Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna - Percorsi e opportunità per le persone disabili e le loro famiglie
Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna
Percorsi e opportunitā per le persone disabili e le loro famiglie

Considerazioni su alcune problematiche generali relative alla installazione di impianti di elevazione esterni

di Stefano Martinuzzi, architetto, consulente Tecnico della Equipe del CAAD di Bologna

Nell’architettura contemporanea, per quanto riguarda i fabbricati multipiano considerati tipologicamente ‘in linea’, una delle condizioni più ricorrenti da un punto di vista distributivo, è la disposizione in aderenza ai fronti esterni dei collegamenti verticali. Tale caratteristica trova ragioni di opportunità pratiche, ad esempio, nell’immediata individuazione e nel raggiungimento dell’atrio e del vano scale dagli spazi di percorrenza esterni ; la collocazione a filo facciata consente, inoltre, di areare ed illuminare tutto il volume che accoglie il vano scala direttamente dall’esterno, senza dovere ricorrere a ‘chiostrine’, a ‘pozzi luce’ o a lucernai in copertura - con conseguente incremento della larghezza della tromba scale per consentire la diffusione verticale di aria e luce -.

A rendere diffusa tale soluzione ha contribuito, inoltre, una pianificazione urbanistica che ha inteso privilegiare corpi di fabbrica di profondità limitate (le cosiddette ‘stecche’) rispetto ad articolazioni diverse più compatte ; negli edifici ‘in linea’ dunque la collocazione del vano scale si presenta prevalentemente ‘in facciata’.
Il vano scale introduce al ‘cuore’ dell’edificio, dall’esterno verso la parte centrale dove sono situati, ai vari piani, i pianerottoli ‘di sbarco’ antistanti gli accessi agli appartamenti alle differenti quote ; rimangono invece disposti in prossimità delle pareti esterne i pianerottoli ‘intermedi’ collocati a livelli sfalsati rispetto alle abitazioni. Questa disposizione rende difficile (quando non preesistente) la realizzazione di un ascensore o di una piattaforma elevatrice a servizio della totalità degli appartamenti collocato esternamente in appoggio alla facciata. Individuata una collocazione che non produca oscuramento delle finestrature del vano scale, l’elemento decisivo per la fattibilità di un impianto di elevazione è il raggiungimento della quota delle abitazioni direttamente al pianerottolo su cui affacciano le porte di ingresso : una soluzione di compromesso che garantisca lo sbarco dall’impianto di elevazione solamente al livello dei pianerottoli ’intermedi’ può essere accettabile per alcuni utilizzatori, ma non risolve l’accesso e la visitabilità degli appartamenti da parte di chi utilizza, ad esempio, una carrozzina per gli spostamenti.


L’ingresso agli appartamenti (qualora non sia raggiungibile direttamente la porta di ingresso delle abitazioni) deve avvenire in tal caso con adattamento di porte finestre esistenti in facciata, sui terrazzi o realizzando nuove aperture sulle murature dell’edificio in corrispondenza diretta con i vani interni - tipicamente i soggiorni ; lo sbarco al livello delle abitazioni potrebbe, in tal caso, essere effettuato senza interposizione alcuna dalla cabina ascensore all’appartamento, con la collocazione di una porta ad apertura diretta sull’alloggio (porta eventualmente munita di serratura per problemi di sicurezza) o con pianerottoli ‘a ponte’ e ‘ballatoi’ di raccordo dalle porte dell’ascensore agli alloggi ad ogni piano.


L’impianto di elevazione - alloggiato all’interno di un volume autonomo, costruito in muratura, in c.a. o con incastellatura autoportante in ferro e vetro - può essere collocato in aderenza alla facciata o distaccato dall’edificio in funzione della modalità di accesso agli alloggi ; la disposizione di vani ascensore in facciata e delle eventuali passerelle e ballatoi di sbarco, va calibrata nella scelta di una posizione che rispetti il dato distributivo altrettanto quanto il fattore estetico, accogliendo i vincoli oggettivi dei fabbricati, armonizzando volumetrie e materiali per limitare il carattere invasivo dell’intervento.

Frequentemente la disposizione di vani ascensore autonomi in facciata, per vincoli oggettivi dei fabbricati, non rende possibile conseguire il raggiungimento di tutti gli appartamenti presenti nell’edificio ; considerazioni di opportunità o valutazioni di sostenibilità potranno consigliare, caso per caso, il conseguimento di accessibilità parziali limitatamente ad un numero di alloggi circoscritto agli appartamenti sovrapposti sulla medesima verticale.

 

Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante