
Intervista a Fausto Morigi, tetraplegico che ha deciso, attraverso la domotica, di automatizzare totalmente il proprio appartamento
di Annalisa Bolognesi
La domotica è una recente disciplina che si occupa dell'integrazione di alcune tecnologie che consentono di automatizzare una serie di operazioni all’interno della casa. Attraverso l’integrazione dei dispositivi elettrici ed elettronici, presenti nelle abitazioni, permette infatti di automatizzare l’abitazione e facilitare l’adempimento di molte azioni che di solito si svolgono in casa. Per molte persone disabili, chiaramente, questa moderna disciplina rappresenta un’importantissima risorsa per migliorare la propria autonomia domestica e per facilitare le tante piccole azioni della vita quotidiana. Ne parliamo con Fausto Morigi, tetraplegico che da pochi anni ha deciso di automatizzare completamente il proprio appartamento.
Quando hai deciso di automatizzare il tuo appartamento attraverso la domotica?
Nel 2000 ho voluto ristrutturare la casa per abbattere le barriere architettoniche. Io abito al piano rialzato quindi perché potessi accedere all’appartamento era necessario installare un ascensore; mentre, all’interno, avevo bisogno di allargare le porte. Visto che già dovevo fare questi lavori di ristrutturazione ho approfittato dell’occasione per fare anche una serie di automazioni.
Che genere di automazioni hai fatto?
In poche parole ho automatizzato l’intero appartamento. Con un palmare, una sorta di telecomando che si chiama “Pronto”, ora sono in grado di gestire tutta la casa: posso aprire le porte, le finestre, le tapparelle e controllare tutte le luci…posso persino accendere lo stereo e la televisione! Inoltre riesco a fare le stesse operazioni anche dal computer: infatti sul computer del mio studio ho una mappa della casa, cliccandoci sopra col mouse posso intervenire, senza dovermi spostare, su tutte le automazioni presenti nell’appartamento.
E le persone che vivono con te? Utilizzano anche loro un telecomando?
No, siccome questo impianto in qualche modo creava delle barriere a coloro che vivono con me, ad esempio perché le tapparelle non possiedono la classica corda per tirarle su, si è deciso di fare una terza programmazione: abbiamo installato dei pulsanti a muro, vicino a quelli per accendere le luci, che servono ad aprire e chiudere le finestre e a tirare su le tapparelle.
Nelle altre stanze della casa invece che adattamenti ci sono?
Nel bagno ho solamente tolto la vasca e messo una doccia adattata, perché per il resto era già completamente accessibile. In camera invece ho messo un sollevatore a muro, che utilizzo per passare dal letto alla sedia-doccia, oppure per andare in bagno. In cucina invece non ho fatto adattamenti, perché essendo tetraplegico, mi è impossibile cucinare, quindi abbiamo deciso di lasciarla così com’è.
Com’è cambiata la tua vita quotidiana da quando hai fatto questa ristrutturazione?
E’ cambiata davvero tanto! Innanzitutto non ci sono più le barriere interne e posso passare tranquillamente da una stanza all’altra. E poi con la domotica ho il controllo di tutta la casa: ho molta autonomia, spesso non ho più bisogno di chiedere ad altre persone di fare le cose per me, quindi mi sento molto più libero!
In Italia la domotica si sta pian piano diffondendo, ma le case totalmente automatizzate come la tua sono ancora poche, come mai?
Innanzitutto perché la domotica purtroppo è abbastanza costosa; anche se in Emilia Romagna esistono degli appositi contributi, che coprono fino al 50% della spesa, molte famiglie non si possono ugualmente permettere questo genere di spese. Però, al di là dei costi, credo che lo scoglio più grande sia la diffidenza delle persone anziane e disabili, che ancora non vedono nella domotica una risorsa di autonomia e di libertà. Bisognerebbe quindi informare maggiormente sulle grandi potenzialità di questa disciplina, magari mostrando proprio i grandi risultati che si possono ottenere!
• Per informazioni sulla domotica e sull’adeguamento dell’ambiente domestico
• Per informazioni sui contributi concessi dalla Regione Emilia Romagna per queste opere
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