
(prima parte)
a cura di Devis Trioschi
Con la collaborazione di Stefano Martinuzzi e Viviana Brandan
(Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico di Bologna)
La camera da letto e’ un ambiente che spesso necessita di poche modifiche strutturali, pero’, nel caso di disabilita’ molto gravi, puo’ diventare l’ambiente della casa piu’ vissuto, per cui e’ fondamentale prestare attenzione alla disposizione e alla tipologia degli arredi.
Il letto e’ elemento principale della camera e richiede attente valutazioni: deve essere comodo e adatto alle esigenze dell’utilizzatore e degli eventuali assistenti. Se una persona richiede una totale assistenza nelle procedure igieniche (spesso una parte e’ effettuata a letto), nella vestizione/svestizione, nei trasferimenti e nei cambi posturali, la scelta del letto e’ bene che preveda di facilitare questi compiti: un modello ad altezza variabile, con una rete elettrica articolata a 3 snodi ed una piazza e mezzo invece che una sola, potrebbero agevolare notevolmente i care giver.
Il letto ad altezza variabile e’ solo una componente del confort ambientale che si riallaccia al significato piu’ ampio di ergonomia: il gesto deve essere compatibile con la struttura fisica e la situazione posturale di chi assiste deve essere la piu’ economica possibile. Per esempio non si pensa mai in quali condizioni si inserisce l’imbragatura del sollevatore, se si effettua questa operazione in una posizione scomoda si annullano in parte i vantaggi che lo strumento fornisce; inoltre, assistere una persona allettata a 50 cm oppure a 80-90 cm di altezza e’ completamente diverso in termini di affaticamento.
Come anticipato, avere a disposizione una piazza e mezzo e’ sicuramente utile per quelle persone che riescono a girarsi autonomamente solo “facendo perno” sul fianco e quindi ruotando: con un letto ad una piazza e mezzo potrebbero gestire i cambi posturali in sicurezza senza avvicinarsi troppo al bordo del letto (v. immagine). Per lo stesso motivo facilita il compito dei care giver per le persone che richiedono una completa assistenza nei cambi posturali.
Prima di procedere con le caratteristiche del letto, vogliamo sottolineare come questo elemento singolo, ad una piazza e mezzo o matrimoniale, essendo l’arredo fondamentale e forse piu’ ingombrante della stanza, va posizionato in modo da lasciare libere superfici sufficienti per gli spostamenti e le manovre. L’ideale sarebbe poter disporre di almeno un punto della stanza in cui poter effettuare una rotazione di 180° (lo spazio richiesto dipende dalla carrozzina e dall’abilita’ di manovra, in genere non e’ inferiore ad un cerchio di 120 cm di diametro, ma le manovre combinate riducono ulteriormente gli ingombri).
Come accennato, il letto deve essere confortevole per garantire una buona qualita’ del sonno e per svolgere questa funzione deve permettere il mantenimento di una postura corretta durante la notte rispettando le curve naturali della colonna vertebrale. Questi benefici dipendono da due elementi che devono lavorare congiuntamente: la rete ed il materasso.
E’ importante sceglierli attentamente entrambi, valutando la posizione in cui si dorme solitamente, il peso, la statura e il sesso. Esistono varie tipologie di materassi, a seconda dei materiali ricordiamo quelli a molle insacchettate, in poliuretano, in lattice, multistrato ... Una delle soluzioni spesso indicate e’ il materasso in lattice che, oltre ad essere anallergico, e’ correttamente areato ed ha una buona modellabilita’, adeguandosi perfettamente ai movimenti delle reti articolate. Per quanto riguarda le reti consigliamo quelle a doghe, segnaliamo anche modelli in cui le doghe sono completate da piastre in grado di basculare in ogni direzione, con un grado di rigidita’ diverso per spalle, dorso, bacino, per reagire in modo indipendente ad ogni movimento, adattandosi al peso e alla conformazione fisica di chi le usa (v. immagine). Prima abbiamo accennato alle reti articolate: questi strumenti permettono d’inclinare separatamente le parti del letto, sicuramente i modelli da preferire sono quelli elettrici azionabili da telecomando: oltre ad agevolare l’assistenza, in molti casi incrementano l’autonomia nei cambi posturali e nei trasferimenti.
Per quanto riguarda i comodini, ci sono delle caratteristiche che facilitano la fruibilita’ di questo elemento d’arredo: si consigliano elementi posizionati su rotelle, quindi facilmente movimentabili al bisogno, oppure comodini muniti di un piano mobile che permette di ruotare ed accostarsi completamente a chi e’ a letto, trasformandosi in tavolino. E’ consigliabile che non sia troppo basso. Se il letto non e’ regolabile in altezza e’ opportuno avere il piano superiore del comodino circa 20 cm piu’ alto del materasso.
A proposito dell’armadio, distinguiamo 3 tipologie di soluzioni, dalla piu’ alla meno accessibile: la cabina armadio, l’armadio con ante scorrevoli e quello con ante a battente. Dove gli spazi lo consentono e’ preferibile optare per la cabina armadio: se opportunamente personalizzata a seconda delle necessita’ e’ la accessibile perche’ tutto e’ a vista e raggiungibile. La disposizione degli elementi all’interno e’ fondamentale: tutti gli accessori devono essere avvicinabili e collocati ad un’altezza idonea alla persona disabile, non devono mancare i servetti appendiabiti, eventualmente elettrici, i ripiani a scorrimento, soluzioni particolari come i pensili movimentabili e cassettiere o ripiani trasparenti che rappresentano un’utile soluzione nella scelta degli abiti; anche per i ripiani piu’ alti deve esserci la possibilita’ di visualizzare facilmente gli indumenti sistemati al di sopra. Questi semplici adattamenti sono consigliabili anche se una persona non potra’ utilizzare direttamente l’armadio: riteniamo fondamentale mettere la persona nella condizione di scegliere i propri indumenti; e’ un’importante passo nel cammino di autonomia (in particolare di un bimbo) ed in questo caso accessibilita’ significa creare il contatto visivo.
In molte case c’e’ solo lo spazio per un armadio tradizionale, in questo caso meglio scegliere un modello ad ante scorrevoli che non necessiti di ampi spazi frontali per l’apertura dell’armadio. Se invece si preferisce un armadio con ante, si consiglia un modello con aperture di 45 cm (rende pero’ svantaggiosa la gestione degli spazi interni) oppure con sistemi di apertura a libro. In genere gli armadi standard hanno ante di 60 cm che aperte occupano uno spazio di circa 120 cm (compreso l’ingombro dell’armadio). Considerando che una persona che utilizza ausili per lo spostamento e’ molto piu’ ingombrante di una persona in piedi, il piu’ delle volte non si ha a disposizione cosi’ tanto spazio. All’interno dell’armadio si trovano alcuni accessori di cui abbiamo parlato poco fa: servetti, ripiani e cassetti trasparenti… Un ultimo punto da considerare e’ lo zoccolo che separa le ante da terra: questo spazio, se non risulta occupato, puo’ favorire l’accostamento della persona in carrozzina (dopo rimozione delle pedane poggia piedi).
Nella prossima newsletter CAAD si approfondiranno le tematiche legate alle tipologie di sollevamento in camera da letto e in bagno.
Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante
