
di Massimo Falcone
Per la chiusura del progetto KPT (KEEPING PACE WITH (ASSISTIVE) TECHNOLOGY che in italiano suona come:"Tenere il passo con lo sviluppo delle tecnologie assistive") si è organizzato a Bologna venerdì 23 marzo 2007 un convegno internazionale dal titolo: “Ausili tecnologici e formazione continua degli operatori. Dalla prima formazione all’aggiornamento in Assistive Technology; come promuovere le competenze degli operatori della sanità, del sociale e dell’educazione in Italia e in Europa”.
Oramai gli ausili tecnologici sono parte integrante dei percorsi di autonomia e di riabilitazione delle persone con disabilità e dato che lo sviluppo tecnologico va molto veloce, una delle maggiori sfide della società inclusiva consiste nel mettere le persone disabili nelle condizioni di beneficiare delle tecnologie disponibili.
I destinatari del progetto, professionisti che supportano persone con disabilità, devono essere consapevoli dell’impatto che l’Assistive Technology (AT) può avere sulla vita dei loro utenti. Purtroppo molti non hanno l’opportunità di aggiornare e sviluppare le proprie competenze in questo ambito. Soltanto poche università vengono incontro a queste esigenze.
L’adeguata preparazione professionale è necessaria per tutti gli operatori; la Convenzione sui Diritti delle persone con Disabilità dell’ONU evidenzia che l’autonomia, l’inclusione sociale non sono questioni che riguardano la coscienza sociale, ma anche i diritti umani.
Tecnologie appropriate possono cambiare la vita di una persona e l’aggiornamento delle competenze è necessario per sostenere adeguatamente i delicati processi di cambiamento che l’uso della tecnologia comporta in tutti i contesti di vita degli utenti.
Il progetto KPT è stato il contesto nel quale si sono elaborate delle Linee guida per la formazione in AT soprattutto in tre aree: Comunicazione, Accesso al personal computer e Controllo ambiente. Sono state sviluppate per essere utilizzate in maniera flessibile da chi segue operatori e studenti nello sviluppo delle proprie competenze e professionalità. Le linee guida si basano su un concetto di AT di tipo sociale e culturale, che sottolinea l’importanza di considerare le variabili contestuali e ambientali proprie dell’ambiente di vita di chi utilizza AT.
Le linee guida si riferiscono a tre livelli di apprendimento: Base, Intermedio e Avanzato. Essi sono stati associati ad alcuni livelli del Quadro europeo delle Qualifiche (European Qualifications Framework, EQF). Come supporto alla progettazione ed in riferimento ai livelli dell’EQF, sono state individuate competenze che riguardano AT, suddivise tra le aree delle conoscenze, delle abilità e di altre competenze. Come strumento concreto di supporto per la progettazione, è stata presentata un griglia per la descrizione di un programma di apprendimento.
Durante l’elaborazione di queste linee guida si è cercato di adottare una definizione di Assistive Tecnology come “...un’ampia gamma di oggetti, servizi, strategie e pratiche ideate e applicate per ridurre i problemi incontrati dagli individui con disabilità”.
Da ricordare sempre è il fatto che l’AT non riguarda solo la progettazione e l’individuazione degli ausili più adeguati ai bisogni e alle abilità di un utente e richiede anche un’attenta considerazione di tutti i fattori che incidono sul suo funzionamento.
I bisogni formativi degli operatori
Fatta questa premessa, appare evidente l’importanza fondamentale della formazione per chi supporta utenti in processi riabilitativi e di vita indipendente.
Una ricerca svolta all’interno del progetto KPT, sui bisogni formativi degli operatori ha evidenziato che circa l’80% degli operatori non ha ricevuto alcun insegnamento sull’AT nel percorso di prima formazione e una larga maggioranza ha espresso il bisogno formativo allo sviluppo tecnologico.
I livelli di competenza descritti nel progetto KPT, fanno riferimento alla descrizione generale delle qualifiche presentate nel documento di lavoro Towwards a European Qualificationes Framework for Lifelong Learning (EQF). Elemento base dell’EQF è un set di otto livelli di riferimento che descrivono ciò che uno studente conosce, capisce ed è in grado di fare, senza occuparsi di dove e di come questi risultati dell’apprendimento sono stati acquisiti. Una caratteristica importante è che la competenza viene descritta attraverso i risultati dell’apprendimento classificati secondo diverse categorie: conoscenze, abilità e capacità trasversali che interessano contemporaneamente l’ambito personale e professionale. Ciò permette un approccio all’apprendimento permanente in AT considerato come un processo modulare dove le lacune nella preparazione professionale possono essere individuate con precisione e quindi colmate attraverso programmi di apprendimento specifici. Per ciascun programma di apprendimento vanno definiti in modo dettagliato gli apprendimenti che potrebbero indirizzarsi a differenti livelli di competenze, ciò in relazione agli apprendimenti pregressi degli studenti e ai loro bisogni formativi.
Un approccio centrato sulla persona
Da non sottovalutare è il fatto che gli operatori che lavorano nel campo dell’AT dovrebbero essere preparati ad utilizzare un approccio centrato sulla persona nella valutazione e nella fornitura di supporto alle persone con disabilità. I programmi di apprendimento dovrebbero rispecchiare la complessità che ciò comporta. L’AT non riguarda solo gli oggetti progettati per risolvere problemi tecnici, ma soprattutto i bisogni e le richieste delle persone con disabilità che usano o vorrebbero usare ausili tecnologici per svolgere particolari attività o occupazioni. Solo se gli operatori valutano adeguatamente tutti gli elementi “l’efficacia della soluzione” e il rapporto costi-risultati ne risentirà e i risultati desiderati per l’utente possono essere raggiunti. Visto che gli interventi nell’ambito dell’AT dovrebbero essere possibilmente di tipo multiprofessionale è auspicabile che la pianificazione di un programma di apprendimento e l’insegnamento avvengano a cura di un team multiprofessionale.
Arrivando al fulcro del progetto KPT, cioè formare e quindi ottenere dei risultati specifici dell’apprendimento, la formazione in AT può avvenire in modi molto diversi e ciascun evento formativo è unico nella sua specificità. Proprio per questo le Linee guida non presentano pacchetti standard.
Gli apprendimenti potranno essere realizzati in vari modi, fra cui si possono ricordare:
Si arriva così alle modalità di valutazione degli studenti. Possono essere utilizzati vari strumenti di valutazione, ma in ogni caso dovrebbe essere scelta la modalità di raccolta di informazioni che meglio coglie le abilità e le conoscenze acquisite, nel loro contesto d’uso. Lo scopo della valutazione dovrebbe essere quello di ampliare il livello di apprendimento posseduto dagli studenti, non di classificarli.
Per altre informazioni: www.at4inclusion.org/kpt/index.php
Per informazioni sulle esperienze di formazione italiane ed europee
Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante
