Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna - Percorsi e opportunità per le persone disabili e le loro famiglie
Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna
Percorsi e opportunitā per le persone disabili e le loro famiglie

Un servizio di negoziazione sindacale sull’adattamento dell'ambiente domestico

Intervista al sindacalista dello SPI-CGIL Tamer Favali, uno degli ideatori di questo progetto

di Annalisa Bolognesi

L’adattamento dell’ambiente domestico per favorire l’autonomia delle persone anziane e disabili all’interno della propria abitazione rappresenta oggi uno dei temi centrali delle politiche socio-abitative della Regione Emilia Romagna, che, ormai da diversi anni, sta stanziando a vario titolo fondi per finanziare questo genere di interventi. A fronte di questi crescenti investimenti regionali, che coinvolgono, oltre a numerose persone disabili, un sempre maggior numero di anziani, il Sindacato dei Pensionati (SPI) CGIL dell’Emilia Romagna ha dato vita ad un servizio sindacale che si propone di favorire la negoziazione con la Regione e gli altri enti pubblici, per sostenere queste politiche di finanziamento e tutelare ulteriormente tutti coloro che necessitano effettuare questo genere di lavori. Ne abbiamo parlato con Tamer Favali, sindacalista dello SPI ed ideatore di questo progetto.

Come è nato il servizio offerto dallo SPI per favorire l’adattamento dell’ambiente domestico?
Questo servizio è nato  a seguito dell’approvazione in Emilia Romagna della Delibera Regionale 2299 del 2004 che prevede un piano d’azione per la comunità regionale e che ha come tema centrale proprio l’invecchiamento della popolazione e le prospettive di sviluppo future. Questa Delibera rappresenta una svolta molto significativa nell’ambito delle politiche abitative regionali in favore delle persone anziane. Se prima, infatti, l’obiettivo principale della Regione era quello di fornire nuovi alloggi alle persone meno abbienti, ora viene posta al centro anche la necessità di favorire l’autonomia domestica delle persone anziane e disabili nella propria abitazione anche attraverso interventi di adattamento dell’ambiente domestico che consentano all’anziano o al disabile di restare nella propria casa, adeguandola alle loro esigenze ed abilità residue.

Il vostro servizio nasce quindi a seguito della Delibera Regionale 2299/04, ma in cosa consiste esattamente?
Lo SPI, essendo un sindacato, non opera nella dimensione tecnica o informativa dell’adattamento dell’ambiente domestico, ma in quella politico-sindacale, soprattutto attraverso la negoziazione con la Regione e gli altri enti pubblici, al fine di favorire il finanziamento di queste opere e la tutela delle persone anziane e disabili che necessitano di effettuare questo genere di lavori.
Nel caso in cui un nostro iscritto ci venga a chiedere informazioni relative a contribuiti e agevolazioni fiscali previsti per queste opere o a possibili soluzioni tecniche da attuare nella propria abitazione, noi cerchiamo di offrirgli un quadro informativo globale ed, eventualmente, lo indirizziamo verso altre realtà, come ad esempio gli stessi CAAD, che possano fornirgli informazioni più mirate, sia sul piano dei finanziamenti, che dal punto di vista tecnico.

Quali traguardi siete riusciti a raggiungere in questi anni?
Un risultato di enorme importanza è stato certamente il finanziamento, per il biennio 2007/2008, da parte della Regione Emilia Romagna, dei contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche previsti dalla Legge Nazionale 13/89. La Legge 13/89 prevede infatti finanziamenti a fondo perduto per le persone disabili e anziane che effettuano lavori di abbattimento delle barriere; siccome da diversi anni non vi erano fondi statali per questo contributo, l’ Emilia Romagna, anche a seguito delle nostre segnalazioni, ha deciso di finanziarlo con fondi propri.
Il traguardo più importante in assoluto è stata però l’istituzione del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza (FRNA).

Di cosa si tratta?
Si tratta di un ulteriore finanziamento regionale per gli interventi di adattamento dell’ambiente domestico, alternativo al contributo per l’abbattimento delle barriere e a quello sull’acquisto di ausili per favorire l’autonomia domestica delle persone disabili e anziane, previsto dalla Legge Regionale 29/97.
In poche parole il Fondo per la Non Autosufficienza, che prevede contributi per i progetti di adattamento domestico fino a un massimo di 8000 euro, si configura come un’ulteriore opportunità di finanziamento per le persone anziane e disabili, che si va ad aggiungere ai già cospicui finanziamenti che la nostra Regione offre per questo genere di opere.
Si tratta per noi quindi di una conquista veramente rilevante…

E dopo queste importanti conquiste, come pensate di andare avanti? Quali progetti avete in mente per il futuro?
Ovviamente continueremo a svolgere la nostra azione sindacale ampliando magari gli spazi di intervento del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, facendo sì che ancora più persone ne possano usufruire. Vorremmo inoltre stringere ulteriormente i rapporti di collaborazione con le diverse realtà regionali che offrono consulenze tecniche o informative, con l’obiettivo di offrire ai nostri iscritti un servizio di prima informazione il più possibile efficace ed esaustivo.

Per informazioni
SPI CGIL Emilia Romagna
tel. 051/29.47.42  - www.spier.it
Per consultare la Delibera Regionale 2299/2004  e per ulteriori informazioni sul FRNA
www.regione.emilia-romagna.it/wcm/par/pagine/approvazione.htm
www.handybo.it/guida/fondo-non-autosufficienza.pdf

Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante