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Consulta la Guida on line del CRH
La "Guida", strumento di lavoro e informazione creato dal CRH, riporta in 14 capitoli le informazioni principali riferite a circa 250 tra servizi, opportunità e risorse per l'handicap, corredate da riferimenti legislativi e da oltre 270 rimandi a numeri telefonici, indirizzi postali e e-mail, siti Internet.
Sono illustrate competenze, servizi ed iniziative dello Stato, degli Enti locali, di altre amministrazioni ed Enti (INPS, Agenzia delle entrate, Università...), delle associazioni di categoria, del volontariato e della cooperazione sociale.
SOMMARIO
DECRETO SULLA CERTIFICAZIONE DELL'HANDICAP AI FINI SCOLASTICI
(nota a cura di vv. Salvatore Nocera, sponsabile giuridico Osservatorio Scolastico AIPD
La Gazzetta Ufficiale n. 115 del 19 maggio 2006 pubblica il Decreto del presidente del consiglio dei ministri n. 185 del 23 febbraio 2006 sulla certificazione dell'handicap a fini scolastici che era stato previsto dall'art. 35 comma 7 della Legge Finanziaria n. 289 del 2002.
Il testo è identico a quello circolato negli ultimi mesi e recensito nel sito dell'AIPD con la scheda n. 193 e su Edscuola.
Dato il tempo trascorso dalla sua prevista emanazione (febbraio 2003) e l'anno scolastico avviato, è bene fornire alcune indicazioni alle famiglie per la tutela dei loro diritti onde evitare contenzioso con l'amministrazione scolastica.
1. Sia l'art. 2 che l'art. 5 del decreto prevedono che esso si applichi agli accertamenti successivi a quelli della sua entrata in vigore in vista di un corretto avvio dell'anno scolastico. Pertanto siccome gli accertamenti debbono pervenire entro la data delle iscrizioni, gennaio dell'anno antecedente alla frequenza degli alunni, il decreto in oggetto dovrà riguardare le certificazioni utili per le iscrizioni all'anno scolastico 2007/2008, giacché quelle per l'anno scolastico 2006/2007 sono già scadute e sono state effettuate sulla base della normativa precedente. Dunque, anche se si sta provvedendo attualmente alle richieste delle deroghe per gli organici di fatto per i posti per le attività di sostegno per l'anno scolastico 2006/2007, queste richieste debbono essere effettuate sulla base delle vecchie certificazioni e non possono essere effettuate sulla base del nuovo regolamento.
2. In vista dell'applicazione del nuovo regolamento è da tener presente che non sarà più uno specialista singolo a provvedere alle certificazioni, ma dovrà essere un organismo collegiale che ciascuna Regione individuerà nell'ambito delle AA.SS.LL. Ciò comporta la necessità che il Ministero della Salute concordi con le Regioni dei criteri uniformi di certificazione sulla base delle indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, come espressamente detto nel decreto. Senza l'individuazione di criteri comuni di certificazione e degli organismi collegiali, numericamente sufficienti sul territorio di ciascuna ASL, non è pensabile che si potrà avere un miglioramento nell'attuale situazione delle certificazioni.
3. Dati i ritardi di emanazione del decreto, il parametro per la formulazione dei posti di sostegno in organico di diritto (uno per ogni gruppo di 138 alunni) risulta ormai insufficiente soprattutto per le scuole superiori (secondarie di secondo grado) e per la scuola materna (scuola dell'infanzia). Infatti nel decreto si stabilisce che le deroghe, rispetto all'organico di diritto, verranno concesse nei soli casi di certificazione di handicap in situazione di gravità ai sensi dell'art. 3 comma 3 della Legge n. 104/92. Ora, a causa della riduzione costante del numero degli iscritti per il calo della natalità, il numero dei posti di sostegno in organico di diritto si riduce, mentre cresce il numero degli alunni certificati soprattutto nei due ordini di scuola sopraindicati e cresce quindi la necessità di posti in deroga.
Occorrerà quindi modificare il parametro di 1 posto ogni 138 alunni portandolo a un parametro più realistico di 1 posto ogni 100 alunni, e prevedere le deroghe in tutti quei casi in cui il gruppo di lavoro composto da operatori scolastici socio-sanitari e famiglia, come ribadito nel nuovo decreto, individua nella formulazione del PEI le risorse necessarie all'integrazione scolastica ivi comprese le ore di sostegno. Ciò significa che le deroghe rispetto agli "organici di diritto" dovranno essere concesse anche in casi che non siano di "particolare gravità", se lo ritiene necessario il gruppo di lavoro apposito.
Sulla norma del decreto che consente le deroghe nei soli casi di "gravità" e sull'art 35 comma 7 L.n. 289/02 che ha introdotta questa limitazione, il Consiglio di Stato , nel suo specifico parere dell'Agosto 2006 aveva avanzato seri dubbi di costituzionalità. Ma il Governo uscente non ne ha tenuto alcun conto, pur di ridurre la spesa, incurante delle sentenze che l'aumentano , in tutti i casi di immotivata riduzione delle ore di sostegno e di mancata offerta di altre risorse come la formazione dei docenti curricolaril.
Per questo le Associazioni aderenti alla F I S H chiedono l'abrogazione di questa normativa, incurante del principio di personalizzazione.,
4. L'art. 3 commi 1 e 3 porta una innovazione al decreto del Presidente della Repubblica del 24 febbraio 1994, laddove si prevede che tutti gli adempimenti concernenti diagnosi funzionale, profilo dinamico funzionale e PEI debbano avvenire entro e non oltre il 31 luglio dell'anno precedente la frequenza degli alunni interessati (mentre il DPR del 1994 prevedeva che tali adempimenti dovessero essere compiuti nei primi 3 mesi dall'inizio della frequenza dell'alunno). Ciò per consentire una programmazione seria delle risorse, evitando che gli alunni interessati rimangano privi delle necessarie risorse, addirittura per alcuni mesi a partire dall'inizio del nuovo anno scolastico.
5. L'art. 3 comma 3 del nuovo decreto sottolinea la necessità di accordi fra Regioni, Ufficio Scolastico Regionale e ASL per coordinare i rispettivi interventi, ovviamente in funzione di una migliore qualità dell'integrazione scolastica. Questa norma riecheggia gli accordi di programma previsti dalla Legge Quadro 104/92 e che è bene che vengano promossi come accordi - quadro a livello regionale, sulla base dei quali poi provvedere alla stipula di accordi di programma provinciali o comunali e, comunque, a livello di piani di zona, ambito nel quale potranno essere sottoscritti anche dalle scuole autonome singole, o meglio, associate in rete.
6. Per gli alunni con Sindrome di Down il nuovo decreto crea un problema interpretativo. Infatti per essi già l'art. 94, comma 3 della Legge 289/2002 prevedeva che la loro situazione di handicap grave, prevista per legge, potesse essere accertata sulla base della mappa cromosomica, anche dal medico di famiglia. La norma del nuovo decreto avrebbe abrogato questa facilitazione, pretendendo anche per essi una certificazione collegiale? Ma ciò non sarebbe in contraddizione con quanto stabilito dall'art. 6 della legge n. 80/2006 sulla semplificazione degli accertamenti in materia di disabilità? Urge un chiarimento in tal senso da parte del nuovo Ministro dell'Istruzione, eventualmente d'intesa con il nuovo Ministro della Salute. In mancanza di tale chiarimento è bene che venga ulteriormente rinviata l'applicazione del nuovo decreto, il quale se ha atteso oltre tre anni può attenderne altri, onde evitare complicazioni alla già difficile situazione della qualità dell'integrazione scolastica.
7. Sarà necessario che il nuovo Ministro chiarisca bene, subito, a tutti gli uffici scolastici regionali la nuova tempistica degli adempimenti, onde evitare conflitti con le famiglie e le loro associazioni
(Fonte: lista mail ed-scuola)
IL PROGETTO DAMA IN EMILIA ROMAGNA
Il Coordinamento Regionale Anffas Onlus Emilia Romagna invita alla presentazione del progetto Dama. Il progetto nasce a Milano nell'anno 2000 come entità operativa all"interno dell’Azienda Ospedaliera S. Paolo, in grado di offrire una risposta rapida ai problemi medici e chirurgici dei disabili gravi, in particolare quelli che presentano un deficit comunicativo.
Con questo progetto si vuole rispondere ad uno dei grandi problemi che assillano le famiglie con un disabile grave: avere la possibilità di accedere facilmente a strutture sanitarie in grado di offrire risposte di diagnostica e di orientamento terapeutico. La sperimentazione del Dama, promossa e finanziata dalla Regione Lombardia, si sta dimostrando un interessante modello, esportabile anche in altre realtà italiane.
Seminario "IL PROGETTO DAMA IN EMILIA-ROMAGNA", Domenica 28 maggio 2006 - ore 9.00 / 12,30, nell'ambito di ExpoSanità, Sala Focus Anni D’argento. Centro Servizi (piano terra).
Il seminario è rivolto a amministratori, medici, infermieri, operatori dei servizi Socio Sanitari e a tutte quelle famiglie che hanno al loro interno un congiunto disabile grave.
Per ulteriori informazioni: Segreteria Anffas Bologna Onlus, Via Rasi, 14 - tel 051.244595
(Fonte: Anffas Bologna)
GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI ED AI CONTRIBUTI PER LE PERSONE CON DISABILITÀ
La Regione Emilia-Romagna e l'Agenzia delle Entrate hanno congiuntamente pubblicato queta utile guida che riassume le principali agevolazini fiscali (auto, ausili, addetti alla assietnza, barriere) e i principali contributi (auto, adattamenti nell'ambiente domestico, trasporti pubblici, barriere) a disposizine delle persone disabili e delle reklative famiglie.
La Guida è scaricabile in formato PDF dal sito di Emiliaromagnasociale.
Un numero limitato di copie è disponibile in formato a stampa presso il CRH o presso le sedi della Agenzia delle entrate (4 uffici a Bologna).
Per ogni altro approfondimento in materia rimandiamo alla GUIDA ON LINE del CRH.
INTERDIZIONE E DIRITTO DI VOTO
Sul sito eius.it un interessante contributo dell'Avv. Federico Girelli.
(Fonte: newsletter sito eius.it)
DENUNCIA DEI REDDITI: NEI CHIARIMENTI AI CAF STABILITA LA DEDUCIBILITÀ DI PANNOLINI E DI DIETE
Pannoloni fiscalmente deducibili per persone incontinenti, sconto delle spese per diete e cure dei chiropratici, nuove regole per i coniugi separati sull'attribuzione del reddito dell'appartamento: l'Agenzia delle entrate con la circolare 17/E del 18 maggio 2006 (questioni interpretative prospettate dal coordinamento nazionale dei Caf) ha aggiornato il trattamento fiscale a una società sempre più di anziani, di afflitti dalla vita sedentaria e da separati. Le novità, che solo sembrano secondarie ma non lo sono certamente per gli interessati, arrivano purtroppo proprio mentre la consegna dei modelli 730 è in corso nei centri di assistenza fiscale di tutt'Italia. La svolta più significativa è probabilmente quella che riguarda i separati: prima il reddito del fabbricato doveva essere attribuito al coniuge che aveva ottenuto l'assegnazione dell'immobile. Ora, dopo una sentenza della Cassazione, viene chiarito che l'assegnazione della casa ad uno dei due separati non fa nascere un diritto reale ma solo "un diritto di natura personale": il reddito dovrà essere dunque dichiarato dal coniuge proprietario, anche se non è l'assegnatario.
In tema di denuncia dei redditi e disabilità segnaliamo lo "Speciale 730" on line nel sito superabile.it.
(Fonte: Cittadino Lex)
CORTE COSTITUZIONALE. LE QUOTE DI RISERVA DELLA LEGGE 68/99 NON POSSONO VALERE PER LE PROGRESSIONI NELLA CARRIERA
Il testo della sentenza 11 maggio 2006 n.190 alla pagina
http://www.grusol.it/informazioni/16-05-06.PDF
(Fonte: newsletter sito Gruppo Solidarietà)
CENTRO PROTESI INAIL DI VIGORSO DI BUDRIO: 45 ANNI DI VITA
Se Alex Zanardi l’ha scelto per rimettersi in piedi e tornare a correre, dopo l’incidente che gli costò tutte e due le gambe, un motivo ci sarà pure. E la ragione è semplice: è l’unica struttura per la sperimentazione e l’applicazione di protesi e presidi ortopedici in Italia che affianca, a tecnologie all’avanguardia, l’attività di riabilitazione motoria, di supporto psicosociale e di reinserimento lavorativo di persone infortunate sul lavoro, di invalidi civili e disabili. Si tratta del Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio (in provincia di Bologna), una struttura nata 45 anni fa e dove, tra ginocchi elettronici e mani mioelettriche, regnano le parole d’ordine: “personalizzazione degli interventi, perché il paziente è al centro di tutto”.
“Chi ha subito l’amputazione di un braccio, un gamba o di entrambi gli arti, non ha perso solo una parte del proprio corpo ma ha definitivamente compromesso l’immagine che di se stesso aveva prima dell’incidente o del trauma”, spiega Raimondo Lino, direttore del Centro Protesi di Vigorso. “Per questo è importante un approccio globale e integrato alla persona, sia dal punto di vista funzionale sia dal punto di vista psicosociale: il paziente va preso in carico a 360 gradi, cercando di valorizzare le sue abilità residue e puntando su queste per fargli raggiungere il massimo livello di autonomia possibile. Non deve accettare solo il deficit fisico: la persona amputata deve accettare i cambiamenti del proprio schema corporeo e deve accettare anche la protesi. È anche per questo che esistono gli specchi nelle palestre dove si fa riabilitazione”.
Il modello operativo seguito dal Centro Protesi INAIL si fonda sul lavoro dell’équipe multidisciplinare: medici, tecnici ortopedici, fisioterapisti, psicologi, assistenti sociali, infermieri e operatori sanitari assistenziali sono infatti le figure di riferimento dei pazienti. “E la relazione di fiducia, il rapporto personale, che si insatura tra operatore e utente è determinante nel percorso che porta al suo recupero”, continua il dottor Lino. Insieme ai laboratori di musica, ceramica e informatica e ai momenti di intrattenimento che la struttura di Vigorso organizza per i suoi pazienti, tra cui qualche bambino e, in passato, alcuni profughi di guerra.
Circa 8.000 pazienti trattati nel 2005 (di cui il 68% infortunati sul lavoro e una ventina di casi pediatrici) per 19.716 prestazioni eseguite, 90 posti letto e 306 operatori (di cui 160 tra tecnici ortopedici e meccanici, 25 fisioterapisti, 6 fisiatri e una dozzina di altri medici specialisti che vanno dal dermatologo al cardiologo e al neurologo) sono i numeri di una struttura che fa della personalizzazione degli interventi, della ricerca scientifica e della formazione i propri fiori all’occhiello. Infatti, il Centro Protesi di Vigorso di Budrio (struttura accreditata presso il ministero della Salute per i corsi Ecm) collabora con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Istituto Superiore di Sanità, con alcune università italiane nell’attivazione di corsi di laurea in ingegneria biomedica e con alcune scuole di specializzazione in ortopedia e traumatologia, medicina fisica e riabilitativa
(Fonte: superabile.it)
UN SITO WEB PER LA DIAGNOSI E LA CURA DELLE MALATTIE GENETICHE
Un sito web sulla rete regionale per la diagnosi e la cura delle malattie genetiche
È in linea il nuovo sito internet dedicato alla rete regionale dei servizi di genetica medica. Il sito si propone come punto di incontro tra gli operatori dei Servizi di genetica delle Aziende sanitarie, i professionisti delle altre discipline sanitarie e i cittadini. Con informazioni sulle malattie, sulle normative, sulle prestazioni (visite ed esami) della rete assistenziale.
Un punto di incontro tra gli operatori sanitari (sia dei servizi di genetica medica che di altre discipline) e i cittadini. È in linea - sul sito web dell´Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara che ne coordina la redazione assieme a Saluter - il sito dedicato alla rete regionale dei servizi di genetica medica, l´insieme di attività cliniche e di laboratorio per la diagnosi e la cura delle malattie genetiche, patologie provocate da una alterazione del patrimonio genetico; possono rientrare in questa definizione malattie che richiedono modalità e complessità di assistenza molto diverse, da malattie frequenti come il diabete a malattie rare come le cardiopatie congenite.
Nel sito vengono presentate le prestazioni (visite ed esami) di genetica fruibili attraverso la rete assistenziale dell´Emilia-Romagna e le modalità di accesso ai servizi. È possibile consultare la normativa di riferimento, sia nazionale che regionale, e l´elenco delle malattie.
Il sito è stato realizzato dal Nucleo di coordinamento per la rete dei servizi di genetica medica, istituito a livello regionale per rendere ottimali e uniformi in tutta l´Emilia-Romagna la diagnosi, la prevenzione e la cura delle malattie genetiche e garantire una tempestiva presa in carico delle persone malate e delle loro famiglie.
Il Nucleo è coordinato dall´Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e comprende operatori dei Servizi di genetica medica, operatori dell´Assessorato regionale politiche per la salute e delle Direzioni sanitarie delle Aziende Ospedaliero-Universitarie di Parma, Modena, Bologna, dell´Azienda Usl di Imola, dell´Area Vasta Romagna (Aziende Usl di Rimini, Ravenna, Forlì, Cesena), dell´Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia, degli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna.
La rete regionale dei servizi di genetica medica è organizzata secondo il modello "Hub and Spoke", un collegamento in rete tra centri altamente specializzati e ospedali del territorio, previsto dal Servizio sanitario regionale per tutte le alte specialità ospedaliere.
Gli Hub sono i centri dove vengono erogate le prestazioni più rare e complesse; gli Spoke sono le strutture ospedaliere del territorio.
Per i servizi clinici di genetica medica è stato identificato un solo Centro di riferimento regionale (Hub) presso l´Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara.
Per i laboratori di citogenetica sono stati identificati due Hub di riferimento presso l´Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia e l'Azienda Usl di Imola.
Per i laboratori di genetica molecolare sono stati individuati quattro Hub rispettivamente nelle Aziende Ospedaliero-Universitarie di Ferrara, Bologna, Modena e Parma.
Per i servizi di genetica oncologica è stato individuato come Centro Hub il laboratorio di genetica molecolare oncologica presso l´Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.
Per ogni informazione www.unife.it/genetica_emilia_romagna
(Fonte: newsletter saluter.it)
AGGIORNAMENTI SUL TEMA DELLA PRIMA COMUNICAZIONE
Da aggiungere alla scheda disponibile su questo sito:
- Un interessante convegno utile anche ai fini del tema della Prima comunicazione
"La normale complessità del venire al mondo" Modena, 28-29-30 settembre 2006
www.planning.it/nascita/
- "Nascere bene per crescere meglio", Cepim/Paidea Torino, volume scaricabile alla pagina
www.figliospeciale.it/download/nascerebene.pdf
- volume "Culla di parole" di Lucia Aite
www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=16472
Una intervista sul libro nel numero del 28 aprile 06 del settimanale VITA
- volume "La comunicazione come prima cura" , ricerca curata dalla UILDM
di Bergamo. Può essere richiesto alla stessa associazione.
Consulta anche www.distrofia.net/attivita/progetti/comunicazione.htm
IL SISTEMA DEL COMA A BOLOGNA
Seminario organizzato dalla Casa dei risvegli "Luca De Nigris" nell'ambito di Expo Sanità. Giovedì 25 maggio alle ore 14 verrà fatto il punto della situazione sugli interventi nell'ambito del coma nella realtà bolognese.
Si parlerà delle indicazioni Ministeriali, del registro regionale delle gravi cerebrolesioni, del percorso riabilitativo in fase acuta, di domiciliarità e qualità di vita.
È prevista una quota di iscrizione di 10 euro
Per informazioni: 051/6494570, amicidiluca@tin.it
(Fonte: Ass. Amici di Luca)
GIOCO, GIOCATTOLI E DISABILITÀ. FESTA DELLA STANZA DEI GIOCHI ALL'AIAS
La festa della Stanza dei Giochi si terrà sabato 10 giugno 2006 dalle ore 10.30 alle 12.30 circa, in Via G.C.Abba 3/2 a Bologna, presso il Centro socio riabilitativo per adolescenti Fandango. Sarà una occasione per giocare insieme, conoscere giocattoli poveri e/o adattati alle possibilità di tutti i bambini, anche quelli con abilità e necessità un po’ speciali…
Per informazioni: Rita Serra, 051-454727
(Fonte: Aias Bologna)
GIOVANI CON DISABILITÀ UDITIVE E PREVENZIONE ALL'USO DELLE DROGHE
L´educazione alle droghe rivolta ai giovani con disabilità uditive
Si potrebbe pensare che i giovani con disabilità uditive non abbiano problemi con le sostanze. Tuttavia, le ricerche dimostrano che non è così. La disabilità fisica costituisce un fattore di rischio in quanto limita le abilità relazionali e l´accesso alle corrette informazioni sulle sostanze. Questi studi hanno evidenziato che i ragazzi con disabilità uditive hanno maggiori difficoltà di integrazione nella cultura scolastica e nel rapporto con i coetanei, esponendosi più facilmente al rischio di subire il bullismo. L´abuso di alcol e droghe, per questi adolescenti, può rappresentare un modo per cercare di essere accettati nel gruppo dei pari e sfuggire al rischio di prevaricazioni. Al tempo stesso, i ragazzi sordi risulterebbero più carenti di informazioni corrette sulle droghe rispetto ai loro coentanei. Carenza che può essere collegata alle difficoltà di comunicazione con i genitori, eccessivamente protettivi nei loro confronti, nonchè allo stesso linguaggio dei segni che non considera concetti importanti della cultura delle droghe. Inoltre, i ragazzi sordi non possono raccogliere informazioni origliando discorsi da altre persone, diversamente da quanto possono fare i loro coetanei. Al tema dell´educazione alle droghe rivolta ai ragazzi con disabilità uditive è dedicato il Focus del venerdì di DrugScope che insieme alla National Deaf Children’s Society (NDCS) sta lavorando a un progetto per questo specifico target.
(Fonte: newsletter dip&doc)
SESSUALITÀ E DISABILITÀ. UNA RICERCA ED UN CONVEGNO DELLA FONDAZIONE IL NOSTRO DOMANI DI TREVISO
Sessualità e disabilità, per il 38% dei familiari è ancora un tema tabù
A Treviso 587 questionari rivolti a famiglie, operatori e volontari sondano la percezione sociale del diritto all'affettività e alla sessualità dei disabili intellettivi
Sabato 20 maggio si è tenuto a Treviso un convegno sul tema "Affettività e sessualità nelle persone con disabilità intellettiva”. Promosso dal Gruppo di lavoro sull'affettività e sessualità nelle persone disabili, composto da Fondazione “Il nostro domani” Onlus, Azienda Ulss 9 di Treviso - Direzione Servizi Sociali, Coordinamento Provinciale Associazioni Handicappati (CPAH) e Consorzio Intesa (sull'argomento lavora da più di due anni) e organizzato dalla fondazione “Il nostro domani” in collaborazione con il Centro di servizi per il volontariato di Treviso, il convegno sarà anche l’occasione per presentare i risultati di un questionario elaborato dal gruppo di lavoro e distribuito a familiari, operatori e volontari. È la prima volta che il pubblico e il privato sociale riflettono insieme su una tematica così particolare. 587 i questionari somministrati a 314 familiari e 296 operatori e volontari. Quattro le aree tematiche considerate: affettività e sessualità, erotismo e autoerotismo, innamoramento e vita di coppia, nelle persone con disabilità intellettiva grave, meno grave e lieve. Nel complesso emerge una significativa diversità tra le risposte delle famiglie e quelle degli operatori; le prime esprimono maggior coinvolgimento e personalizzazione rispetto ai secondi che tendono invece a generalizzare pensando a casi e situazioni diverse. Due approcci complementari che necessitano l’uno dell’altro già nella prima tematica, il bisogno di affetto del giovane disabile. La stragrande maggioranza dei genitori lo percepisce fortemente nei propri ragazzi (disabilità grave 84%; disabilità lieve 88%), mentre gli operatori ne riconoscono una diversità a seconda della gravità della menomazione (disablità grave:60%; disabilità lieve 43%).
Rispetto alla necessità nei disabili di avere rapporti sessuali: la sessualità del figlio disabile resta per buona parte dei familiari una zona d’ombra (il 38% non risponde). Nei casi di disabilità grave il 40% dei familiari è in disaccordo con l’affermazione e il 59% degli operatori, invece, in accordo; per la disabilità lieve l’83% degli operatori si dicono convinti della necessità, contro il 36% dei familiari. Si può dunque leggere la percezione diffusa che nei lievi, il bisogno di essere amati si unisca al bisogno di rapporti sessuali. La questione che ha ricevuto il più alto numero di “non risposte” è risultata l’abbinamento dei due concetti “sessualità-realizzazione” che a quanto pare lascia perplessi soprattutto i familiari (dal 53% per disab. grave al 64% per disab. lieve). Gli operatori invece esprimono disaccordo al 57% per la disabilità grave e per la lieve al 26%. Nei casi più complessi la vita sessuale nel disabile è percepita dai genitori e dagli operatori come complicazione più che come opportunità, mentre per i lievi, sessualità e realizzazione possono andare insieme.
È sul tema dell’autoerotismo che si riscontra il contrasto più netto tra famigliari e operatori. Molte infatti le “non risposte” dei familiari alla domanda se le persone disabili abbiano comportamenti reciproci di piacere corporeo; il 55% delle risposte “no” appartengono ai familiari e il 36% agli operatori, mentre è il 70% degli operatori che afferma la presenza di effusioni e comportamenti sessuali tra persone disabili amiche. Diverse percezioni della realtà che si spiegano con il fatto che comportamenti reciproci di piacere avvengono di regola nel gruppo e fuori casa. Una lettura diversa: nei genitori alcuni comportamenti vengono considerati espressione affettiva, negli operatori invece manifestazione del bisogno sessuale. Il tema che rimane aperto riguarda il ruolo delle attività e dell’impegno sociale dei ragazzi disabili come modo per incanalare gli istinti. Le percentuali di accordo sono alte (familiari dal 50% al 65%, operatori da 47% al 49%) mentre è nel disaccordo che si registrano più punti differenza. Dal 34% al 36% sono gli operatori che non ritengono la vita sociale impegnata come fonte di aiuto mentre le famiglie dal 10% al 7%.
Sul tema dell’innamoramento la posizione più incerta si riflette attorno ai casi più gravi, quelli in cui rimane problematico capire il mondo interiore, gli affetti e le emozioni. In questo senso la conoscenza dei sentimenti nei medi e nei lievi può essere maggiore e il giudizio diventa più favorevole. La fascia di incertezza più alta rimane nei genitori, sintomo che per loro una valutazione complessiva sul fenomeno non è facile. Quando si entra nel merito della qualità dell’innamoramento, il numero di coloro che prendono sul serio l’innamorarsi di questi giovani cala drasticamente sia nel gruppo dei genitori che degli operatori.
Per quanto riguarda la vita di coppia tra persone disabili intellettive pare che la questione non abbia tanto peso per i gravi (le famiglie sono in disaccordo per 37%, gli operatori per il 66%). Si manifestano più possibilisti gli operatori nei casi lievi (in accordo al 59% verso un accordo delle famiglie al 19%). Coloro che ritengono possibile una vita di coppia tra disabili lievi raddoppiano, se alla coppia vengono garantiti aiuto e supporto. È evidente che questi giovani sono percepiti come portatori di diritti, ma non sufficientemente in grado di essere responsabili e autonomi. Quel che rimane chiaro, e il dibattito di sabato servirà a farlo emergere, è la necessità di risposte personalizzate e princìpi morali adattati a queste persone e le loro famiglie, i loro educatori.
Ciò che emerge complessivamente è che il diritto di essere amati per tutti indistintamente anche attraverso il sesso è un diritto facile da affermare, così come all’opposto è comprensibile ed evidente che negare la sfera “sessualità” nelle persone con disabilità intellettiva non porti al loro bene; sul come invece si possa aiutarli e comprendere e vivere questa sfera umana nel loro bene-essere diventa la vera sfida. Ciò che emerge dal questionario è proprio la consapevolezza nei familiari e negli operatori sulla criticità e complessità del problema, che non può essere risolta con soluzioni semplicistiche.
Per informazioni: www.ilnostrodomani.org
- Per approfondire il tema consulta la scheda del CRH sulle risorse on line e bibliografiche.
(Fonte: redattoresociale.it)
LA PERSONA DISABILE: PRESA IN CARICO, VITA AUTONOMA, SISTEMA DEI SERVIZI
È il titolo dell'interessante documento elaborato da un gruppo di associazioni del settore handicap della Lombardia, di estrazione laica e cattolica, all'indomani dell'Anno europeo delle persone con disabilità. Ci è stato cortesemente fornito dalla UILDM di Bergamo che ringraziamo.
Il documento è a cura del sociologo Damiano Previtali, e può essere richiesto in formato PDF allo sportello del CRH.
IMPRESA SOCIALE: IN VIGORE LE NUOVE NORME
Decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155 - Disciplina dell'impresa sociale, a norma della legge 13 giugno 2005, n. 118.
Consulta http://www.eius.it/normativa/2006/017.asp
(Fonte: newsletter sito eius.it)
SITO DI MATEMATICA PER NON VEDENTI
Accesso alla matematica “on-line” anche per i non-vedenti: il sito internet www.batmath.it creato dal docente Luciano Battaia del liceo “Grigoletti” di Pordenone, in tandem con la moglie Maddalena Falanga che insegna nel “Leopardi-Majorana”, entra nei “D-link” cioè i link per i disabili.
(Fonte: newsletter handitecno-INDIRE)
SEMPRE SUL FONDO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA
Fondo nazionale per la non autosufficienza. Ne sostiene la sua costituzione Antonio De Poli, Assessore alle politiche sociali della regione Veneto e Coordinatore delle politiche sociali della Conferenza delle regioni.
Il fondo servirà per affrontare le sfide poste dal nuovo welfare. ''Un fondo per la non autosufficienza - ha detto De Poli - che garantisca i diritti di tutte le persone in questa condizione rispetto ai percorsi di assistenza e tutela necessari. L'invecchiamento della popolazione e' strettamente connesso all'aumento delle patologie cronico-degenerative. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima per il nostro paese una attesa di vita con disabilitaà di circa 9 anni. A fronte di un contesto cosi' caratterizzato: invecchiamento - cronicità -disabilità - complessità, il sistema di welfare nazionale e delle Regioni e' chiamato a operare delle scelte. Questo quadro epidemiologico - ha aggiunto - prefigura uno scenario in cui le condizioni di cronicita', se non adeguatamente gestite, richiederanno nei prossimi anni un assorbimento di risorse tale da generare rilevanti problemi di sostenibilita' economica, non solo per il sistema pubblico, ma anche per i bilanci personali e familiari. Tenendo conto di questa prospettiva, ogni comunita' regionale dovra' ridisegnare il proprio sistema di protezione sociale in modo tale da garantire un'efficace risposta ai bisogni complessi, in particolare delle persone non autosufficienti. Bisognera' pensare a una riallocazione delle risorse con l'introduzione di nuovi sistemi di finanziamento, che sappiano coinvolgere l'intera comunita' nazionale. Da questo punto di vista - ha concluso De Poli - l'istituzione di un fondo per la non autosufficienza rappresenta una strategia vincente, prevista dalla programmazione nazionale e gia' sperimentata in altri paesi europei''.
Il Piano sanitario nazionale 2006-2008, recentemente approvato dalla Conferenza Unificata, ''crea le premesse per l'istituzione del Fondo nazionale per la non autosufficienza''. Ne e' convinto Filippo Palumbo, direttore generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute, che ha sottolineato come ''la disabilita' sia una elemento che caratterizza fortemente il Psn'', un piano dal quale si evince ''la volonta' di preservare e difendere il Sistema sanitario nazionale''.
''I tre elementi che maggiormente caratterizzano il Piano - ricorda Palumbo - ovvero prevenzione, riorganizzazione delle cure primarie e razionalizzazione dei percorsi di diagnosi e cura, sono strettamente legati al mondo della terza eta' e della disabilita' in generale. Ora bisogna fare in modo che un eventuale fondo non si traduca in semplici risorse aggiuntive, ma vada a fornire risposte oggettive alle esigenze di questo delicato ambito. Diventa percio' necessario fissare i livelli essenziali di assistenza (Lea) per la non autosufficienza, stimare, partendo proprio dai Lea, l'entita' del Fondo e decidere quali servizi andare a coprire attraverso di esso''.
(Fonte: newsletter regioni.it)
ATTIVITÀ EQUESTRE: CORSO DI FORMAZIONE
Venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 maggio 2006 l'AIASPORT ONLUS organizza l'annuale corso di formazione e aggiornamento: "Attività equestre per disabili:conoscere, capire, sperimentare...” rivolto a operatori sociali e volontari sull'attività equestre per persone disabili.
AIASPORT ONLUS, Via S. Margherita 16, 40123 Bologna, tel. 335.6583608. fax 051/6241338
aiasport@iperbole.bologna.it - www.imprese.com/aiasport
Referente: Dott.ssa M. Laura Tabacchi
(Fonte: AiaSport)
VACANZE ESTIVE: LO SPECIALE DI DISABILI.COM
Come ogni anno on line su disabili.com lo speciale sulle Vacanze: informazioni, telefoni, notizie
alla pagina http://www.disabili.com/content.asp?L=1&IdMen=289
Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante
