Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna - Percorsi e opportunità per le persone disabili e le loro famiglie
Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna
Percorsi e opportunitā per le persone disabili e le loro famiglie

Aggiornare il Nomenclatore Tariffario

Se ne e' discusso a Handimatica 2006

di Valeria Alpi

Il CAAD si occupa di adattamento dell’ambiente domestico, ma non dobbiamo pensarlo come strettamente correlato alla modifica strutturale degli ambienti. Vivere bene in casa propria con quanta più autonomia possibile significa ricorrere anche a vari ausili, o a varie soluzioni che comprendono gli ausili. Molto spesso si tratta di ausili tecnologici particolarmente costosi e non tutte le famiglie possono accedervi. Cosa si fa in Italia a livello di contributi economici? Com’è la situazione? Tra la fine di novembre e i primi giorni di dicembre, si è svolta a Bologna la sesta edizione di Handimatica (www.handimatica.it), la mostra-convegno nazionale sulle tecnologie informatiche e telematiche per l’integrazione delle persone con disabilità, organizzata dalla Fondazione Asphi (Avviamento e sviluppo di progetti per ridurre l'handicap mediante l'informatica). Proprio all’interno di Handimatica si è sviluppato un interessante seminario dal titolo “Interventi e finanziamenti pubblici per gli ausili tecnologici: cosa sta cambiando”. Mentre a livello culturale si stanno consolidando concetti di riferimento come ICF, il progetto individualizzato e il percorso ausili, sul piano normativo assistiamo oggi a un maggiore interessamento dei legislatori a livello regionale e nazionale teso a offrire alle persone con disabilità finanziamenti, agevolazioni e percorsi per la fruizione di ausili e di tecnologie per la riabilitazione, l’autonomia, la qualità della vita. Il settore degli ausili tecnologici sta inevitabilmente evolvendo e in più ambiti si stanno verificando cambiamenti che possono costituire importanti opportunità per gli utenti finali. Dalle tastiere in Braille ai sistemi d’orientamento a raggi infrarossi, dagli audio-libri ai computer che funzionano muovendo solo gli occhi o semplicemente toccando lo schermo, dal software per il riconoscimento vocale alla domotica, dalle fiabe multimediali ai programmi per l’apprendimento… Tutte innovazioni al servizio della disabilità. Ma quanti di questi strumenti così sofisticati sono rimborsabili da parte del Servizio sanitario nazionale? Pochi. Ecco allora che nell’ambito del seminario è emerso il punto dolente della questione: l’ormai poco aggiornato Nomenclatore Tariffario, regolato dal D.M. 332/99. “Il Nomenclatore – ha commentato Carlo Giacobini, avvocato esperto nel settore handicap – non è riuscito nel tempo a gestire, a garantire, a disciplinare la fornitura di ausili altamente tecnologici, ed è rimasto uno strumento lontano dalla realtà”. “Il Nomenclatore – ha aggiunto Giulio Vaccari, di Assoausili – non prevede per esempio gli strumenti per il controllo ambientale, e anche in ambito comunicativo gli ausili per la comunicazione sono ormai obsoleti. Bisognerebbe inoltre ampliare i cosiddetti prescrittori, cioè le persone che possono prescrivere l’ausilio attraverso il Nomenclatore Tariffario. Finora i prescrittori sono solo medici specialisti, mentre si potrebbe allargare la prescrizione anche ai fisioterapisti, ai logopedisti, per esempio. In questo modo i prescrittori sarebbero persone più a contatto con l’utente rispetto a un medico e quindi più vicine ai reali bisogni della persona”. “Attualmente la maggior parte degli strumenti informatici e telematici a sostegno della disabilità non rientra nell’elenco di quelli erogabili dal Servizio sanitario nazionale. Sono riconosciuti, e quindi rimborsabili, solo alcuni ausili per le persone non vedenti e non udenti come gli ingranditori, i sintetizzatori vocali, le tastiere e i display in Braille, i comunicatori alfabetici e quelli telefonici – ha infine spiegato Massimo Guerreschi, del centro ausili “La Nostra Famiglia” di Lecco e membro del Glic (il Gruppo di lavoro interregionale che riunisce i centri ausili informatici ed elettronici per disabili di tutta Italia). Tutto quello che invece è software è escluso dal Nomenclatore Tariffario. Questo perché a tutt’oggi i finanziamenti pubblici per le persone disabili sono di competenza esclusiva del Ministero della Salute. A mio parere la situazione potrebbe migliorare se ci fosse una collaborazione intergovernativa in modo da ‘spalmare’ le risorse a favore della disabilità tra più ministeri, coinvolgendo anche quello delle Politiche sociali, dell’Istruzione e del Lavoro”. Proprio il Glic sta promuovendo tutta una serie di aggiornamenti per l’auspicata modifica del Nomenclatore Tariffario, che non sarà forse semplice, ma di sicuro appare ormai come necessaria e indispensabile sotto tutti i punti di vista.

Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante