Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna - Percorsi e opportunità per le persone disabili e le loro famiglie
Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna
Percorsi e opportunitā per le persone disabili e le loro famiglie

BOLLETTINO MAIL DEL 16 DICEMBRE 2006

Consulta su www.handybo.it:


SOMMARIO


CHIUSURA PERIODO NATALIZIO SPORTELLI CRH E CAAD
Ricordiamo che gli sportelli CRH e CAAD sono chiusi nel periodo natalizio dal 23/12/06 al 05/01/07.
Per informazioni nel periodo 2-5 gennaio 2007 è possibile rivolgersi al numero 051/2193772.

DAL 1° GENNAIO VARIA L'ORARIO DEL CRH E DEL CAAD NELLA
GIORNATA DI GIOVEDÌ
Per rispondere alla sempre più alta affluenza negli orari mattutini, cambierà dal 1 gennaio 2007 l'orario dello sportello CRH nella giornata di giovedì. Invece che dalle 13,30 alle 16,30 il nuovo orario sarà dalle 9,30 alle 12,30.
Questo quindi il nuovo orario settimanale completo dal 1 gennaio 2007:
- Lunedì dalla 10 alle 13 solo sportello telefonico 051/402255
- Martedì dalle 9,30 alle 12,30, aperto al pubblico e telefonico 051/204353
- Mercoledì dalle 13,30 alle 16,30, aperto al pubblico e telefonico 051/204353
- Giovedì dalle 9,30 alle 12,30, aperto al pubblico e telefonico 051/204353
- Venerdì dalle 10 alle 13 solo sportello telefonico 051/402255
24/24h fax 051/2194354 e e-mail handybo@comune.bologna.it

UN CORSO DI HANDYLEX SU DIRITTI E DISABILITÀ
Il servizio HandyLex.org è noto ed usato ormai da un decennio dalla maggioranza degli operatori che si occupano, in ambito pubblico e privato, di disabilità. Il sito HandyLex.org, curato dal Centro per la documentazione legislativa dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, Direzione Nazionale, conta su migliaia di visitatori ogni giorno. Vi si trovano la quasi totalità delle norme nazionali in materia di disabilità, schede informative, aggiornamenti normativi. La costanza e l'accuratezza dell'attività nel tempo e la notevole quantità di materiali presenti, hanno reso il sito una fonte autorevole.
Negli ultimi anni, ripetutamente e soprattutto da parte degli operatori sociali pubblici e privati, giunge ad HandyLex.org una frequente domanda di formazione e aggiornamento.
Spinto da questa domanda, HandyLex.org organizza un Percorso di aggiornamento per operatori sociali, dal titolo "Disabilità e Diritti", (Padova, 1, 8, 14 febbraio 2007).
Con questo primo percorso di aggiornamento, HandyLex.org risponde a questa esigenza, proponendo oltre a tre giornate di incontro (1, 8, 14 febbraio 2007), alcuni nuovi servizi, riservati ai soli partecipanti, utili nel quotidiano operare di ciascuno. HandyLex.org aprirà infatti l'area riservata presente nel proprio sito che contiene ulteriori strumenti operativi e informativi.
Grande attenzione viene riservata, oltre ai contenuti, agli aspetti didattici che possano migliorare l'esposizione da parte dei relatori e l'assimilazione da parte dei partecipanti.
Date le peculiarità didattiche, il percorso di aggiornamento è riservato ad un numero chiuso di 25 partecipanti. La data ultima per l'iscrizione al corso è fissata per il giorno 10 gennaio 2007, salvo che il limite dei partecipanti non venga raggiunto precedentemente.
Nel sito www.handylex.org è possibile scaricare il programma del corso e i relativi moduli per l'iscrizione.
(Fonte: newsletter handylex.org)

PAGINE INFORMATIVE SULLE VARIE TIPOLOGIE DI DEFICIT NEI SITI DEI CENTRI DOCUMENTAZIONE HANDICAP
Nell'ambito del progetto della Rete regionale dei centri di documentazione per l'integrazione (CDI-CDH), da alcuni anni si sta sviluppando il progetto "Adozione del deficit" di sviluppo di siti o pagine informative dedicate alle varie tipologie di deficit. Informazioni non tanto o solo di carattere medico-riabilitativo, ma più ad orientamento bio-psico-sociale.
I tre centri documentazione operanti nel territorio bolognese hanno affronato i temi:
- Laboratorio di Formazione e documentazione Settore Istruzione del Comune di Bologna - Deficit motorio,
- Centro di documentazione e informazione integrazione Comuni di Bazzano, Crespellano, Monteveglio, Monte San Pietro - Disturbi dell'udito;
- Associazione CDH Centro documentazione handicap - Paralisi cerebrali infantili.

ICF E INFANZIA
L'Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica la prima classificazione della disabilità e della salute (ICF-CY) applicabile ai bambini di tutto il mondo.
Per capire l'importanza di questa iniziativa, facciamo un passo indietro. Chi lavora a contatto con la disabilità sa che esiste un documento dell'OMS detto ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health), in cui la disabilità viene intesa come la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali e i fattori ambientali in cui egli vive. Ne consegue che ogni individuo, date le proprie condizioni di salute, può trovarsi in un ambiente con caratteristiche che possono limitare o restringere le proprie capacità funzionali e di partecipazione sociale. L'ICF, correlando la condizione di salute con l'ambiente, promuove un metodo di misurazione della salute, delle capacità e delle difficoltà nella realizzazione di attività che permette di individuare gli ostacoli da rimuovere o gli interventi da effettuare perché l'individuo possa raggiungere il massimo della propria auto-realizzazione. In tal senso l'ICF non riguarda solo le persone con disabilità ma tutte le persone proprio perché fornisce informazioni che descrivono il funzionamento umano e le sue restrizioni.
Ora, per la prima volta, l'Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica la Classificazione del Funzionamento, della disabilità e della salute da applicare a bambini e adolescenti (ICF-CY) di tutto il mondo. Si tratta della prima classificazione derivata direttamente dall'ICF del 2001.
Nel mondo, sia nei paesi più progrediti che in quelli in via di sviluppo, i diritti dei bambini e soprattutto dei bambini con disabilità possono essere – e spesso sono – calpestati in vari modi: mancanza di cure, abbandono, sfruttamento, discriminazione e mancato accesso ai servizi e all'assistenza.
L'ICF-CY fornisce un linguaggio comune per la definizione dei bisogni dei bambini e delle barriere ambientali che essi incontrano, consentendo di evidenziare il loro diritto a ricevere protezione, accesso alle cure, istruzione e servizi.
Sino a oggi ogni Nazione applicava parametri diversi anche per classificare le stesse disabilità, offrendo così risposte e soluzioni non omogenee.
L'ICF-CY potrà promuovere la salute, lo sviluppo e il benessere dei bambini e degli adolescenti attraverso pratiche, politiche e ricerche che si avvarranno di una struttura concettuale e un linguaggio comuni e condivisi.
L'équipe e il progetto di ricerca
Lo sviluppo dell'ICF-CY è avvenuto nell'arco di 5 anni di ricerche ed è stato organizzato e coordinato da un gruppo di lavoro dell'OMS composto da Rune J. Simeonsson, Matilde Leonardi (Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Besta, Milano), Eva Bjork Akesson, Huib Ten Napel, Judith Hollenweger, Don Lollar e Andrea Martinuzzi (IRCCS "E. Medea" - La Nostra Famiglia, Polo Veneto), in collaborazione con professionisti, genitori, funzionari governativi e ONG di 18 Paesi in tutti i continenti (Australia, Brasile, Cina, Egitto, Germania, Italia, Giappone, Kuwait, Macedonia, Messico, Russia, Sudan, Sud Africa, Svizzera, Svezia, Tailandia, USA e Zambia).
Il risultato raggiunto (è rivoluzionario che Paesi con situazioni così diverse siano riuscite a trovare un accordo che mette il bambino con disabilità al centro di una riflessione complessa) è quindi frutto di un lungo lavoro di ricerca e coordinamento ed è stato finanziato dal National Center on Birth Defects and Developmental Disabilities (Centro Nazionale per i Difetti della Nascita e le Anomalie dello Sviluppo) del Centers for Disease Control and Prevention (CDC, Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie), USA.
La presentazione di ICF-CY è avvenuta a Venezia nel mese di ottobre durante una Conferenza mondiale di lancio dello strumento OMS, che vede l'Italia – con il supporto della Regione Veneto – promotrice di un approccio nuovo in cui si possa progettare per il bambino un ambiente senza barriere e in cui i suoi diritti siano rispettati.
Per informazioni
IRCCS "E. Medea" - Associazione La Nostra Famiglia, Cristina Trombetti, Tel/fax 031/877384 - E-mail: UFSTAMPA@BP.LNF.IT - www.emedea.it
(Fonte: Bandieragialla.it)

PINACOTECA ACCESSIBILE
La Pinacoteca Nazionale di Bologna apre le porte alle persone con disabilità. E i celebri dipinti dei Carracci, Guido Reni e Guercino da oggi diventano accessibili. È stato inaugurato ieri nel museo un nuovo percorso "a misura di sedia a ruote", realizzato grazie ai fondi del gioco del Lotto destinati ai Beni culturali. A Bologna sono arrivati 170mila euro, che hanno permesso intanto di collocare una rampa e una porta scorrevole all'ingresso della Pinacoteca, per facilitare l'accesso autonomo delle persone con disabilità, e di cambiare il vecchio ascensore con un nuovo modello più capiente. "Ora finalmente - dice il soprintendente Franco Faranda - si possono superare agevolmente i gradini dell'ingresso e raggiungere sale prima non accessibili, come il Corridoio del Trecento e la stanza dei Carracci. Un museo non può escludere: deve saper integrare i visitatori, adattarsi alle loro esigenze e non viceversa. I lavori sono stati fatti rispettando la struttura dell'edificio: e questa ristrutturazione è solo un primo passo".
Il progetto, infatti, prevede anche di allestire dispositivi per la lettura delle opere d'arte al tatto, rivolti ad ipovedenti o non vedenti. E già ieri, in occasione dell'inaugurazione del percorso, sono state condotte due visite guidate per diciotto persone non udenti con un interprete Lis. Facilitazioni che rendono godibile a tutti la bella mostra nazionale su Annibale Carracci, in corso in questo periodo in Pinacoteca (chiuderà il 7 gennaio). "Speriamo di poter proseguire le visite guidate con il linguaggio dei segni con periodicità regolare - dice Anna Stanzani, responsabile dei Servizi educativi del museo - e stiamo lavorando in questo senso in accordo con l'Ente nazionale sordi di Bologna. In programma c'è anche una maggiore accessibilità del sito web della Pinacoteca, dove contiamo di inserire una trentina di schede sui dipinti più importanti della collezione fruibili anche da persone con disabilità, e un filmato video realizzato con il linguaggio dei segni".
(Fonte: Superabile.it)

DISABILITÀ E OMOSESSUALITÀ
Prende il via la ricerca "Omo-disabilità - Quale il rapporto tra omosessualità e disabilità?", coordinata da Arcigay, con la collaborazione del Centro Bolognese di Terapia della Famiglia, dell'Associazione Centro Documentazione Handicap di Bologna e di Handygay di Roma.
L'indagine vuole mettere in luce l'esistenza delle persone gay, lesbiche e bisessuali (GLB) che abbiano anche una disabilità, ed evidenziare sia le problematiche sia le risorse di questa minoranza.
Chi sono e come vivono le persone gay, lesbiche e bisessuali con disabilità? Qual è il loro grado di accettazione in famiglia, tra gli amici, da parte di organizzazioni ed operatori professionali specifici del settore della disabilità, e da parte di organizzazioni e volontari GLB? Le associazioni GLB e quelle che si occupano di disabilità sono preparate ad accogliere persone GLB con disabilità? Quali le difficoltà nella propria vita affettiva e sessuale?
"La ricerca nasce dall'esigenza e dalla volontà di sottolineare eventuali doppi pregiudizi e doppie discriminazioni, le difficoltà specifiche, le risorse, i percorsi di integrazione attivati, le richieste, i bisogni, le aspettative", racconta Raffaele Lelleri, Responsabile nazionale Salute di Arcigay. "Per farlo, desideriamo realizzare una serie di interviste semi-strutturate (e possibilmente videoregistrate) a persone della comunità GLB con disabilità".
L'équipe cerca quindi almeno una decina di persone gay, lesbiche e bisessuali con disabilità disposte a raccontarsi, in tutto il territorio nazionale. Si garantisce il rispetto della privacy (verranno resi noti solo il nome proprio o il nick, l'età e la regione di domicilio).
I risultati della ricerca serviranno, in fasi successive, a produrre materiali di documentazione e divulgazione, al fine di sensibilizzare sia il mondo delle associazioni GLB sia quello delle associazioni che si occupano di disabilità.
Alcuni risultati verranno inoltre presentati al convegno annuale delle Scuole di psicoterapia sistemico-relazionale del circuito del Centro Bolognese di Terapia della Famiglia, previsto per fine ottobre 2006.
Le persone GLB con disabilità disposte a farsi intervistare possono contattare:
il numero 348/516.70.91 (ore pasti; oppure lasciare un messaggio in segreteria)
o scrivere a omodisabili@libero.it
(Fonte: Bandieragialla.it)

LE CONTROVERSIE SULLA IDONEITÀ O MENO AL LAVORO SONO COMPETENZA DEL GIUDICE ORDINARIO
Corte di cassazione, sezioni unite civili, 23 novembre 2006, n. 24862 - Le controversie in materia di accertamento della possibilità di inserimento del disabile in un determinato contesto lavorativo, ai sensi dell'art. 10, comma 3, L. 68/1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), promosse sia dal lavoratore sia dal datore di lavoro, investendo un atto di certazione della commissione medica di cui all'art. 1, commi 1 e 8, L. 295/1990, con riflessi sul diritto soggettivo alla stabilità del collocamento obbligatorio, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.
http://www.eius.it/giurisprudenza/2006/134.asp
(Fonte: newsletter Eius)

FONDO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA IN EMILIA-ROMAGNA
Nel 2007 al welfare regionale andranno 200 milioni di euro di risorse aggiuntive per i servizi dedicati alle persone non autosufficienti e per sostenere un Servizio sanitario regionale di eccellenza sul fronte della qualità, dell´innovazione, del territorio. Questo prevede il bilancio 2007 della Regione Emilia-Romagna (entrate e uscite per 15,5 miliardi di euro, 48 milioni il contenimento di spese correnti concentrato su oneri finanziari, personale, consulenze, spese economali e altre spese di funzionamento dell´Ente) che destina al welfare, ma anche alla qualità del lavoro e dello sviluppo economico, un totale di 240 milioni di euro di risorse aggiuntive derivanti dalla prevista manovra fiscale (per approfondire, vedi il comunicato stampa della Giunta regionale).
L'Assessore alle politiche per la salute Giovanni Bissoni, intervenuto assieme al vicepresidente e assessore al bilancio Flavio Delbono e al sottosegretario alla presidenza Alfredo Bertelli, all'incontro con i giornalisti tenutosi in viale Aldo Moro 52 per illustrare il bilancio 2007, il bilancio poliennale 2007 - 2009, il documento di programmazione economico finanziaria regionale, ha illustrato la destinazione delle risorse per il settore socio-sanitario.
Bissoni ha richiamato il patto per la salute sottoscritto nell'ottobre scorso tra Regioni e Governo "un buon patto che aumenta le risorse del fondo sanitario nazionale (da 90 miliardi + 1 nel 2006 a 96 miliardi più 1 nel 2007),  e prevede altri 2 miliardi per il ripiano dei disavanzi" ma che non può risolvere tutti i problemi, derivanti in particolare dalla sottostima del fondo per il 2006, "un anno nero come non si vedeva da tanto tempo" con  una spesa di 101 miliardi (sui 91 del fondo) in parte colmata da entrate straordinarie delle Regioni. I duecento milioni di euro derivanti dalla manovra fiscale  saranno in particolare destinati  al fondo regionale per la non autosufficienza (100 milioni), al miglioramento dei servizi e al perseguimento dell´equilibrio di bilancio per il prossimo triennio (100 milioni) "in modo da  non strozzare la sanità nel 2007, nel 2008, nel 2009".
- Il fondo regionale per la non autosufficienza
Con riferimento alle risorse destinate al Fondo per la non autosufficienza, l'assessore Bissoni ha  ricordato che l'Emilia-Romagna è, dopo la Liguria, la Regione "più vecchia d´Italia" considerando la popolazione con più di 65 anni, "un dato che però va scomposto": quello che rileva, ha osservato Bissoni sono i "grandi vecchi", la popolazione over80 (270.000 in totale in Emilia-Romagna), dove si concentra un bisogno assistenziale sempre più forte.
In Emilia-Romagna la rete dei servizi per gli anziani è consistente: 14800 posti in strutture residenziali, 2500 posti in centri diurni, 28,5 milioni di euro per 18000 assegni di cura, 60000 persone anziane assistite a domicilio, ma le risposte non sono sufficienti rispetto ai bisogni.
I 100 milioni di euro di risorse aggiuntive per la non autosufficienza  "non sono destinati a finanziare l'assistenza sanitaria la quale è già finanziata dal fondo sanitario regionale" ma sono invece destinati alla "alta integrazione sociosanitaria". 
Dunque le risorse dovranno servire per potenziare la rete dei servizi (in particolare la domiciliarità essendo la rete delle residenze già a un buon livello), per contenere la compartecipazione dei cittadini alle spese "alberghiere" nelle residenze (che deve essere in relazione alla capacità di reddito delle famiglie), e per riconoscere le forme di autorganizzazione che le famiglie si sono date. 
Il rafforzamento dei servizi è possibile perchè nella nostra regione, ha spiegato Bissoni,  "è stato costruito un modello di servizi a rete basato su una fortissima integrazione con le reti del volontariato" e tra i livelli istituzionali regionali e locali.
Entro i primi due mesi del prossimo anno saranno emanati precisi indirizzi  territorio per territorio definiti nella Cabina di regia (luogo di definizione delle politiche sociali e sanitarie che riunisce Regione e Enti locali) e concordati con le parti sociali. L'ambito di riferimento saranno i Distretti e i Piani di zona.
Le risorse complessive a disposizione del fondo regionale per la non autosufficienza per il 2007, grazie ai 100 milioni previsti con questa manovra, ammonteranno a 300 milioni di euro
(Fonte: newsletter saluter.it)

ORIENTAMENTO DELLE REGIONI IN MATERIA DI PRESTAZIONI SOCIO SANITARIE ALLE PERSONE DISABILI.  INTERESSANTE CONTRIBUTO DELLA RIVISTA APPUNTI
Finalizzate a soddisfare, mediante percorsi assistenziali integrati, i bisogni di salute dei cittadini, le prestazioni socio-sanitarie hanno un costo ripartito per enti erogatori secondo le linee fissate dalla legislazione in materia (D.Lgs. 19/6/1999 n.229, DPCM 14/2/2001, DPCM 29/11/2001). L'articolo, con l'ausilio di tabelle, analizza la normativa regionale in materia di finanziamento dei servizi socio-sanitari (domiciliari, diurni e residenziali) rivolti a persone disabili, soffermandosi sugli orientamenti prevalenti. Dall'analisi emergono le diverse scelte delle regioni italiani con la tendenza di trasferire sul fondo sociale anche interventi di natura intensiva ed estensiva di competenza della sanità.
Pesaresi Franco, "Chi paga per l'assistenza socio-sanitaria ai disabili? L'orientamento delle Regioni", Appunti, 5-2006, pag. 8-16 - Info: Redazione Appunti
(Fonte: newsletter Centro Maderna)

DAL 2002 AL 2006 PIÙ CHE RADDOPPIATI I SERVIZI INFORMAHANDICAP IN ITALIA. UN ARCHIVIO COMPLETO NEL SITO HANDYBO.IT ED UN APPROFONDIMENTO SULLA RIVISTA AUTONOMIE LOCALI E SERVIZI SOCIALI
Erano 29 nel 2002, quando il Centro risorse handicap del Comune di Bologna ne fece il primo censimento in occasione del convegno "I servizi Informahandicap in Italia". Ora a distanza di quattro anni sono diventati 70, con un aumento del 141%.
Questi i dati che emergono dall'aggiornamento della banca dati dei Servizi Informahandicap italiani presente in questo sito.
La Regione con più servizi di questo tipo rimane sempre il Piemonte con 20 sportelli, seguita dal Veneto con 12 e dall'Emilia-Romagna con 9.
"Fermento" in Toscana dove hanno aperto negli ultimi anni ben 6 sportelli e altri se ne annunciano.
Anche in tutte le regioni meridionali, salvo la Sardegna, si è attivata almeno una esperienza del genere.è venuto dall'anno euroeo della persona disabile (2003) durante il quale molte amministrazioni locali hanno progettato e in parte avviato svariate esperienze di carattere informativo rivolte alla disabilità: alcune sono rimaste al palo, altre si sono concretate in pagine web nei siti di queste amministazioni dedicate ad alcune tematiche di largo interesse (contributi abbattimento barriere, agevolazioni fiscali, permessi lavorativi per genitori...), altre ancora hanno dato vita ad esperienze di sportelli informativi.
Rispetto a queste esperienze, ma anche a quelle preesistenti,  sarebbe interessante poter avviare una qualche riflessione sulle caratteristiche operative e sui dati di affluenza perchè la loro apertura non sia un momento di arrivo, ma soprattutto di partenza, e quindi stimoli ulteriore capacità di riflessiione sul proprio lavoro e di innovazione.
Esistono dati riferiti ad un territorio provinciale in cui i tre sportelli formalmente presenti hanno complessivamente raccolto 60 utenti in un anno e di un altro Irformahandicap di un popoloso comune limitrofo ad una grande città, dotata anch'esso di un servizio analogo, che ne ha raccolti poco più di cento.
Non parrebbe del tutto insensata una capacità di collaborazione nei territori, tesa ad evitare duplicazioni di servizi, ma al contrario di integrare le risorse territoriali anche per il fatto che il target di riferimento dei servizi Informahandicap è più o meno il medesimo (persone disabili adulte e loro famiglie, circa il 50% dell'utenza) come i temi più gettonati (barriere, ausili, trasporti, agevolazioni fiscali, permessi lavorativi legge 104)
"L'efficacia dell' Informahandicap sta nel suo essere un servizio locale, legato alle fonti informative preesistenti, ai servizi sociali e alle esigenze di una comunità definita territorialmente. Non si tratta di un'ovvietà, dal momento che non pochi servizi informativi sulla disabilità  in ambito web sono nati e si sono sviluppati come nazionali, e data la loro alta qualità  si potrebbe pensare che un portale web o un numero verde nazionali potrebbero garantire tutte le informazioni utili al cittadino con disabilità. Ma se l' Informahandicap è interfaccia da e per una rete di servizi che non può non essere locale (basti pensare al raccordo con il terzo settore, che raramente ha ingenti dimensioni operative), diventa necessario collocarlo a questo livello... l' ambito provinciale è quello più indicato".
Queste ed altre riflessioni sono oggetto anche di una articolo, curato da M.Rubbi ed A.Pancaldi, che la rivista Autonomie locali e servizi sociali ha dedicato al tema nel n.1 del 2006, affrontando i nodi dello sviluppo della informazione sociale in Italia, delle fascie di popolazione disabile che tuttora permangono al di fuori dei circuiti informativi, della dimensione territorale della informazione sociale ed infine del rapporto tra i servizi Informahandicap e gli Sportelli sociali previsti dalla legge 328/00.
Su www.handybo.it sono disponibili:
- l'archivio dei servizi Informahandicap
- materiali di approfondimento sui Servizi Informahandicap
Autonomie locali e servizi sociali è una rivista Il Mulino.

INFORMAHANDICAP. UNA GUIDA A PRATO
È stata pubblicata la guida "Altrabilità. Servizi, dati, informazioni per i disabili e non solo, nella provincia di Prato", promossa dall'associazione Il Geranio.
La guida, curata dalla cooperativa sociale Accaparlante, è strutturata in quattro capitoli che forniscono un quadro complessivo dei diritti e delle opportunità offerte dalle leggi sull'handicap, nazionali e locali e illustrano i principali servizi, del pubblico e del privato sociale, rivolti alle persone disabili residenti nel territorio di Prato e provincia, e i bisogni informativi dei disabili pratesi.
L'obiettivo principale è quello di valorizzare, attraverso una corretta informazione, le tante risorse, del pubblico e del privato sociale, presenti sul territorio pratese, rendendole maggiormente accessibili, unitarie e fruibili. Alla base di progetto, che vuole essere un punto di partenza per l'apertura di un futuro "Sportello Informahandicap", c'è l'idea che una corretta informazione rappresenti uno strumento fondamentale per mettere la persona, disabile o meno, "al centro", rendendola partecipe dei suoi diritti e delle sue opportunità.
Per ulteriori informazioni e per ricevere gratuitamente la guida: info@ilgeranio.eu
(Fonte: associazione Il Geranio)

ANCORA SULLA PARTECIPAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI ALLE GITE SCOLASTICHE
A richiesta riproponiamo tutte le informazioni utili.
- dove reperire pullman attrezzati:
http://www.mobilita.com/rivista/322004/busgt.htm
http://www.bus.it/disabili.htm
- schede informative sulla normativa e prassi in materia:
http://www.edscuola.it/archivio/handicap/hfaq_gita.html
http://www.edscuola.it/archivio/handicap/diritto_alle_gite_scolastiche.htm
http://suv.comune.fe.it/index.phtml?id=1569

TEMPI RIDOTTI PER ACCERTAMENTO INVALIDITÀ NEI CITTADINI CON PATOLOGIE ONCOLOGICHE
5 giorni per l'accertamento dell'invalidità civile e dell'handicap per i cittadini affetti da patologie oncologiche e benefici economici entro 90 giorni: sono i tempi, rapidi e certi, nei quali l'Azienda Usl di Bologna, il Comune di Bologna e l'INPS garantiscono la piena applicazione, tra le prime esperienze in Italia, della nuova normativa introdotta dalla legge 80 dello scorso marzo.
Un progetto sperimentale, che ha l'obiettivo di riconoscere i benefici economici ai cittadini aventi diritto nel momento del loro massimo bisogno, avviato lo scorso giugno, elaborato e gestito da Andrea Minarini e Giorgio Trotta rispettivamente coordinatore dell'Area del Rischio e Direttore Giuridico Amministrativo Risk Management dell'Azienda USL di Bologna.
Il progetto ha già interessato 1206 cittadini, accolti dalle commissioni sanitarie dell'Azienda Usl di Bologna entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta di visita. Il 14% delle visite è avvenuto presso il domicilio del cittadino. L'esito viene consegnato al cittadino subito dopo la visita, in modo da poter proseguire il breve iter burocratico che lo porterà ad ottenere i benefici economici da parte dell'INPS entro 3 mesi. Copia legale dell'esito, inoltre, viene inviata entro 72 ore all'Ufficio Invalidità Civile del Comune di Bologna per gli adempimenti relativi agli aspetti economici connessi al riconoscimento dell'invalidità.
Un progetto che, oltre ad una riorganizzazione delle commissioni sanitarie e ad una facilitazione e semplificazione dei percorsi di accesso, ha visto la fattiva adesione dell'Ufficio Invalidi del Comune di Bologna e della sede bolognese dell'INPS, e il pieno coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, del Tribunale dei Diritti del Malato e delle altre Associazioni dei cittadini, impegnati nella capillare diffusione dell'informazione relativa alle nuove procedure per l'accertamento di invalidità civile/handicap causata da patologie oncologiche.
Nuove procedure che hanno consentito anche un miglioramento dell'attività complessiva delle commissioni sanitarie dell'Azienda Usl di Bologna, la cui attività ha registrato un incremento di visite effettuate, di oltre il 28%: quasi 3000 sono infatti le visite in più, effettuate nel primo semestre di quest'anno, rispetto ai primi sei mesi del 2005 (12.983 contro 10.106).
(Fonte: newsletter saluter.it)

NASCE A BOLOGNA UN CENTRO PER LA CURA DELLA NEUROFIBROMATOSI
Nasce a Bologna un ambulatorio per i pazienti affetti da malattie rare. E in particolare dalla neurofibromatosi, morbo di natura genetica che colpisce in Italia circa 20.000 persone e continua a manifestarsi al ritmo di un nuovo caso ogni 3.000 bambini nati. La struttura, la prima di questo genere nel nostro Paese, è stata aperta all'Ospedale Maggiore ed è diretta dal dottor Giuseppe Gobbi. Malati e famiglie possono trovarvi uno spazio per avere informazioni su terapie e stato delle ricerche scientifiche sulla patologia, per la quale non esiste al momento una cura: nella sua forma più grave la malattia causa la formazione di neurofibromi, tumori dei nervi sui quali si può intervenire solo chirurgicamente. Responsabile del nuovo ambulatorio è Simona Giovannini, giovane medico che ha condotto ricerche in Inghilterra e da qualche anno ha concentrato i suoi studi sulla neurofibromatosi.
L'avvio di questo ambulatorio - dice la Giovannini ­ è un primo importante risultatto ottenuto grazie alla battaglia dell'associazione "Io ci sono", che raccoglie fondi per la ricerca e in pochissimo tempo ha fatto grandi passi avanti.
Fondata da Erminia Vacca, madre di una ragazzina colpita da neurofibromatosi, l'associazione bolognese ha progetti anche più ambiziosi: dopo l'ambulatorio, l'apertura futura di un centro di accoglienza e conforto per le famiglie dei malati, che sono costretti a lunghi e ripetuti cicli di esami diagnostici.
(Fonte: redattoresociale.it)

APPROVATO IL RIPARTO DEL FONDO SOCIALE REGIONALE
La Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato il riparto delle risorse del fondo sociale regionale 2006 relativo al programma di interventi da realizzare nel 2007: si tratta di oltre 75 milioni di euro da ripartire tra i Comuni e le Province per il rafforzamento della rete dei servizi sociali e socio-sanitari dedicati all'infanzia, ai giovani, alle famiglie, alle persone non autosufficienti, alle persone con disabilità, agli immigrati,   e per lo sviluppo del governo integrato delle politiche sociali e sanitarie attraverso il sostegno agli Uffici di Piano (strutture di supporto dei Comuni e delle Aziende Usl  per la realizzazione dei "Piani di zona", i piani di programmazione e realizzazione di politiche sociali e socio-sanitarie in ambiti territoriali definiti, corrispondenti ai Distretti).
Il programma è stato messo a punto in sede di "cabina di regia", il tavolo regionale a cui partecipano gli Amministratori regionali e locali della sanità e del sociale istituito per la definizione di politiche sociali e sanitarie integrate e per il confronto con le Organizzazioni sindacali e la Conferenza del III settore.
Le risorse provengono dal fondo sociale nazionale (oltre 55 milioni di euro, più 30% rispetto al 2005 grazie a finanziamenti decisi con il "decreto Bersani" del luglio scorso) e dal fondo sociale regionale (quasi 20 milioni di euro, il del 13% in più rispetto al 2005).
Degli oltre 75 milioni complessivi, 31 sono destinati ai Comuni per il rafforzamento della rete di servizi sociali e 2,2 sono destinati alle Province per il coordinamento, il supporto e il monitoraggio dei programmi di intervento comunali.
I restanti 42 milioni sono sempre destinati a Comuni ma per interventi finalizzati da realizzarsi nell'ambito dei "Piani di zona".
In particolare:
- 2 milioni per il rafforzamento degli Uffici di Piano;
- oltre 7 milioni per anziani e disabili, di cui 4 finalizzati ad integrare le risorse per l'assegno di cura destinato a familiari che assistono a casa persone non autosufficienti (altri interventi:contributi per modifiche alle abitazioni e ai mezzi di guida per i disabili,  interventi contro la  solitudine e l'isolamento);
- 1,6 milioni per programmi di interventi  per la promozione del benessere dei giovani, per la prevenzione dell'uso di sostanze stupefacenti, per  la cura e il  recupero di giovani con dipendenza;
- 22 milioni per interventi a sostegno della famiglia, dell'infanzia e dell'adolescenza, di cui oltre 16 milioni per il rafforzamento dei servizi per l'infanzia (nidi, centri per bambini e genitori, spazi bambini, educatori familiari e domiciliari, sostegno per l'affido e l'adozione);
- 3,6 milioni per la popolazione immigrata (sostegno agli interventi e ai servizi di accoglienza, corsi di lingua, progetti di integrazione nella scuola, mediazione culturale, lotta alla prostituzione e allo sfruttamento);
- 2,8 milioni per la lotta alla esclusione sociale e alla povertà (con interventi per l'abitazione, di sostegno del reddito, sostegni per i senza fissa dimora e per i carcerati).

FONDAZIONE DOPO DI NOI BOLOGNA: FIRMATA LA "DICHIARAZIONE D'IMPEGNO SUL TEMA DELLA PROTEZIONE GIURIDICA"
Cinque differenti enti hanno dato origine ad un nuovo soggetto informale denominato Fondazioni in Rete:
Associazione Oltre Noi… la Vita – Milano
Fondazione Idea Vita – Milano
Fondazione Don Giovanni Calabria – Verona
Fondazione Futuro Insieme – Legnago
Fondazione Dopo di Noi Bologna – Bologna
Si tratta perlopiù di Fondazioni che hanno in comune la finalità di realizzare esperienze e servizi a favore di persone con disabilità, nella particolare prospettiva di una loro vita adulta. Insieme hanno avviato un percorso di confronto e di analisi riferito a specifiche problematiche connesse alla vita adulta ed al "durante e dopo di noi" delle persone con disabilità.
Riguardo il tema della Protezione e della Rappresentatività Giuridica delle persone con disabilità, Fondazioni in Rete ha elaborato alcune linee guida riassunte nel documento "Dichiarazione di Impegno sul tema della Protezione Giuridica", sottoscritto dalle cinque organizzazioni.
Il documento può essere richiesto alla Fondazione Dopo di Noi Bologna onlus:
e-mail info@dopodinoi.org – telefono 051 5873837, e può anche essere scaricato direttamente dal sito della stessa Fondazione in formato PDF.
(Fonte: Fondazione Dopo di Noi)

SULLA SCENA DELLA DIVERSITA'
A seguito della monografia "Sulla scena della diversità", pubblicata sul numero 2 del 2006 della rivista HP-Accaparlante, l'autore, Nicola Pianzola, presenterà il suo lavoro di ricerca artistica e di indagine su teatro e handicap a Bologna e provincia nel corso di una conferenza-spettacolo che si terrà il 20 dicembre prossimo alle 21.30 presso la sala consiliare "Falcone e Borsellino" del Centro Civico Quartiere Reno, che patrocina l'evento (via Battindarno 123, Bologna).
La serata proporrà interventi di lavoro pratico, testimonianze, video, performance e frammenti di spettacoli delle realtà più importanti (associazioni, cooperative e organizzazioni di volontariato) che operano nell'ambito del teatro con persone disabili nel territorio di Bologna.
In dettaglio, il programma prevede quattro momenti:
- "Sulla scena della diversità. Percorsi di ricerca teatrale con persone in situazione di handicap": Nicola Pianzola, attore e pedagogo teatrale, presenterà l'esperienza del laboratorio teatrale del Centro 21 e i risultati dell'analisi di tutte le iniziative di teatro o danza rivolte a persone disabili nel territorio di Bologna e provincia;
- "Danzando in un Azzurro Prato": testimonianze video dell'esperienza di Azzurro Prato, del centro Musiké di Bologna;
- Frammenti tratti dallo spettacolo poetico-musicale "Sirene" di Antonietta Laterza, direttrice dell'associazione Sirena project e direttrice artistica del festival Superabili Celebration;
- "Angeli", "Il piede dell'elefante": testimonianze e interventi di lavoro a cura dell'associazione Stamina.
Per Informazioni: Flavia Corradetti, Tel: 051/6415005.

Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante