Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna - Percorsi e opportunità per le persone disabili e le loro famiglie
Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna
Percorsi e opportunitā per le persone disabili e le loro famiglie

PER RICORDARE Eustachio LOperfido

È morto Eustachio Loperfido, pioniere della lotta al disagio psichico. Il neuropsichiatra infantile e amministratore pubblico si è spento a 76 anni dopo una breve malattia. Bologna e l’Emilia Romagna perdono una figura di riferimento e un innovatore: anticipò la legge Basaglia e fu sempre in prima fila nel proporre servizi sociali nel segno dell’inclusione più che della semplice “assistenza”.

"Il concetto di salute mentale si è globalizzato sempre di più all'intera popolazione. Ci riguarda tutti, e investe ogni età della vita. E la prevenzione inizia già dalla scuola". Lo diceva spesso negli ultimi tempi Eustachio Loperfido. Il professore, neuropsichiatra infantile e amministratore pubblico, è morto la mattina di Pasqua a 76 anni dopo una breve malattia. Con lui Bologna e l'Emilia Romagna perdono una figura di riferimento nel campo della lotta al disagio psichico, e un innovatore:
anticipò la riforma della Sanità e fu sempre in prima fila nel proporre servizi sociali nel segno dell'inclusione più che della semplice "assistenza". Nato a Matera e trasferitosi a Bologna per specializzarsi in neuropsichiatria dell'infanzia, Loperfido fu tra i "pionieri" che applicarono la legge 180 del 1978, iniziando da subito a chiudere i manicomi. Anzi, fu per molti aspetti un anticipatore della legge Basaglia.
Da assessore alla Sanità nella giunta comunale di Bologna (1970-80), fin dal 1974 fu l'artefice della nascita dei "Consorzi socio-sanitari", un po'
gli antesignani delle odierne Usl, che proponevano tra l'altro un'attenzione alla prevenzione e un nuovo modello di psichiatria poi portato avanti dalla 180: cura dei malati sul territorio e in ambulatorio, con la nascita di comunità alloggio, centri diurni e centri famiglia, no all'abuso di psicofarmaci e ricorso all'ospedalizzazione solo per casi acuti e necessità immediate. "La svolta - ricordava Loperfido in una recente intervista sul periodico ?Portici' della Provincia di Bologna - fu capire che la società doveva farsi carico della malattia mentale, non più vista come fatto estraneo o alieno, ma come una condizione che riguarda l'essere umano nella vita sociale. E si introdusse anche l'idea importante che prima della degenza è possibile una cura lasciando la persona sofferente nella sua famiglia".

Fin dagli anni nella pubblica amministrazione l'attività di Loperfido si era ampliata ai campi della disabilità, dell'immigrazione, del disagio scolastico. Da studioso, operatore sociale e culturale aveva dato vita a molte iniziative di ricerca e formazione. Fino allo scorso luglio Loperfido era stato presidente dell'Istituzione Minguzzi della Provincia di Bologna, centro di studi e documentazione sulla storia della psichiatria e dell'emarginazione sociale. Negli ultimi anni aveva lavorato molto sul mondo della scuola, portando avanti con il Minguzzi un progetto di "promozione del benessere scolastico" nelle superiori: incontrava gruppi di presidi, insegnanti, genitori e studenti per analizzare insieme l'accoglienza e il "clima" negli istituti scolastici. "Sono convinto - diceva - che alle politiche sociali spetta cercare di migliorare le relazioni umane, e quindi rimuovere gli ostacoli alla buona crescita delle persone. Intervenendo sull'infanzia e sull'adolescenza, sulle relazioni familiari e scolastiche, si va alla radice di molte malattie mentali".

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Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante