Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna - Percorsi e opportunità per le persone disabili e le loro famiglie
Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna
Percorsi e opportunitā per le persone disabili e le loro famiglie

BOLLETTINO MAIL DEL 3 MARZO 2006

- 8 marzo: per approfondire il tema Disabilità al femminile consulta la scheda pubblicata in occasione dell'8 marzo 2005 

- In allegato l'Aggiornamento Bibliografico n.14; segnalati 20 testi e tutte le informazioni per acquistare o prendere in prestito libri a Bologna

- Tutti i dati della attività del CRH nell'anno 2005 (n° utenti, contatti, tematiche richieste, tipologie e provenienza degli utenti, accessi al sito, confronto
pluriennale...) in un report completo


SOMMARIO


8 MARZO. UN GRUPPO PER CONFRONTARSI SUL TEMA "FEMMINILE E HANDICAP"
L'AIAS di Bologna, nell'ambito di un progetto regionale promosso dal Comitato regionale delle sezioni AIAS dell'Emilia-Romagna in collaborazione con il CSV di Ferrara, ha attivato a Bologna un gruppo di lavoro sul tema della condizione femminile legata alla disabilità di tipo fisico.
Il gruppo di lavoro vuole essere una occasione di scambio e confronto tra donne disabili a partire dalle esperienze personali di ognuna delle partecipanti
Il gruppo di lavoro sarà condotto da M. Cristina Pesci, medico e psicoterapeuta, e si riunirà dalle ore 15 alle ore 17 presso la sede AIAS di via Ferrara 32  nelle seguenti date: 10 e 24 marzo; 7 e 21 aprile; 5 e 19 maggio.
La partecipazione è gratuita, il gruppo è formato da un minimo di 8 e da un massimo di 14 persone.
Le donne disabili interessate a partecipare possono contattare la sede AIAS allo 051/454727 o all'e-mail info@aiasbo.it fino a mercoledì 8 marzo p.v.
L'AIAS sta organizzando per il prossimo autunno anche un momento seminariale e uno spettacolo teatrale in materia.
Per informazioni: AIAS - 051/454727 ; e-mail info@aiasbo.it.
(Fonte: AIAS Bologna)

8 MARZO. A ROMA UN LIBRO SULLE DONNE SORDE
A Roma presso la sede Rai, Viale Mazzini 14, Sala degli Arazzi, ore 12 dell'8 marzo 2006, conferenza stampa per la presentazione del libro "Donne sorde: nove storie di emarginazione e di riscatto", edito da Cantagalli, organizzata dall'ENS - Ente Nazionale Sordomuti, con il patrocinio del Segretariato Sociale Rai.
(Fonte: lista mail ed-scuola)

SCUOLA. GLI ESAMI PER LE PERSONE DISABILI
L'O.M. n.22/06 sugli esami di stato all'articolo 17, che si riproduce integralmente, ha introdotto un nuovo 5° comma. I primi 4 commi confermano la  normativa precedente, e cioè: il 1° comma chiarisce il concetto di prove equipollenti, ribadendo il diritto all'assistenza nei casi ritenuti necessari dal Consiglio di classe (giudizio che, a mio avviso, non dovrebbe poter essere contraddetto dal presidente della commissione); il 2° comma  prevede la trasmissione delle prove in braille per gli alunni minorati della  vista; il 3° comma ribadisce il diritto a tempi più lunghi per lo svolgimento delle prove, siano esse ordinarie che equipollenti; il 4° comma  ribadisce il diritto alla tutela della privacy con riguardo all'affissione dei tabelloni.
La novità introdotta dal 5° comma riguarda il problema dell'attribuzione del  punteggio per i crediti didattici maturati negli anni precedenti, sulla cui attribuzione agli alunni che passavano da un PEI differenziato ad uno semplificato o normale, in precedenza erano sorti dubbi. Adesso il Ministero chiarisce inequivocabilmente che se l'alunno supera gli esami con un PEI semplificato o normale, la valutazione relativa ai due anni precedenti  eventualmente riferita a un PEI differenziato deve essere trasformata in punti per l'attribuzione dei crediti didattici sulla base dei voti  realizzati coi PEI differenziati come se fossero normali. Ciò per evitare disparità di trattamento con gli altri compagni che conseguono un titolo legale di studio.
ORDINANZA MINISTERIALE N.22 del 20-2-2006 - prot.n. 1649
Art. 17
ESAMI DEI CANDIDATI IN SITUAZIONE DI HANDICAP
1. Ai sensi dell'art.6 del Regolamento, la commissione d'esame, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, relativa alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all'assistenza prevista per l'autonomia e la comunicazione, predispone prove equipollenti a quelle assegnate agli altri candidati e che possono consistere nell'utilizzo di  mezzi tecnici o modi diversi, ovvero nello sviluppo di contenuti culturali e consentire di verificare che il candidato abbia raggiunto una preparazione culturale e professionale idonea per il rilascio del diploma attestante il superamento dell'esame. Per la predisposizione delle prove d'esame, la commissione d'esame può avvalersi di personale esperto; per il loro svolgimento la stessa si avvale, se necessario, dei medesimi operatori che hanno seguito l'alunno durante l'anno scolastico.
2. I testi della prima e della seconda prova scritta sono trasmessi dal Ministero
anche tradotti in linguaggio braille, ove vi siano candidati in situazione di forte handicap visivo.
3. I tempi più lunghi nell'effettuazione delle prove scritte e grafiche e del colloquio, previsti dal comma 3 dell'articolo 16 della legge n.104 del 3/2/1992, non possono di norma comportare un maggior numero di giorni  rispetto a quello stabilito dal calendario degli esami. In casi eccezionali, la commissione, tenuto conto della gravità dell'handicap, della relazione del consiglio di classe, delle modalità di svolgimento delle prove durante l'anno scolastico, può deliberare lo svolgimento di prove scritte  equipollenti in un numero maggiore di giorni.
4.  I candidati che hanno seguito un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal consiglio di classe con l'attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano  possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'art.13 del  Regolamento. I testi delle prove scritte sono elaborati dalle commissioni, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe. Per detti  candidati, il riferimento all'effettuazione delle prove differenziate va  indicato solo nella attestazione e non nei tabelloni affissi all'albo dell'istituto.
5.  Agli alunni, ammessi dal Consiglio di classe a svolgere nell'ultimo anno un percorso di studio conforme ai programmi ministeriali e a sostenere l'esame di Stato, a seguito di valutazione complessivamente positiva in sede di scrutinio finale, è attribuito per il terzultimo e penultimo anno un credito scolastico sulla base della votazione riferita al P.E.I. differenziato.
(Fonte: lista mail ed-scuola)

CORSI DI FORMAZIONE ERICKSON
Per l'anno 2006 il Centro Studi Erickson propone sei seminari tecnici su temi rilevanti nel campo dei disturbi specifici dell'apprendimento e della disabilità intellettiva.
Tutte le proposte si ricollegano all'approccio cognitivo-comportamentale, con particolare riferimento agli interventi individualizzati rivolti alla riabilitazione cognitiva e psicologico-comportamentale.
I relatori sono tra i massimi esperti nazionali nelle tematiche trattate.
I seminari si rivolgono a insegnanti, educatori, psicologi, logopedisti, pedagogisti e riabilitatori.

8-9 aprile 2006
1. Empowerment cognitivo e prevenzione dell'insuccesso scolastico. Motivazione e stili attributivi
L'obiettivo principale di questo seminario è quello di suggerire modalità di intervento metacognitivo per stimolare negli alunni strategie di automotivazione ad apprendere, controllo dei propri processi cognitivi ed elaborazione di un metodo di studio efficace. Vengono trattati i vari aspetti del disagio e dell'insuccesso scolastico coinvolgendo attivamente l'insegnante, il quale è invitato a riflettere sui temi della motivazione ad apprendere, sulle strategie e sul metodo di studio dei propri alunni e, in particolare, sugli aspetti attributivo-motivazionali.
Cristina Ravazzolo (Università di Padova)

29-30 aprile 2006
2. Disturbi dell'attenzione e iperattività
Il seminario intende offrire un contributo specifico all'intervento nei confronti di alunni che presentano disturbi da deficit di attenzione e iperattività. Verranno presentati interventi psicoeducativi e riabilitativi-cognitivi volti sull'acquisizione, da parte dell'alunno, della consapevolezza delle sue capacità attentive e di programmazione delle attività scolastiche, in particolare le tecniche tipiche dell'approccio metacognitivo, quali le strategie di autoregolazione.
Gian Marco Marzocchi (Università di Milano-Bicocca)

13-14 maggio 2006
3. Dislessia: aspetti clinici, psicologici e riabilitativi
Nel seminario verrà sottolineata l'importanza della diagnosi precoce nei casi di dislessia, fornendo indicazioni utili per riuscire a individuare e riconoscere le caratteristiche principali di questa sindrome. Accanto ad aspetti maggiormente legati alla diagnosi, verrà anche presa in esame l'importanza dell'intervento tempestivo basato su adeguati metodi educativi e sul ruolo fondamentale ricoperto da figure come l'insegnante, lo psicologo, ecc.
Giacomo Stella (Università di Modena-Reggio Emilia)

23-24 settembre 2006
4. Positiva-mente: laboratorio per sviluppare il pensiero razionale-emotivo
Il seminario ha lo scopo di fornire esperienze di apprendimento che possano aiutare il bambino a superare alcuni fattori di rischio concernenti una visione pessimista di se stesso, problemi di scarsa fiducia nelle proprie risorse, demotivazione, bassa autostima. Tutto questo si inserisce in una strategia più ampia di prevenzione dei disturbi emozionali, attraverso percorsi mirati a favorire la manifestazione delle proprie emozioni in modo adeguato.
Mario Di Pietro (Psicologo e psicoterapeuta, ASL Conselve)

14-15 ottobre 2006
5. Narrativa Psicologicamente Orientata: favole e storie che aiutano i bambini a crescere
La Narrativa Psicologicamente Orientata fa riferimento a favole e storie pensate e scritte specificamente da psicologi e psicoterapeuti per aiutare i bambini a superare i problemi legati alla crescita, alle paure più comuni, alla gestione, comprensione e scoperta delle proprie emozioni, ecc. La struttura di queste favole permette al bambino di identificarsi con i protagonisti delle storie e imparare a superare le situazioni più difficili che incontra lungo le varie tappe del suo sviluppo evolutivo.
Giuseppe Maiolo (Psicologo e psicoterapeuta, Bolzano)
Giuliana Franchini (Psicologo e psicoterapeuta, Bolzano)

28-29 ottobre 2006
6. Sviluppare le relazioni e l'interazione sociale nell'autismo
Il seminario si pone come obiettivo quello di fornire indicazioni operative e suggerimenti utili a tutti coloro che sono in relazione educativa con bambini, adolescenti e adulti affetti da disturbi pervasivi dello sviluppo e autismo; in particolare le indicazioni fornite saranno rivolte allo sviluppo e al potenziamento di abilità fondamentali come la relazione in ambito sociale, la regolazione del comportamento, la reciprocità nella conversazione e nel gioco, la sincronia delle azioni, ecc.
Enrico Micheli (Psicologo, U.N. Infantile di Agordo, ULSS 1, Belluno)
Cesarina Xaiz (Psicomotricista e terapista della famiglia, Belluno)

Per informazioni: Centro Studi Erickson, Loc. Spini 154, settore E - Gardolo (TN)
E-mail: formazione@erickson.it, Tel. 0461 950747 Fax 0461 956733
(Fonte: newsletter portale Erickson)

PERSONE CON DISABILITÀ E PIANI DI ZONA
Sempre più le scelte di politica sociale vengono effettuate dai Comuni attraverso i Piani di zona, con il coinvolgimento delle realtà del terzo settore. Un Quaderno – Persone con disabilità e Piani di zona – per aiutare le associazioni locali a gestire al meglio il ruolo di rappresentanti delle esigenze e promotori dei diritti dei cittadini con disabilità.
Un risultato dell’impegno del Centro EmpowerNet Lombardia che ha aggregato e attivato - su impulso del Progetto Empowernet promosso da F.I.S.H. - le migliori esperienze associative della regione.
Persone con disabilità e Piani di zona: il ruolo delle associazioni. Un titolo semplice, molto tecnico, per un Quaderno che potrebbe avere una grande influenza sulle scelte di politica sociale dei Comuni verso le persone con disabilità.
La pubblicazione infatti contiene riflessioni, analisi e proposte che potrebbero essere esposte nei prossimi mesi ai numerosi tavoli a cui partecipano i rappresentanti delle associazioni delle persone con disabilità e dei loro familiari nei confronti delle amministrazioni locali.
La quantità di risorse da destinare alle politiche sociali è in gran parte determinata a livello nazionale e regionale ma il loro utilizzo attraverso l’erogazione di servizi e benefici è sempre più determinato dalle scelte delle amministrazioni locali. La legge 328/2000 - che ha riformato l’organizzazione dei servizi sociali - ha individuato nel Piano di zona il principale strumento di programmazione di politica sociale del territorio, affidandone il compito ai Comuni associati tra loro. Nella redazione del Piano devono essere coinvolte le diverse realtà dell’associazionismo e del terzo settore, chiamate a concorrere alla individuazione dei bisogni prioritari e alla definizione degli obiettivi e degli strumenti di azione. Un ruolo delicato, in particolare per le associazioni loro identità di rappresentanti dei cittadini con disabilità, delle loro esigenze e dei loro diritti.
Con uno stile semplice e essenziale il Quaderno ripropone i concetti chiave della legge 328/2000 e i fondamentali diritti di partecipazione dei cittadini. Ma la parte forse più significativa riguarda appunto il ruolo delle associazioni nei Piani di zona. Come partecipare, cosa chiedere?
Il volume, elaborato nel contesto del Centro EmpowerNet Lombardia dai migliori esperti
dell’associazionismo, propone, tra i tanti possibili, quattro temi fondamentali:
1. il progetto individuale di presa in carico;
2. la porta sociale;
3. la partecipazione alla spesa dei servizi;
4. la protezione giuridica;
Questioni da tempo al centro dell’attenzione dei cittadini con disabilità e delle loro famiglie, già oggetto di precise scelte legislative che per diverse ragioni non riescono a tradursi in realtà diffusa e concreta.
Il compito delle associazioni oggi – secondo l’Agenzia nazionale EmpowerNet che ha
curato la pubblicazione per conto di FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap) – è proprio quello di riproporre in ogni territorio il diritto alle persone con disabilità,
ed in particolare alle persone con le situazioni più gravi e complesse, di avere accesso alla rete dei servizi in modo individualizzato, con progetti e interventi veramente pensati in relazione alle proprie esigenze e nel pieno rispetto dei propri diritti
Per informazioni: Centro EmpowerNet Lombardia, c/o Ledha, V.le Monte Santo, 7 - Milano.
Tel.: 02/6570425
(Fonte: newsletter WOL - Welfare On Line)

SEMPLIFICAZIONI AMMINISTRATIVE NELL'ACCERTAMENTO DELLE INVALIDITÀ E DELLA STATO DI HANDICAP
Il Senato ha approvato in via definitiva la conversione  con modificazioni del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, recante misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento della pubblica amministrazione.
L’articolo 6 della nuova norma, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce alcuni elementi di novità riguardo ai procedimenti di accertamento delle minorazioni civili e dell’handicap in un'ottica di snellimento e di semplificazione
Una scheda dettagliata nel sito handylex.org alla pagina
http://www.handylex.org/gun/semplifica.shtml
(Fonte: newsletter sito handylex)

COMPARTECIPAZIONE ALLA SPESA NEI SERVIZI PER DISABILI
Utili documentazioni su questo complesso e controverso tema possono essere consultate
in formato PDF alle pagine
http://www.grusol.it/informazioni/20-02-06.PDF
http://www.grusol.it/informazioni/20-02-06bis.PDF
La rivista che ha pubblicato di più in materia è Prospettive assistenziali, il cui elenco di articoli sul tema è disponibile on-line.

APPROVATO DECRETO LEGGE SU BLOCCO SFRATTI. SI APPLICA SOLO NELLE CITTÀ CON OLTRE 1 MILIONE DI ABITANTI
L'Aula della Camera dei Deputati, nella seduta del 23 febbraio 2006, ha convertito in
legge il decreto legge recante "Misure urgenti per i conduttori di immobili in condizioni di particolare disagio abitativo, conseguente a provvedimenti esecutivi di rilascio in determinati comuni". Il provvedimento sospende per sei mesi, a decorrere dalla data di entrata in vigore, le procedure esecutive di sfratto nei confronti degli inquilini che, residenti in comuni con più di un milione di abitanti, abbiano nel proprio nucleo familiare ultra-sessantacinquenni o handicappati gravi, e che non dispongano di altra abitazione o di redditi sufficienti per accedere alla locazione di un nuovo immobile.
Alla sospensione dello sfratto non è possibile ricorrere in due ipotesi: se l'inquilino non ha pagato l'affitto regolarmente, e nel caso in cui il proprietario dimostri di trovarsi nelle stesse condizioni richieste all'affittuario per ottenere la sospensione dello sfratto. Sono inoltre previsti benefici fiscali per i proprietari degli immobili per tutta la durata della sospensione dello sfratto.
Per approfondire:
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/legge_sfratti/index.html

PERMESSI LAVORATIVI E FIGLI DISABILI DEGENTI IN OSPEDALI
Il genitore impegnato ad assistere il figlio con handicap degente  in ospedale non ha diritto  a fruire dei permessi dal lavoro  (legge n. 104/1992), anche quando  sia lo stesso ospedale a richiedere  la sua presenza e a certificarla come indispensabile per la tutela del figlio. Lo precisa l'Inps nel messaggio n. 228/2006 spiegando che, «pur sentendosi vicino alle difficoltà e necessità enormi di coloro che assistono figli o  parenti portatori di handicap» non può discostarsi da quanto previsto dalla legge.
Nel messaggio n. 256/2006, l'istituto precisa inoltre che anche il ricovero finalizzato a un
intervento chirurgico, in linea di principio, è da considerare ricovero a tempo pieno e, come
tale, escludente il diritto ai medesimi permessi.

Permessi dal lavoro.
Le precisazioni dell'Inps fanno seguito ad altrettante richieste di chiarimento in materia
di permessi e congedi straordinario dal lavoro per l'assistenza di familiari disabili. Si tratta, in particolare, dei diritti riconosciuti alla lavoratrice madre o, in alternativa, al lavoratore padre anche adottivi di figli minori con handicap in situazione di gravità accertata:
1) a prolungare fino a tre anni d'età del figlio il periodo di astensione facoltativa, ora detto
congedo parentale (articolo 33, comma 1, della legge n. 104/92);
2) a permessi giornalieri retribuiti fino al terzo anno di età del bambino (comma 2, della legge n. 104/92); 3) a tre giorni di permesso mensile retribuito, successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino (articolo 33, comma 3, della legge n. 104/92);
4) al congedo straordinario di durata di due anni (articolo 80 della legge n. 388/2000). A
quest'ultimo congedo ne ha diritto il lavoratore/rice che abbia titolo a fruire dei
permessi dell'articolo 33 della legge n. 104/92; questi ultimi permessi sono subordinati alla condizione che il soggetto con grave handicap non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati.

Il ricovero ospedaliero.
La prima precisazione riguarda la condizione di ricovero ospedaliero. L'occasione è offerta
dalla vicenda reale di un genitore che, per esplicita richiesta dell'ospedale in cui è
ricoverato il figlio con grave handicap, si vede costretto a prestare assistenza 24 ore su 24 in collaborazione col personale ospedaliero. Interpellato sulla concessione dei permessi, l'Inps nega il diritto al genitore perché non sussiste la condizione che il bambino/ragazzo non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati. A nulla rileva, dunque, l'effettivo impegno del genitore nell'assistenza che, peraltro, è certificata dall'azienda ospedaliera come «assolutamente indispensabile a tutela del figlio».

Significato di istituto specializzato.
Quanto al significato da attribuire alla condizione di ricovero, l'Inps precisa che per ricovero a tempo pieno deve intendersi quello in cui il disabile trascorre tutta la giornata o gran parte della stessa presso una struttura adibita all'accoglimento degli handicappati (quindi anche un centro socio riabilitativo diurno per disabili); che il rientro a casa del disabile, seppure nelle ore serali, non esclude il ricovero a tempo pieno; che anche il ricovero presso una qualsiasi struttura ospedaliera è da intendersi effettuato presso «istituti specializzati»; che il ricovero finalizzato a un intervento chirurgico è da considerarsi a tempo pieno e, pertanto, non dà diritto ai permessi dal lavoro. In tal ultima ipotesi, tuttavia, l'Inps ritiene che alcuni benefici (i tre giorni di permesso mensile retribuito dopo il terzo anno di vita del figlio previsti dal comma 3, dell'articolo 33, della legge n. 104/92) possano essere fruiti soltanto nei casi in cui: il richiedente assista un handicappato in tenera età (fino a tre anni); il soggetto con handicap si trovi ricoverato per finalità diagnosticoterapeutiche (nel qual caso le finalità assistenziali legate all'età travalicano quelle legate all'handicap); la presenza del padre o della madre sia chiesta
dall'ospedale per necessità effettive. Due messaggi dell'Inps chiariscono il regime di
astensione dal lavoro previsto dalla legge 104/92

Congedi straordinari a maglie strette
1. Niente permesso per l'assistenza del figlio degente in ospedale
2. Il ricovero a tempo pieno I centri socio riabilitativi
3. Il rientro a casa
4. I centri socio riabilitativi diurni per disabili rientrano nell'accezione di istituti specializzati (non si ha diritto ai permessi)
5. Il rientro a casa del disabile, anche se avviene in ore serali, non esclude la fattispecie di ricovero a tempo pieno (non si ha diritto ai permessi)
6. Il ricovero finalizzato a un intervento chirurgico è considerato a tempo pieno (non si ha diritto ai permessi)
Se l'assistenza riguarda un figlio fino a tre anni d'età; oppure il soggetto è ricoverato per
finalità diagnostico-terapeutiche; oppure la presenza del genitore (madre/padre) è richiesta dall'ospedale, il genitore ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensili
(Fonte: ITALIA OGGI dell'11 febbraio 2006, pag. 51).

PERMESSI LAVORATIVI E FIGLI DISABILI DEGENTI IN OSPEDALI. IL COMMENTO DEL VICEPRESIDENTE FISH SALVATORE NOCERA
"Trattasi di un'interpretazione dell'INPS puramente "letterale", che dovrebbe essere superabile con un'interpretazione "logica" della norma dell'art 33 L.n.104/92. Infatti l'incompatibilità fra permessi e ricovero fu voluta dal legislatore allo scopo di facilitare l'intervento assistenziale della famiglia, che trattiene presso di sè i propri membri con disabilità,spingendola così ad abbandonare la vecchia logica del collocamento dei disabili in istituti speciali.
L'INPS, lungi dal saper cogliere questa logica, interpreta il termine della legge-quadro "ricoverati in istituti a tempo pieno" di una persona con disabilità che vive da sempre in famiglia, sia identico al ricovero permanente in istituto e nega ai familiari i permessi necessari proprio per l'assistenza in ospedale.
L'interpretazione logica quindi dovrebbe consentire ai familiari i permessi per il ricovero in ospedale, proprio nel momento in cui l'assistenza familiare è più necessaria.
L'interpretazione letterale dell'INPS è priva di senso logico e quindi inaccettabile.
Occorrerebbe impugnarla avanti al TAR e farla dichiarare illegittima, oltre che socialmente assurda"
(Fonte: lista mail ed-scuola)

SEMINARIO FINALE DEL PROGETTO CARE
In occasione della conclusione delle attività del progetto CARE (Città Accessibili delle Regioni Europee), il giorno 9 marzo p.v., presso la Sala Polivalente della Regione Emilia-Romagna (Viale Aldo Moro 50 - Bologna), avrà luogo dalle 9,30 alle 17,30 il convegno dal titolo "Se il turismo fosse più accessibile... 38 milioni di turisti in più in Europa".
Per informazioni e iscrizioni: maderario@regione.emilia-romagna.it, www.interreg-care.org

LAVORO: PROGRAMMA PER REIMPIEGO LAVORATORI SVANTAGGIATI
Si chiama P.A.R.I. il programma di  ricollocamento destinato a lavoratori deboli o svantaggiati realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con Italia Lavoro. L'obiettivo del programma è quello di promuovere e agevolare il reimpiego di oltre 25mila lavoratori appartenenti alle fasce deboli o svantaggiate, attraverso un network composto da 90 centri di servizio e con il supporto di 18 Regioni, di 70 Province, delle società per l'impiego e della Borsa del Lavoro. In particolare P.A.R.I. prevede, tra gli interventi a favore dei lavoratori, un colloquio iniziale, un colloquio per l'orientamento, la proposizione di alcune offerte di lavoro, l'assegnazione di voucher formativi e sostegni al reddito finalizzati al reimpiego. Tra gli interventi a favore degli intermediari (agenzie e società di ricollocazione) e delle imprese, sono previsti invece
l'accesso alle banche dati dei lavoratori, servizi di preselezione, incentivi all'assunzione, voucher per l'adattamento delle competenze dei lavoratori e la disponibilità di voucher formativi per progetti di formazione personalizzata.
Per informazioni: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/pari/index.html

I DATI 2005 SULLA UTENZA E SUI CONTATTI DEL CENTRO RISORSE HANDICAP, L'INFORMAHANDICAP DEL COMUNE DI BOLOGNA
E' disponibile su questo sito, in formato PDF, il report che annualmente il CRH, lo sportello Informahandicap del Comune di Bologna,  produce rispetto alla utenza e ai contatti complessivi dell'anno.
Gli utenti che si sono rivolti direttamente allo sportello informativo (telefonico, mail, aperto al pubblico) sono aumentati del 34% rispetto al 2004 sfiorando quota 1500, mentre le persone che complessivamente utilizzano i servizi del CRH (la lista mail quindicinale, che ha veicolato in 4 anni oltre 1500 notizie, ha circa 1000 "abbonati", la rivista trimestrale Metropoli circa 1800) sono annualmente oltre 3.500.
Ottimo veicolo di contatto con l'utenza si rivela anche il sito www.handybo.it che ha aumentato i contatti di un terzo rispetto all'anno precedente, sfiorando i 18.000 contatti annuali con oltre 25.000 pagine visitate.
- Analizzando il "chi è" l'utente tipo del CRH troviamo i famigliari di persone disabili (37%), le stesse persone disabili (28%), gli operatori dei servizi territoriali (10%) e il terzo settore (8%)
- Tra i temi oggetto di domande troviamo in cima alla classifica l'area della "autonomia" (barriere 17%; trasporti 23%; ausili e tecnologie 9% con l'area correlata delle agevolazini fiscali 4%).
Segue l'area informativa e documentativa (servizi del CRH e richieste di ulteriori fonti di informazioni e documentazioni) con il 15,5%, poi l'area turismo/cultura/spettacolo con il 9,5% e le aree dei servizi sociali/sanitari/educativi con l' 11% e l'area lavoro/formazione professionale con il 5%.
- Le modalità di contatto con l'utenza vedono privilegiare il telefono (53%) seguito dalla posta elettronica (25%) a riprova di una buona digitalizzazione dell'area bolognese e nel mondo della disabilità.
- Le risposte vengono date direttamente dal CRH nell'87% dei casi, per un altro 4% si rimanda ad altri uffici/sportelli specializzati (ad esempio quelli della Provincia sul tema lavor- L'utenza proviene all'80% da Bologna e provincia e per il 20% da fuori provincia, questo anche grazie alle possibilità di contatto tramite il sito del CRH.
I "contatti" totali del CRH (ovvero ogni qualvolta un utente fruisce di una prestazione informativa per sua scelta) salgono dai 42.000 del 2004 ai 50.000 del 2005 con un aumento del 20% circa.
In generale la lettura dei dati da alcune conferme sulla natura dei servizi Informahandicap, ovvero l'essere rivolti principalmente alle persone disabili adulti e relative famiglie, intercettando così la consistente fetta della utenza con disabilità acquisite non ancora in contatto con la rete dei servizi e associativa.
Resta minoritario l'accesso di famiglie con bambini piccoli in quanto i temi correlati a queste età (sanità, riabilitazione, scuola) trovano in altri circuiti e nelle relative figure professionali con cui la famiglia per anni rimane in contatto (fisioterapista, insegnante di appoggio e non, associazioni) i riferimenti che svolgono una importante funzione informativa. Ne sono una riprova i dati bassi di domande relative a scuola e riabilitazione.
Dato interessante, correlato strettamente alle modalità di lavoro dell'Informahandicap e alla sua capacità comunicativa, è il ricambio utente vecchio/utente nuovo. Nella esperienza del CRH del Comune di Bologna vi è un afflusso di nuova utenza pari al 60% circa nel 2005, segno che i servizi informativi in uscita garantiscono un buon livello di informazione ad una fetta di utenza storica che non ha necessità di rivolgersi allo sportello, liberando così energie e risorse per nuova utenza e per altre iniziative di informazione, comunicazione, raccordo con i soggetti territoriali pubblici e privati, di attenzione informativa anche ai temi relazionali fondamentali nelle economie di vita al pari dei temi legislativi, assistenziali, educativi.
In sostanza: non aspettare l'utente allo sportello ma inserirlo in un circuito informativo e di comunicazione che stimola nuova domanda, innovazione dei servizi esistenti, progettazione di servizi nuovi. Supportare le domande con opportune documentazioni, entrare in relazione e scambio con la più vasta rete di soggetti territoriali possibile, considerare che si hanno di fronte prima di tutto delle persone e non solo degli utenti. Infine capacità di ascolto (ancora prima che risposta), precisione e rapidità del servizio, fornitura a domiclio di tutte le prestazioni possibili grazie  a tecnologie e servizi postali.
Queste alcune delle filosofie di lavoro del Centro risorse handicap del Comune di Bologna realizzato con la collaborazione della Cooperativa sociale Accaparlante.
Per informazioni: Andrea Pancaldi, 051/203772

Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante