Inquilini disabili e barriere: problemi e soluzioni possibili

Intervista a Francesco Rienzi, sindacalista del Sunia

di Annalisa Bolognesi

Abbattere le barriere architettoniche presenti nella propria abitazione purtroppo non è sempre un processo immediato e privo di ostacoli. Ci si può imbattere in molti problemi, soprattutto nei casi in cui non si è proprietari della casa in cui si vive oppure i lavori coinvolgano degli spazi condominiali comuni. Francesco Rienzi, sindacalista del Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari), ci spiega quali sono le principali problematiche in cui incorrono gli inquilini disabili e quali supporti e soluzioni offre loro il sindacato.

 Di che cosa si occupa esattamente il Sunia?
Il Sunia è l’associazione degli inquilini. Il nostro compito è principalmente quello di fornire informazioni e consulenze sia agli inquilini dell’edilizia privata che a quelli di quella pubblica. Ad esempio facciamo consulenze sui contratti d’affitto, aiutiamo a compilare i bandi per accedere alle case di edilizia pubblica e, in generale, cerchiamo di porci come organo di mediazione tra inquilini e proprietari.

Che tipo di servizi offrite agli inquilini disabili?
Offriamo soprattutto servizi di informazione e tutela per quanto riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche, perché, spesso, i nostri utenti non sanno che esiste la possibilità di accedere a dei contributi per questo tipo di opere, oppure non sanno come procedere per farne richiesta. Inoltre cerchiamo di tutelare il più possibile l’inquilino disabile, perché, soprattutto per chi è in affitto, non è sempre semplice effettuare lavori di abbattimento di barriere ….

In che senso? Che tipo di problemi pratici possono riscontrare gli inquilini disabili?
Innanzitutto l’inquilino prima di fare lavori di abbattimento di barriere architettoniche deve comunque chiedere il consenso del proprietario dell’appartamento, che non sempre gli viene però concesso.
Inoltre un altro dei problemi principali è certamente quello delle dispute condominiali. Nonostante la legge 13/89 preveda delle maggioranze ridotte per i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche che coinvolgono le parti comuni del condominio, può comunque succedere che tali quote di maggioranza non vengano raggiunte.

Quali sono le “maggioranze ridotte” previste dalla legge 13?
L’inquilino che desidera effettuare i lavori deve innanzitutto farne richiesta all’amministratore condominiale, che dovrà convocare un’apposita assemblea per discuterne. In questa prima convocazione occorre un consenso della maggioranza degli intervenuti all’assemblea. Se durante la prima convocazione non si è giunti a un accordo si procederà verso una seconda convocazione in cui sarà però sufficiente ottenere una maggioranza di solo un terzo dei condomini. Inoltre se il condominio non esprime il proprio voto entro tre mesi dalla richiesta che il disabile ha fatto all’amministratore, il disabile potrà automaticamente procedere coi lavori.
Nonostante queste numerose agevolazioni sussistono tuttavia alcuni casi in cui non si riesce ugualmente a raggiungere le maggioranze necessarie e il disabile viene a trovarsi impossibilitato a eseguire i lavori, seppure si offra di farsi carico da solo dell’intera spesa.

Per quanto riguarda invece gli immobili pubblici? Quali problemi si riscontrano?
In questi casi i problemi sono molti, perché la maggior parte degli immobili pubblici sono poco accessibili. Se il problema dell’accessibilità è relativo alla presenza di barriere verticali, spesso una delle migliori soluzioni è la richiesta di un cambio di alloggio.
Nel caso invece dell’abbattimento di barriere all’interno della casa, come ad esempio se si presenta la necessità di ristrutturare il bagno, l’Acer copre totalmente la spesa solamente se l’inquilino ha un’invalidità del 100%. Altrimenti l’inquilino deve pagare di tasca propria, anche se comunque può accedere ai contributi previsti dalle leggi 13/89 e 29/97.

Come si muove il Sunia per risolvere tutti questi problemi?
Noi cerchiamo di attuare un’opera di mediazione tra inquilino e proprietario, sia esso l’Acer o un privato cittadino. Ove possibile cerchiamo anche di proporre nuove soluzioni, che possano soddisfare entrambi. Inoltre per far fronte al crescentenumero di richieste abbiamo recentemente lanciato il progetto di fare partire uno sportello informativo specifico sul tema della barriere…

Di cosa si occuperà esattamente questo sportello?
Lo sportello, che abbiamo chiamato Casa Abile, si occuperà soprattutto di fornire informazioni, ad esempio aiuteremo i disabili ad accedere ai contributi relativi alle leggi 13 e 29, perché ci siamo resi conto che, sono tantissime le persone che non sanno di averne diritto oppure che non sanno a chi rivolgersi per ottenerli…
Ma forniremo anche delle consulenze un po’ più tecniche. Ad esempio cercheremo di offrire delle soluzioni ottimali laddove non sia possibile realizzare le opere che il disabile aveva in mente per via dell’opposizione degli altri condomini oppure, come capita in molti casi, perché sussistono dei veri e propri problemi di spazio.

Quando prenderà il via questo progetto?
Casa Abile partirà dopo l’estate e verrà realizzato con la collaborazione di tutte le categorie sindacali che rappresentano gli utenti con problemi di accessibilità interna eesterna al proprio appartamento, come ad esempio il Sunia , l’Inca, Teorema e la CGIL. L’obiettivo infatti è proprio quello di unirci tutti quanti per poter migliorare il più possibile le condizioni di vita degli inquilini e dei proprietari!

L’elenco di tutte le sedi del Sunia di Bologna è disponibile al sito: www.sunia.it/bologna

Il Centro Risorse Handicap č realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Accaparlante

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