opportunitā per le persone disabili e le loro famiglie

BOLLETTINO MAIL DEL 6 NOVEMBRE 2005

È on line dal 18 ottobre la versione accessibile del nostro sito secondo quanto previsto dalla "legge Stanca". Record di accessi nel mese di ottobre con 3.085 e 4.617 pagine visitate

Aggiornata la sezione delle associazioni di Bologna e provincia. Sono 83, comprese quelle sportive

On line tutti i numeri di Metropoli e della Lista mail "Notizie CRH"

In allegato la Rassegna parlamentare luglio-ottobre 2005 (in formato PDF)

SOMMARIO


MANIFESTAZIONE A ROMA IL 15 DICEMBRE CONTRO LE POLITICHE DEL GOVERNO NEL SETTORE DELLA DISABILITÀ

La FISH ha indetto per il 15 cm. una manifestazione nazionale delle persone disabili e delle loro famiglie contro le politiche per l'handicap dl Governo ed i tagli previsti dalla legge finanziaria
La FISH si dichiara contro:
- LA TASSAZIONE DELLE INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO che ridurrebbe l'unica fonte certa di assistenza alle persone con disabilità più grave
- LE PENSIONI DI INVALIDITÀ DA SEMPRE AL DI SOTTO DELLA SOGLIA DI POVERTA' che sono pari a 253,35 € al mese, tredicesima compresa
- I TAGLI ALLA SPESA SOCIALE che dimezzano il fondo sociale, e tagliano i finanziamenti ai Comuni e Regioni col risultato di impedire nuovi accessi all'assistenza domiciliare, per la vita indipendente e per il “dopo di noi”, di pagamenti ritardati di mesi per i servizi diurni, e persino dimezzare tirocini lavorativi
- I TAGLI ALLA SCUOLA sia per l'insegnante di sostegno che per l'eliminazione delle barriere architettoniche con buona pace dell'integrazione e soprattutto scaricando l'onere solo sulla famiglia
- I TAGLI AI FONDI PER LA ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE da ben 4 anni che garantivano la possibilità adeguare la propria abitazione e quindi non esserne prigioniero
- L'ACCANIMENTO SULLE PERSONE CON DISABILITÀ IN NOME DI PRESUNTE POLITICHE DI RIGORE E CONTROLLO ovvero le iniziative contro i cosiddetti e presunti “falsi invalidi” e le gare di acquisto per gli ausili che standardizzano l'erogazione di prodotti su livelli di infima qualità
- L'ASSENZA DI POLITICHE PER L'OCCUPAZIONE ed il tentativo di ricondurre a nuove forme di laboratori protetti, condizione emarginante, improduttiva e segregante
- IL MANCATO RISPETTO DI IMPEGNI ASSUNTI DAL GOVERNO NEL CORSO DELL'ANNO 2003 ANNO EUROPEO DELLE PERSONE CON DISABILITÀ tra cui: innalzamento delle pensioni, determinazione dei livelli essenziali di assistenza, riforma dei criteri di accertamento e delle procedure per l'invalidità civile
La FISH afferma che:
le persone con disabilità sono in piazza per riaffermare il diritto di vivere una vita degna di essere vissuta senza discriminazioni e con eguaglianza di opportunita nella societa e con la loro famiglia;
riaffermare il diritto ad un sistema sociale e dello sviluppo basati sul pieno rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e dei principi della costituzione italiana art. 3 e 38.
Per informazioni e adesioni:
Segreteria FISH: Eleonora Caneti, tel. 06/78851262, fax 06/78140307, presidenza@fishonlus.it
(Fonte: FISH nazionale)

PROGRAMMA DELLA REGIONE PER LE CURE ODONTOIATRICHE
Si tratta di una notizia "estiva" e la riproponiamo a seguito della varie richieste di informazione arrivateci.
È stato definito, con Delibera di Giunta n. 2678/04, il programma di cure odontoiatriche, protesiche e ortesiche garantite dal Servizio sanitario regionale a persone con patologie o in condizioni economiche svantaggiate:
1) cure odontoiatriche garantite gratuitamente ad adulti e bambini con patologie che provocano problemi di natura odontoiatrica o che hanno un reddito ISEE (indicatore che misura il reddito e la "ricchezza" della famiglia e non del singolo) fino a 7.500 euro/anno, e con un ticket fino a 40 euro o a 80 euro a prestazione per chi ha redditi ISEE rispettivamente da 7.500 a 12.500 euro e da 12.500 a 15.000;
2) cure protesiche (protesi fisse e mobili) garantite gratuitamente ad adulti e anziani con reddito ISEE fino a 7.500 euro; per adulti e anziani con redditi ISEE fino a 15.000 euro le protesi fisse sono fornite dalle Aziende sanitarie a prezzi calmierati, mentre per le protesi mobili è previsto un contributo degli assistiti fino a 300 euro ad arcata;
3) apparecchi ortodontici (per i minori di 14 anni) garantiti sulla base di criteri clinici di necessità rispetto alla gravità della patologia: gli apparecchi sono acquistati dalle Aziende sanitarie e le famiglie pagano rate fino a 48 euro al mese.
(Fonte: newsletter saluter.it)

SPESA ON LINE
Sempre più diffusi i servizi di spesa on line attivabili dal PC di casa.
Uno speciale del sito disabili.com dedicato alla materia, con anche i riferimenti dei supermercati che si sono attivati in materia, è consultabile online.

PRIMA COMUNICAZIONE. UN ALTRO CONTRIBUTO
Da aggiungere alla scheda trasmessa nei mesi scorsi sul tema della prima informazione ai genitori al momento della nascita di un bambino disabile o con gravi problematiche di salute, "La psicologia della madre dei bambini prematuri", a cura di Loredana Petrone, Psicologo-psicoterapeuta del Servizio di Psicologia MOIGE.
Il contributo è on line sul sito prematuri.it.

COOP SOCIALI E AZIENDA USL PER IL LAVORO DELLE PERSONE DISABILI
Azienda Usl di Bologna e cooperative sociali di tipo B più "vicine" per favorire l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. E' questo l'obiettivo di un protocollo d'intesa siglato nei mesi scorsi da Usl e Associazioni cooperative di Bologna (Agci, Confcooperative, Legacoop).
Come noto, le cooperative di tipo B hanno come "mission" quella di promuovere l'integrazione sociale di persone a rischio di emarginazione, mediante la creazione di effettive opportunità d'inserimento lavorativo, orientate all'imprenditorialità e alla socialità; svolgono attività diverse (agricole, industriali, commerciali, di servizio), offrendo un ambiente lavorativo capace di accogliere persone in condizioni di disagio. In base a quanto previsto dal nuovo protocollo, l'Azienda Usl di Bologna apporrà ai bandi di gara per l'affidamento di servizi le cosiddette "clausole sociali", che garantiranno l'affidamento di lavoro a persone svantaggiate ogni qual volta sia possibile; i distretti sanitari avranno il compito di instaurare relazione con i sindacati, i Comuni, le associazioni e le imprese del loro specifico territorio di riferimento per promuovere l'assunzione di persone svantaggiate; l'Azienda Usl attuerà un'analisi interna per individuare le attività da affidare alle cooperative sociali di tipo B. Da una prima valutazione, è emerso infatti che sono diverse: dalla ristorazione e catering al "portierato" e custodia, dalle pulizie ordinarie e straordinarie alla raccolta differenziata dei rifiuti, piccoli trasporti, spedizione merci, traslochi, gestione magazzini, manutenzione aree verdi, piccole manutenzioni di interni e di arredi esterni, riparazione ausili handicap, data entry, servizi tipografici, copisteria, grafica, supporto alla gestione delle campagne informative e all'organizzazione di eventi.
"L'Usl di Bologna, spiegano dall'azienda sanitaria, ha già da tempo tra i suoi obiettivi la valorizzazione del lavoro sociale. L'accordo firmato non rappresenta un gesto isolato ma un ulteriore avvicinamento verso il mondo delle cooperative sociali di tipo B. Sono stati infatti appaltati a questo tipo di cooperative, nel biennio 2005-2006, lavori per un ammontare di oltre 770.000 euro. Altri 140.000 euro circa sono in fase di formalizzazione".
(Fonte: redattoresociale.it)

CARTA DEI SERVIZI PER SUPERARE LE BARRIERE COMUNICATIVE
Il Consiglio Nazionale degli Utenti, nell'adempimento del suo compito istituzionale di esprimere pareri e formulare proposte su tutte le questioni concernenti la salvaguardia dei diritti e le legittime esigenze dei cittadini, quali soggetti attivi del processo comunicativo, intende dare seguito agli impegni presi con il Convegno “Persone con disabilità e media. Barriere comunicative o nuove opportunità?” (Roma, 25/26 giugno 2003) e propone un modello di Carta dei servizi per il superamento delle barriere comunicative nei mezzi dicomunicazione sociale e nell'ambito dei servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche, dalle aziende concessionarie di servizi pubblici o che erogano servizi di pubblica utilità.
Il testo della carta in formato PDF è scaricabile dal sito dell'Authority per le Comunicazioni.

LE CIFRE DELLA DISABILITÀ IN ASIA
Sono 480 milioni i disabili in Asia, l'80% delle persone con handicap del mondo. In India il 74% è disoccupato e nelle Filippine il 20% dei bambini con disabilità non va a scuola. Il rapporto dell'Irdm.
Grande continente, grandi problemi. Tra i circa 4 miliardi di persone che popolano l'Asia i portatori di disabilità sono 480 milioni, pari all'80% di tutti i disabili del mondo. Gente abituata a stringere i denti per far valere i propri diritti in Paesi in cui, a volte, tirare a campare è già una conquista. Come in India, dove il 74% delle persone disabili è disoccupato; nelle Filippine, dove il 20% dei bambini disabili non è mai andato a scuola, oppure in Cambogia, dove chi rimane senza famiglia o amici a cui appoggiarsi spesso diventa un senza dimora costretto all'elemosina.
Un recente rapporto dell'Osservatorio internazionale per i diritti dei disabili (Irdm) cerca di far luce sulle condizioni di vita delle persone disabili in Asia, tra falle statistiche, leggi inapplicate e antichi tabù.
Cina al comando - Le 181 pagine del rapporto, redatto da un team di 40 ricercatori disabili sulla base di questionari e focus group, si concentrano sulla situazione delle persone con disabilità che vivono in Cambogia, Cina, India, Giappone, Filippine, Thailandia e Vietnam. Secondo lo studio, in Asia le persone disabili devono affrontare quotidianamente il problema dell'emarginazione sociale, nonostante molti Paesi siano dotati di leggi e politiche di tutela nei loro confronti. Lo studio classifica i Paesi in base all'integrazione sociale raggiunta dalle persone disabili, mettendo al primo posto Cina e Giappone (livello di inclusione alto), seguite da Filippine e Thailandia (livello medio), Cambogia e India (livello basso).
Non è stato possibile valutare il Vietnam, a causa della mancanza di verifiche indipendenti sulle informazioni fornite.
Proprio la mancanza di dati attendibili sulla popolazione disabile nei Paesi considerati è stato uno degli ostacoli maggiori incontrati dai ricercatori. "La disabilità non è inclusa nei moduli di censimento della maggior parte dei Paesi, ad eccezione dell'India e delle Filippine nelle loro più recenti consultazioni", si legge nel rapporto. Ne risulta che molti dei dati disponibili hanno più di 5 anni: l'ultimo rapporto sulla disabilità del governo cinese risale addirittura al 1987, secondo cui nel Paese vivono 60 milioni di disabili (5% della popolazione).
Per tutti gli altri Paesi vige l'incertezza: in Cambogia la forbice delle statistiche, redatte da diversi istituti internazionali, va dal 2,2% al 15% di persone con disabilità, in India dall'1,8 al 2,13% (21,9 milioni di persone), nelle Filippine dall'1% al 4,4%, in Thailandia dasll'1,8% al 8,1%. Uniche eccezioni il Giappone, dove tre ricerche indipendenti confermano la percentuale del 5,1% (6,5 milioni di persone) e il Vietnam, dove stime governative (non verificate da un'altra fonte) parlano di 5,1 milioni di disabili (6,34% della popolazione).
(Fonte: redattoresociale.it)

MINISTERO DEL WELFARE. VARATO IL PROGETTO LINCS
Disabilità: varato il progetto LINCS, sviluppo territoriale ed inclusione sociale.
Si chiama 'LINCS - Sviluppo territoriale ed inclusione sociale', il progetto sperimentale per lo sviluppo dell'occupazione e dell'l'inserimento lavorativo delle fasce deboli della popolazione, con particolare riguardo alle persone con disabilità avviato nello scorso luglio. Il progetto sarà realizzato dal Ministero del Welfare e da Italia Lavoro, agenzia tecnica del Ministero, coerentemente con le strategie di intervento dell'Unione Europea e in attuazione dell'art. 14 del D.Lgs. 276/03 e della Legge 68/1999 sul collocamento mirato.
Maggiori informazioni presso il sito del Ministero del Welfare.
(Fonte: newsletter MinWelfare)

SPESA SOCIALE: IL RAPPORTO ANNUALE DELL'OSSERVATORIO SPI-CGIL
I Comuni capoluogo mostrano divari enormi nella spesa pro-capite per gli interventi sociali: nel 2003 la contrazione di risorse è arrivata al 20% al Sud; ridotte, in particolare, le risorse destinate al welfare e agli interventi per la gestione dell'ambiente e del territorio. Queste le noti salienti del V rapporto annuale dell'osservatorio Spi Cgil sulle politiche sociali dei Comuni.
Illustrato dal sociologo Francesco Montemurro, lo studio evidenzia l'allargamento dello spartiacque tra Nord e Sud: “La pressione tributaria nelle aree del Centro-Nord oscilla tra i 590 e i 690 euro pro-capite, mentre al Sud tale valore si dimezza quasi, fino a raggiungere i 385 euro. Ai divari delle entrate corrispondono le marcate differenze sul fronte delle spese: il livello della spesa pro-capite per gli interventi sociali, per la cultura e l'istruzione pubblica, al Sud è praticamente dimezzato”. A Crotone, Reggio Calabria, Taranto e Avellino – per fare solo alcuni esempi – “nel 2003 la spesa sociale non raggiunge i 60 euro pro-capite, valore che si innalza sopra i 200 euro a Firenze, Udine, Torino, Bologna, Modena e Pordenone. Considerando i singoli interventi, la spesa pro-capite per l'assistenza scolastica, il trasporto e la refezione, è di 35 euro al Sud e di circa 50 euro a livello nazionale.
Inoltre “la spesa corrente pro-capite è scesa dai 981 euro del 2000 (consuntivi) ai 748 euro del 2003. Nei consuntivi dei comuni la spesa sociale in senso stretto (‘assistenza e beneficenza' e ‘servizi alla infanzia'), è diminuita dai 168,36 euro pro-capite del 2002 ai 162,19 del 2003, un trend che tocca picchi elevati al Sud, dove la spesa si è ridotta da 124,76 euro pro-capite del 2002 a 100,31 euro nel 2003. Anche nelle aree del Nord-Ovest la spesa sociale è scesa, da 198,38 a 193,39 euro”.
Quindi il welfare dei Comuni “è caratterizzato ancora da forti squilibri territoriali”. E le prospettive? “Non sono buone – evidenzia la ricerca -. A fronte di un taglio di ulteriori risorse deciso per il 2005, non c'è - da parte dei municipi meridionali - né la possibilità né la capacità di recuperare tutte le entrate locali. La quota dei proventi da servizi pubblici (rette varie e ticket) non raggiunge i 50 euro pro-capite in numerosi comuni capoluogo del Sud, mentre tale valore si triplica in una ventina di città del Centro-Nord”.
L'indagine ha approfondito l'esame della spesa, per il triennio 2001-2003, dei Comuni di grandi dimensioni, con popolazione superiore ai 200mila abitanti, che hanno tagliato di circa il 2% le spese correnti. I tagli sono stati giustificati con le operazioni di “razionalizzazione” degli sprechi e inefficienze, ma a subirne le conseguenze sono stati anche i servizi alle persone e per lo sviluppo delle comunità.
A circa 5 anni dall'entrata in vigore della legge 328 “il bilancio è piuttosto deludente”, commenta lo studio, denunciando: “I capisaldi della riforma (rete integrata e qualità dei servizi, Ipab e Fondazioni coinvolte nella programmazione sociale) sono ancora fermi al piano delle intenzioni. I piani di zona e la gestione associata degli interventi sociali fanno ancora fatica a decollare, perché le Regioni tardano a dare attuazione alla riforma dell'assistenza e gli amministratori comunali non abbandonano, in diversi casi, l'ottica del campanilismo e del tradizionale intervento del municipio isolato”. Inoltre la riforma dei piani di zona, introdotta dalla legge 328, “segna il passo: gli ambiti territoriali sovracomunali, avrebbero, infatti, dovuto garantire la realizzazione di una rete di servizi sociali mirati alla persona, attraverso la gestione associata dei comuni e il coinvolgimento attivo delle associazioni del terzo settore, chiamate a partecipare a progettazione e gestione degli interventi.
(Fonte: redattoresociale.it)

IL BOLLINO BLU DEL WELFARE
Sono disponibili on line in formato PDF i risultati de "Il Bollino Blu", l'ultima ricerca promossa e realizzata dalla Associazione Nuovo Welfare sull'offerta di welfare rilevabile nelle diverse Regioni italiane. Una sorta di inventario regionale del welfare, attraverso il quale effettuare comparazioni territoriali finalizzate ad individuare possibili carenze e casi virtuosi.
La ricerca si è posta un duplice obiettivo:
1. predisporre una classifica delle Regioni in termini di servizi sociali offerti;
2. fornire una banca dati del welfare regionale.
La classifica stilata, attraverso l'esame di specifici indicatori di output e di risultato, ha preso in considerazione cinque grandi macro aree di interventi: Assistenza sociale, Sanità, Formazione e lavoro, Ambiente, Cultura e ricreazione. A cui si è affiancato lo studio del contesto locale (dal tasso di disoccupazione all'indice di povertà, alla mortalità infantile).
Prossimamente saranno pubblicati on line i risultati relativi alle singole classifiche di settore.
(Fonte: Associazione Nuovo Welfare)

FAMIGLIA, WELFARE, SUSSIDIARIETÀ. SECONDO RAPPORTO DELL'OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA
Sono disponibili on line i documenti di sintesi del secondo rapporto sulla famiglia realizzato dal comitato scientifico dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia, presentato a Bologna lo scorso 6 ottobre durante il convegno europeo "Famiglie, interventi di welfare e sussidiarietà: quali sinergie fra pubblico e privato?".
Sul sito del Welfare si possono consultare e scaricare i seguenti documenti:
Il costo dei figli: interpretazione, uso e dimensione sociale - di Federico Perali
Gli interventi locali di assistenza economica: problemi e risultati dell'analisi con dati panel - di Ferruccio Biolcati Rinaldi
La cultura della cura e della solidarietà - di Paola Di Nicola
Lavoro di cura, genere, migrazioni - di Anna Laura Zanatta
Le famiglie povere nelle regioni italiane. Aspetti oggettivi e soggettivi - di Giancarlo Rovati
Le tipologie sociologiche delle politiche familiari in Europa: un'analisi comparativa - di Federica Bertocchi
Uno sguardo complessivo: dinamiche di mutamento delle famiglie italiane, impatti sul tessuto sociale e priorità di una politica familiare orientata alla solidarietà intergenerazionale - Pierpaolo Donati
Anticipazioni dei risultati della ricerca su: la fruizione del congedo parentale in Italia. Monitoraggio della L. 53/2000, anno 2004 - di Francesca Gavio e Raffaele Lelleri
Il sostegno pubblico alle famiglie con figli: ragioni teoriche e nuova evidenza empirica per l'Italia - di Nicola Sartor
Il rapporto e la relativa documentazione sono scaricabili dal sito del Ministero Welfare.
(Fonte: Sito Ministero pari opportunità)

SCUOLA PRIVATA E DISABILITÀ
Alla pagina http://www.iene.it/video/popup/videopopup_1213.shtml?adsl il recente video mandato in onda dalla trasmissione Le Iene sulle "difficoltà" incontrate nel proporre l'iscrizione di un bambino disabile in alcune scuole private.
(Fonte: newsletter Edscuola)

CONVEGNO AUTISMO DEL 18 IN DIRETTA SU INTERNET
Il convegno "Autismo ed educazione: il ruolo della scuola" in programma venerdì 18 novembre 2005 c/o Royal Hotel Carlton, dalle ore 8.30 alle 17.45 sarà anche trasmesso  in diretta audio-video dal sito www.tv.unimore.it.

SESSUALITÀ E DISABILITÀ. INCONTRI A CESENA
Nell'ambito del progetto "Una sessualità per tutti" promosso dal Centro servizi volontariato si stanno svolgendo a Cesena una serie di incontri dedicati al tema sessualità e disabilità. Già affrontato il tema sessualità e lesioni spinali; i prossimi incontri saranno dedicati al rapporto tra sessualità e sclerosi multipla (11/11), cerebrolesioni acquisite (18/11), disabilità mentale (18/11). Previsto un seminario finale in data 2/12
Per informazioni: Susi Lugaresi, 348/7262086.

LA GIORNATA DI SILVIA. LA DISABILITÀ GRAVE ED IL CARICO DI IMPEGNO QUOTIDIANO
Gli studenti con disabilità grave, che necessitano di alcune ore di riabilitazione quotidiana per progredire o mantenere i livelli raggiunti nelle varie competenze ed autonomie, devono necessariamente sottoporsi ad una giornata di lavoro particolarmente intensa, per loro e soprattutto per le loro famiglie.
Eccone un esempio. Una giornata con Silvia:  http://www.edscuola.it/archivio/handicap/una_giornata.htm
(Fonte: lista mail Edscuola)

I NUOVI ELENCHI DELLE MALATTIE RARE
Si possono consultare, all'interno di Saluter, l'elenco delle malattie rare e l'elenco delle Unità operative di diagnosi e cura dell´Emilia-Romagna, aggiornati e riordinati all´ottobre 2005.
I due elenchi si presentano con una veste grafica completamente rinnovata e sono stati curati in modo da consentire una consultazione più agevole e immediata.
In Emilia-Romagna sono 19 i centri di riferimento per la diagnosi e la cura delle malattie rare (di cui 18 presidi ospedalieri con Unità operative specifiche). Sono gli specialisti ospedalieri a certificare lo stato di patologia rara fornendo agli ammalati e ai loro familiari il supporto necessario ad affrontare situazioni che possono essere particolarmente difficili.
I 18 presidi e il presidio ambulatoriale sono stati identificati sulla base di un lavoro di ricognizione che ha interessato tutte le strutture ospedaliere regionali. Al loro interno ricomprendono strutture che presentano le necessarie caratteristiche di qualificazione per garantire la "presa in carico" di oltre 370 gruppi di malattie.
Gli Ospedali e le Unità operative per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la cura delle malattie rare, identificati da ogni singola Regione, sono collegati in una rete nazionale.
Sono definite "malattie rare" quelle patologie che interessano meno di una persona ogni duemila. Proprio in ragione della loro rarità rappresentano un problema rilevantissimo per gli ammalati e i loro familiari.
Le patologie rare identificate a livello nazionale sono inserite in un elenco che ne prevede circa 600, raggruppate in 400 gruppi. La Regione Emilia-Romagna ha previsto la possibilità di integrare questo elenco con altre patologie - le più rare di tutte e pertanto quelle che per la loro stessa natura mettono in maggiore difficoltà i malati -  non considerate a livello nazionale.
Gli elenchi possono essere consultati a partire dalla apposita pagina web di Saluter.
(Fonte: newsletter Saluter)

CONVEGNO LA BUONA NASCITA A MODENA. IL CONTESTO DELLA PRIMA COMUNICAZIONE
Il Dipartimento di Ostetricia/Ginecologia – Salute Donna della Provincia di Modena organizza nei giorni 1-2-3 Dicembre 2005 un Convegno Nazionale che ha l'obiettivo di ricondurre l'attenzione dell'intera Società, del Mondo Scientifico, dell'Opinione Pubblica e delle Istituzioni verso la Buona Nascita: ogni nascita è una nascita per l'intera società.
Per molto tempo l'attenzione a questo straordinario evento è stata sommessa; spesso si è rivolta agli aspetti tecnico - scientifici della professione a scapito degli aspetti umani e relazionali. La professione Ostetrica, come la Medicina, è un'Arte e come tale gli aspetti che la riguardano sono molteplici. Questo Convegno si propone di affiancare al termine umanizzazione il termine di personalizzazione dell'evento Nascita, con l'intento di sottolineare un equilibrio tra l'aspetto clinico e quello relazionale. L'uso corretto della tecnologia e degli strumenti prodotti dalla Scienza danno risultato parziale ed insufficiente se non integrati con una relazione orientata.
La personalizzazione dell'assistenza alla Nascita porta ad una maggiore soddisfazione dell'utenza e, al tempo stesso, degli operatori in un contesto che aumenta non solo l'indice di gradimento, ma anche i termini di sicurezza. La personalizzazione dell'assistenza alla Nascita, quindi, passa attraverso la competenza tecnica e la competenza relazionale: la comunicazione fa quindi parte della clinica e la si deve considerare strumento clinico. Come la capacità professionale, anche la capacità relazionale non è un dono innato: si può conoscere, studiare, imparare.
Il programma alla pagina http://www.usl.mo.it/buonanascita/index.htm
(Fonte: newsletter Saluter)

FORMARE E RIABILITARE
"Viaggio attraverso la fisioterapia in diversi contesti socio-culturali"
Sabato 12 novembre dalle 9.30 alle 16.30, presso l'Aula Magna degli Istituti Ortopedici Rizzoli, in via Pupilli 1, a Bologna, avrà luogo il convegno “Formare per Riabilitare. Viaggio attraverso la  fisioterapia in diversi contesti socio-culturali”. L'iniziativa è organizzata da AIFO, Fisioterapisti Senza Frontiere e A.I.F.I. (Associazione Italiana Fisioterapisti).
Per conoscere il programma completo: http://db.peacelink.org/calendario/event.php?offset=24&id=2263.
Per confermare la propria presenza: fisioterapistisenzafrontiere@virgilio.it.
(Fonte: Fisioterapisti senza frontiere)

FINANZIAMENTI. BANDO PROGETTI VOLONTARIATO
Volontariato: entro il 21 novembre la presentazione dei progetti sperimentali.
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 249 del 25 ottobre scorso la Direttiva 13 ottobre 2005 "Modalità per la presentazione di progetti sperimentali di volontariato, di cui all'articolo 12, comma 1, lettera d), della legge 11 agosto 1991, n. 266, finanziati con il Fondo per il volontariato istituito, ai sensi dell'articolo 12, comma 2, della legge 11 agosto 1991, n. 266". La direttiva, oltre alle modalità di presentazione, indica i requisiti, le indicazioni dei costi, le modalità di valutazione dei progetti, la documentazione da allegare. Le richieste devono pervenire entro il prossimo 21 novembre alla Segreteria tecnica dell'Osservatorio Nazionale per il Volontariato, Divisione III - Volontariato, della Direzione Generale per il volontariato, l'associazionismo e le formazioni sociali, che può essere contattata dal lunedì al mercoledì dalle ore 11.00 alle 14.00 - Tel. 06.3675.4478 - Fax 06.3675.4706 - E-mail volontariato@welfare.gov.it. La direttiva è online qui.
(Fonte: newsletter Minwelfare)

FINANZIAMENTI: BANDO PROGETTI ASSOCIAZIONISMO
Associazionismo sociale: entro il 21 novembre la presentazione dei progetti sperimentali.
Le associazioni di promozione sociale iscritte negli appositi registri, nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano, istituiti ai sensi della legge del 7 dicembre 2000 n. 383 art. 12, comma 3 lett. d) ed f), possono presentare entro il 21 novembre le domande di finanziamento per i progetti sperimentali. E' infatti stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 249 del 25 ottobre 2005 la Direttiva del 13 ottobre 2005, che indica i requisiti e le modalità per la presentazione, gli ambiti operativi dei progetti, le indicazioni dei costi, la documentazione da allegare, le procedure ed i criteri di valutazione. Per informazioni è possibile contattare la Divisione II - Associazionismo sociale, della Direzione Generale per il volontariato, l'associazionismo e le formazioni sociali tramite l'indirizzo di posta elettronica: servizioassociazionismosociale@welfare.gov.it. La direttiva è online qui.
(Fonte: newsletter Minwelfare)

ANCORA SENTENZE DI TRIBUNALI CHE ACCOLGONO I RICORSI DELLE FAMIGLIE CONTRO IL TAGLIO DELLE ORE DI SOSTEGNO
Tribunali di Bologna e Roma:
http://www.edscuola.it/archivio/norme/varie/sentribbo1891_05.pdf
http://www.edscuola.it/archivio/norme/varie/sentribroma_28905.pdf
http://www.edscuola.it/archivio/norme/varie/sentribroma_61005.pdf
http://www.edscuola.it/archivio/norme/varie/sentribroma_61005a.pdf
(Fonte: lista mail Edscuola)

Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante