Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna - Percorsi e opportunità per le persone disabili e le loro famiglie
Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna
Percorsi e opportunitā per le persone disabili e le loro famiglie

A Lizzano presentate le ‘Linee guida per la progettazione di abitazioni per anziani’ del progetto europeo Wel_hops

di Stefano Martinuzzi

In data 23 agosto presso la sala del Consiglio Comunale di Lizzano in Belvedere (BO) è stata presentata la versione definitiva delle “Linee guida per la progettazione di abitazioni per gli anziani (dalle esigenze degli anziani orientamenti per migliorare la qualità della vita residenziale di tutte le età)”. La pubblicazione del volume contenente le linee guida conclude un percorso sviluppato nell’ambito di una cooperazione interregionale europea all’interno di un progetto denominato ‘Wel_hops welfare housing policies for senior citizen”, ovvero soluzioni di welfare abitativo per anziani.
La guida del progetto è stata affidata ad ERVET – Emilia Romagna Valorizzazione Economica Territorio ed il lavoro si è sviluppato col coinvolgimento di partner internazionali (istituzioni, municipalità, università) provenienti dalla Svezia, dalla Gran Bretagna, dalla Spagna e dall’Ungheria ; il gruppo di lavoro, interdisciplinare, ha visto il contributo di sociologi, economisti, architetti, ingegneri, responsabili di studi e ricerche sul welfare.

La sollecitazione che ha dato impulso al lavoro di ricerca è stata la lettura del dato demografico sull’invecchiamento della popolazione (over 65 anni attualmente 22% diventeranno il 40% nel 2050 ; over 80 anni, nello stesso periodo, dall’attuale 4% ad oltre 11%) e, conseguentemente, l’incremento sulle aspettative di vita, supportato dalle scienze mediche e sociali che consentono l’allungamento dell’esistenza.
La sfida di garantire, oltre alla durata, la qualità stessa ed una dignità dell’esistenza, passa attraverso il mantenimento di una vita attiva di relazione e non può prescindere dalla permanenza il più a lungo possibile presso la propria abitazione in condizioni di autonomia.
Interpretando anche culturalmente questa prospettiva come un’opportunità, si è posta l’esigenza di un ripensamento del tema ‘città’ ed ‘abitazione’, interpretandolo sulla base delle esigenze specifiche della popolazione anziana. Da qui è nata l’occorrenza di predisporre linee guida quali raccomandazioni per ripensare la progettazione degli ambienti di vita della popolazione con particolare riguardo all’utenza anziana, in un respiro europeo di confronto con esperienze di paesi diversi anche storicamente più attenti del nostro alla dimensione sociale di urbanistica ed architettura.
Lo slogan “l’anziano a casa propria” accompagna l’intero progetto e contraddistingue un orientamento non solo tecnico, ma sociale e politico in contrapposizione alla istituzionalizzazione di soggetti della terza e quarta età quando non supportati da condizioni abitative adeguate.

L’approccio delle linee guida non ha voluto essere quello di una manualistica con soluzioni dimensionali, disposizioni di valore normativo o adempimenti conformanti, ma ha inteso realizzare un primo livello di attenzioni nell’approccio al tema dell’abitare visto dal punto di vista delle esigenze degli anziani, il che ricomprende facilitazioni ed immediatezza d’uso per un’utenza ampliata, secondo i principi di un design universale “for all”.
Un limite dichiarato dell’opera risiede nei riferimenti generali che conducono ad enunciazioni a volte semplificate, dalle quali discendono ipotesi di soluzioni ; queste ultime, sinteticamente affrontate, non forniscono sempre strumenti tecnici utili alla gestione del problema, lasciando evidenziata più l’enunciazione del tema che le strade di risoluzione - particolarmente se ci poniamo di fronte non all’assunto astratto di una nuova edificazione, ma alla gestione di un patrimonio abitativo esistente con cui ci si deve confrontare, e a cui l’anziano risulta fortemente radicato per motivazioni storiche, sociali ed affettive.
Volutamente non sono stati toccati argomenti sanitari o assistenziali, perché ritenuti non pertinenti al particolare punto di vista del progetto Wel-hops.  Dall’esperienza dei servizi CAAD si evidenzia tuttavia che le risposte ai problemi dell’abitare vanno calibrate alle persone, riconoscendo in esse un patrimonio imprescindibile non solo di esigenze o bisogni ma di desideri, orientamenti, inclinazioni, risorse, disponibilità. Per questo occorre darsi strumenti adeguati ad interpretare questo mondo complesso ed è necessario non tralasciare contributi spesso decisivi per fornire risposte efficaci, quali quelli di professionisti in ambito sanitario ed assistenziale. I loro apporti sono talora decisivi nell’interpretazione dei casi e nella possibilità di fare ricorso al mondo degli ausili o degli arredi ed oggetti della terapia occupazionale.

Nella pubblicazione si afferma la scelta di un ricorso moderato alle soluzioni tecnologiche e di tipo domotico, motivata dalla necessità di non sostituire ma mantenere il livello di abilità funzionale della persona e quindi la sua autonomia. Questo assunto potrebbe essere utilmente integrato da un concetto di autonomia che tenesse in conto non solo il mero aspetto funzionale, ma anche la diversa o maggiore possibilità di qualità globale della vita fornita da soluzioni facilitanti. Le facilitazioni che possono essere introdotte col ricorso alla domotica ed all’impiantistica avanzata, non sempre o necessariamente sottraggono autonomia agli utilizzatori rendendoli meno autosufficienti, ma, al contrario, possono incrementare le potenzialità individuali e migliorare le caratteristiche di sicurezza dell’abitazione, cosa che sta diventando standard realizzativo assolutamente  imprescindibile per utenze ‘deboli’ già allo stato odierno. Se appare opportuna la preoccupazione per una possibile resistenza od incapacità ad accogliere tecnologie di complessa gestione da parte delle persone anziane, è parimenti vero che oggi le tecnologie stanno evolvendo verso sistemi tecnologici il cui uso sia particolarmente semplice ed intuitivo.

Da un punto di vista grafico, la comunicazione è stata ricercata in maniera efficace per facilitare la comprensione e la leggibilità di un ventaglio ampio di utilizzatori : anziani in primo luogo e familiari, amministratori pubblici, gestori di strutture e personale assistente, costruttori ma anche progettisti che approcciano la materia. Le quattro sezioni di articolazione del volume esplorano il tema dell’abitare partendo dall’alloggio per passare all’intero edificio, agli spazi esterni pertinenziali e allargarsi al contesto urbano ; un’ulteriore sezione, nominata ‘rimanere a casa propria’ è stata aggiunta in appendice nella stesura finale ed è orientata alle problematiche connesse alla ristrutturazione dell’edilizia esistente sotto il profilo del superamento dislivelli, dell’adattamento dei bagni e delle cucine-soggiorni.
Ogni scheda che compone la sezione analizza una specifica ‘esigenza’ abitativa attraverso una tecnica figurativa immediata con uso di fotografie e rendering di ambientazione; le sezioni sono introdotte da un catalogo di immagini di realizzazioni sperimentate nei paesi partner del progetto.
Tutto il lavoro costituisce una riflessione, un ripensamento del mondo e delle problematiche dell’abitare, laddove si sperimentano dei limiti, essendosi date per scontate troppo a lungo soluzioni costruttive standard, sempre più lontane da un sentire che viene maturando di nuove attenzioni e sensibilità.
Auspichiamo che ulteriori sviluppi del lavoro possano arricchire ulteriormente ed affinare il corpus delle riflessioni secondo la prospettiva di una esperienza sul campo che, senza perdere di vista i principi generali, si confronti con la realtà vasta dell’abitare degli anziani destinatari della ricerca, nella cui esistenza anche piccole conquiste potranno diventare delle vittorie assolute.


Le linee guida sono consultabili e scaricabili dal sito internet www.welhops.net/ita/activities.asp ed è possibile farne richiesta ad Ervet, via Morgagni 6 - 40122, Bologna, tel. 051/645.04.11.

Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante